Indie Music In Italy pt.2: DDG Project, Tunatones, Dola J. Chaplin, Tobia Lamare & The Sellers, One Way Out

DDG Project – Chaos (Aliante Dischi) 
DDG Project nasce da un’ idea di Davide De Gregorio, cantante, compositore ed arrangiatore campano, il quale dopo aver maturato una grande esperienza in diverse parti del mondo ha voluto dare vita ad un progetto artistico, che mirasse a promuovere il dialogo e l’integrazione fra popoli differenti, non solo attraverso la musica ma l’arte in generale. E’ nato così un vero e proprio collettivo musicale che raccoglie eccellenti musicisti di diversa estrazione come Cora Coleman (batteria) e Josh Dunham (basso), Giovanni Hidalgo (percussioni), Giulio Guerra (congas), Toti P (chitarra) e Alex Magnalasche (chitarre), e insieme a loro il musicista napoletano ha inciso Chaos, disco prodotto con la collaborazione di due eccellenti sound engeeers come Simon Gogerly (U2 e No Doubt), Dave Pemberton (Kasabian e Prodigy). “Il mio linguaggio musicale”, spiega De Gregorio, “è frutto delle esperienze vissute dell’uso di tutte le influenze assorbite ed amate negli anni ed è sempre in continua evoluzione. Unire e miscelare suoni, ritmi, lingue, battiti è la mia missione artistica”. Si comprende così come gli undici brani presenti nel disco non rientrino in un preciso genere musicale ma piuttosto guardino verso un sound multiculturale che mescola atmosfere ed influenze musicali differenti sulla scia di quanto fatto da musicisti come David Byrne, Damon Albarn e Beck. Durante l’ascolto brilla così il dialogo tra il basso funk di Dunham, il sound afroamericano della batteria di Coleman e quello world delle percussioni del portoricano Hidalgo, ma a caratterizzare il tutto ci sono i testi e la voce di De Gregorio che fungono da collagene e da spinta propulsiva per ogni brano tra cambi d’atmosfera, citazioni e suggestioni poetiche. Nel complesso il disco suona assolutamente radiofriendly con brani con brani come Ferry Blues, The Genie, Dig It a fare da traino tuttavia il vero vertice del disco è la bella Walk Away che più di tutte sintetizza lo spirito di questo progetto. Chaos è così un progetto interessante che non mancherà di entusiasmare tutti coloro che vi si avvicineranno.



Tunatones – iTunas! (Prosdocimi) 
Dedicato a Steve Jobs e George Harrison, iTunas è l’album di esordio, come trio dei Tunatones, gruppo veneto dalla lunga esperienza maturata sui palchi della loro regione, che propone un trascinante mix tra surf, rockabilly e i suoni degli anni cinquanta. L’ascolto mette subito in evidenza tutta l’energia di questo trio con l’ottima sezione ritmica composta da Alessandro Arcuri (upright bass, vocals & whistle) e Alberto Stocco (batteria e backing vocals) a supportare alla grande il talentuoso Mike 3rd alla chitarra. Il trio snocciola così undici brani ironici, divertenti e trascinanti tra cui spicca l’ottimo medley Homage To George Harrison nel quale rileggono con grande originalità alcune composizioni del chitarrista dei Beatles, ma anche brani inediti come Homeless Omelette, Wild Pony e Mafia e Sti Cazzi. Dal punto di vista prettamente sonoro emerge chiaramente tutta la cura con la quale hanno approcciato le incisioni, l’approccio volutamente vintage e la grande tecnica dei tre musicisti che sebbene caratterizzati da un diverso background musicale sono riusciti a trovare una perfetta armonia. iTunas! è dunque un progetto musicale interessante, che merita non solo l’ascolto ma anche di essere visto dal vivo, perché siamo certi che sul palco questo trio farà faville. 



