The Deep Dark Woods - The Place I Left Behind (Six Shooter/ Sugar Hill)

Pubblicato lo scorso autunno per una etichetta indipendente e caratterizzato da una difficile reperibilità, The Place I Left Behind, il quarto disco dei The Deep Dark Woods, trova finalmente una distribuzione internazionale grazie alla lungimiranza dalla Sugar Hill. Si tratta infatti di un disco di rara bellezza, che non solo conferma tutto quanto di buono aveva fatto questa interessante band canadese con il precedente, Winter Hourss, ma li pone come diretti concorrenti di formazioni storiche del rock americano come Walkabouts e Jesse Sykes and the Sweet Hereafter. Questo quintetto formato da Per Ryan Boldt (voce e chitarre), Burke Barlow (chitarra), Geoff Hilhorst (organo e pianoforte), Chris Mason (basso e backing vocals) e Lucas Goetz (percussioni e pedal steel), ci offre una originale visione della tradizione american che spazia dalle sonorità old time degli Appalachi fino a toccare sonorità rock introspettive. Così tra fiddle, banjo e pedal steel, durante l’ascolto si viene letteralmente avvolti da brani come la splendida Westside Street, un accorato omaggio alla loro città, Saskatoon, il folk scarno della title track e un pugno di ballate malinconiche come Mary’s Gon e The Banks of the Leopold Canal. Non manca qualche divagazione nel blues come nel caso di I Just Can’t Lose, o nel country come in Virginia tuttavia il meglio arriva con un paio di murder ballad a metà strada tra Mark Lanegan e Nick Cave, ovvero Never Prove False e The ballad of Frank Dupree, nelle quali la band canadese sembra dare il meglio di se, sia a livello musicale sia da quello compositivo. The Place I Left Behind è dunque un disco di ottima fattura che ci regala un ora di grande musica che abbraccia tutto il grande panorama della roots music, una cosa non da poco considerando il proliferare di produzioni derivative al limite della copia. 



Salvatore Esposito