Luigi Chiriatti, Corimondo, La Strina – Suoni e Canti di Corigliano D’Otranto, Kurumuny, 2012, pp. 64 ,15 Euro

Nota per lo splendido Castello De’ Monti, uno degli esempi più belli di architettura militare del Salento, Corigliano D’Otranto conserva una antica tradizione musicale, che tra il 1977 e il 1977 fu documentata da una lunga ricerca di Luigi Chiriatti. Spinto dalla mamma Lucia De Pascali che gli consigliò: “Se vuoi sentire cantare a paravoce devi andare a Corigliano”, l’allora giovane ricercatore salentino diede vita ad una intensa frequentazione con i cantori del luogo. Erano gli anni del ritorno a casa di tanti emigranti, che volontariamente rifuggivano dalla memorie di un passato fatto di povertà e fatica che li aveva spinti lontano dalla loro terra, così si trovò di fronte ad una vera e propria impresa, ovvero quella di ricostruire e recuperare una cultura contadina che era sul punto di finire nell’oblio. Cercare e ricercare era così un’opera complessa, e richiedeva pazienza e calma, e anche Corigliano non faceva eccezione. Dopo diversi viaggi, a bordo di una Vespa ed in compagnia di Roberto Licci, Chiriatti finalmente riuscì ad incontrare Luigi Costa, cantore e suonatore di organetto diatonico, ma soprattutto conoscitore della Strina, lungo canto di questua eseguito nel periodo che va da Santo Stefano al Capodanno, costituito da strofe in dialetto ed in grico, e che si ricollega al Manta dei Greci. In quel periodo infatti i contadini dismettevano i panni da lavoro per trasformarsi in suonatori girovaghi, e armati di organetto, arpa a sonagli, triangoli di ferro ed altri strumenti percussivi andavano di podere in podere per eseguire questo canto augurale e di questua. Quella era una delle poche occasioni per i contadini di ascoltare la musica, sicché questi suonatori erano accolti con grande gioia e spesso tornavano a casa con grandi panieri pieni di ogni bendidio, che raccoglievano dopo l’esecuzione della Strina. Altra particolarità di Corigliano era la grande presenza di suonatori di organetto, e in questo senso fu illuminante per Chiriatti anche l’incontro con Giovanni Avantaggiato, un vero virtuoso di questo strumento, spesso usato nelle feste da ballo che servivano per i primi incontri fra i giovani del paese. Ben presto grazie anche a Luigi e Antonio Costa, la compagnia dei cantori raccolti dal ricercatore salentino si era allargata fino a comprendere Giovanni Avantaggiato, Giuseppe Lolli, Giovanni Mangia, Antonio Serra, Nicola Tanieli. Chiriatti raccolse molto materiale in quel periodo e una selezione di queste registrazioni vede ora la luce nello splendido libro con cd edito da Kurumuny, dal titolo Corimondo, La Strina, Suoni e Canti di Corigliano D’Otranto, promosso con il sostegno di PUGLIA SOUNDS - PO FESR PUGLIA 2007/2013 ASSE IV” e patrocinato dalla Povinicia di Lecce e dall’Istituto Diego Carpitella. Il disco contiene un’antologia di diciannove canti di cui dieci descrittivi, quattro balli, tre canti di questua, un canto narrativo e sei recitati. La maggior parte delle registrazioni furono effettuate nella casa di campagna di Luigi Costa, e spaziano dai canti a paravoce come la serenata Quista è La Strada di Via Pendinu, al canto d’amore in grico Diavica, fino a toccare le musiche da ballo come lo scotis, la mazurka, la polka e una pizzica. Il gioiello del disco è ovviamente la Strina, che ci regala un vero e proprio viaggio nel tempo con i suoi nove intensi minuti, nei quali agli occhi dell’ascoltatore si materializzerà una vera e propria porta spazio-tempo. A compendio del disco c’è il libro nel quale oltre alle “memorie di ricerca” di Luigi Chiriatti, trovano spazio gli interventi di Sergio Torsello, Michele Costa e Daniele Durante. Corimondo è così un opera preziosissima perché ricostruisce e recupera una memoria culturale di grande interesse etnomusicologico, che ora viene restituita non solo alla comunità di appartenenza ma anche a quella di tutto il Salento. 


Salvatore Esposito