Dola J. Chaplin – To The Tremendous Road (Volume! Records/Cramps Music/Edel) 
Classe 1982, Dola J. Chaplin è un giovane cantautore ma con alla spalle già una solida esperienza maturata attraverso generi musicali differenti come il punk e il grunge fino ad approdare al songwriting di impostazione roots rock. Dopo alcuni anni trascorsi tra strade, montagne e incontri, nel 2009 complice alcune canzoni incise in casa e pubblicate su MySpace, arriva l’incontro con il produttore e cantautore Paolo Tocco, e da un semplice scambio di e.mail si arriva al progetto di un disco. E’ nato così To The Tremendous Road, il suo album di debutto che raccoglie dodici brani di ottima fattura che mescolano folk, rock e country. Il suo songwriting sin dal primo ascolto appare maturo e solido, come aveva già dimostrato il singolo What I Care, ma soprattutto sincero ed in grado di trasmettere in modo perfetto quella che è l’intenzione dell’autore ovvero dare vita ad un diario di viaggio in cui far confluire la sua voglia di evasione dal quotidiano ma anche la ricerca di sé e quella di nuove realtà. L’ascolto regala brani di ottima fattura come le iniziali Go Wild, You’re On My Mind e la già citata I Care ma è con la title track che ospita alla voce Emma Tricca che si tocca il vertice del disco. A brillare sono anche brani come il blues stradaiolo di Railway, la genuina semplicità di Dyin’ Every Day, ma anche acquerelli acustici come Sail o la torrida Drivin’ South. Grazie alla lungimiranza di Paolo Tocco, Dola J. Chaplin è riuscito a mettere a fuoco perfettamente la sua cifra stilistica e pur essendo un disco di debutto To The Tremendous Road è un eccellente lavoro.



Tobia Lamare & The Sellers – Are You Ready For The Freaks? (Lobello Recods/Goodfellas) 
Promosso con il sostegno di Puglia Sounds, primo vero grande progetto in Italia nato da una precisa volontà politica di sostenere al cultura del territorio, Are You Ready For The Freaks? è il secondo disco del combo salentino composto da Tobia Lamare e i suoi inseparabili The Sellers, che giunge a due anni di distanza dall’apprezzato debutto The Party. Proprio come il precedente anche quest’ultimo è nato in una masseria immersa nella campagna salentina, ma la vera novità consiste in un approccio meno punk ma piuttosto maggiormente indirizzato verso sonorità cantautorali con qualche divagazione surf che ammicca a Donavon Frankenreiter. L’ascolto regala un viaggio attraverso la musica americana spaziando dal blues di She’s All Right al psych-folk di Yellow fino a toccare il Mersey Beat di Lisa e la west coast di Drive Me Back. Non manca qualche divagazione nei suoni elettropop come nel caso di Steap Beat, un omaggio esplicito ai Cure ma è con la title track che si tocca il vertice del disco, si tratta infatti di un brano molto originale nel quale emerge tutta la creatività di Tobia Lamare. Are You Ready For The Freaks? conferma tutto il talento di questa band salentina e siamo certi che nel prossimo futuro avranno la visibilità che meritano anche a livello nazionale. 



One Way Out – Baby, I Want To Be Loved! (Autoprodotto) 
Noto per essere il fondatore e la guida dei Mad Men Blues, Roberto “Pit Ryan” Pettarini è un appassionato artigiano della musica con alle spalle una ormai trentennale carriera spesa sul palchi non solo del Friuli, la sua regione ma anche di tutta Italia. Agli esordi della sua carriera risale Baby, I Want To Be Loved!, Ep composto da quattro brani inciso nel giugno del 1987 insieme ai One Way Out, prima e forse unica blues band friulana di quegli anni. Formato dallo stesso Pit Ryan e da Maurizio “The Dragon” Zannella (basso), Luciano “Mr. Lucky” Gherghetta (chitarra) e Claudio “Le Batteur” Cappelli, il gruppo nacque nel 1983 e sin da subito ebbe un grande successo locale che nel giro di quattro anni li portò anche ad incidere questa cassetta, che è stata di recente ristampata e rimasterizzata su cd. Ad aprire il disco c’è una torrida I Want To Be Loved di Willie Dixon, seguita da tre eccellenti composizioni di Ryan ovvero I’m Going Back, Driftin’ Woman Blues e Stop & Go Now, nelle quali si apprezza tutta la potenza e l’energia della loro proposta musicale. Si tratta dunque di un disco prezioso non solo perché documenta un momento di grande fervore creativo anche per la sua qualità complessiva assolutamente sorprendente considerando i mezzi a disposizione all’epoca. Baby, I Want To Be Loved! è una piccola perla di sano blues italiano, e sebbene sia di difficile reperibilità, merita veramente un ascolto. Da non perdere è anche il libro in uscita a cui sarà allegato il disco, nel quale verrà raccontata la storia di questa sorprendente band. 

 Salvatore Esposito