Sente La Voce Mia, La Riconosce , Tre Documentari di Marcello Fersini, Roberto Inciocchi, e Luis Spadilla (Sedi 2003 srl/Allegra/AnimaMundi)

Prodotto da SEDI 2003 srl e realizzato da Allegra, Sente La Voce Mia, La Riconosce è un prezioso cofanetto, da qualche tempo disponibile nelle librerie specializzate, che raccoglie tre documentari realizzati da Marcello Fersini, Roberto Inciocchi e Luis Padilla ovvero: Cu Li Trapassa L’Anima e Lu Core del 2005, Ci No Lla Vidi La Senti Cantare del 2009 e infine Ca Quannu Canta Tremula La Voce del 2011. Patrocinato dell’Assessore al Mediterraneo Cultura e Turismo della Regione Puglia, dall’Apulia Film Commission e dalla Provincia di Lecce, questo cofanetto propone un interessantissimo viaggio nella musica popolare salentina che si dipana attraverso i racconti dei protagonisti. Il primo documentario della durata di cinquanta minuti, Cu Li Trapassa L’Anima e Lu Core del 2005, realizzato con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Comitato Nazionale Minoranze Etnico-Linguistiche in Italia e sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, è lo splendido racconto degli albori della riscoperta della musica salentina. Evitando accuratamente l’utilizzo di una voce narrante fuori campo, il documentario centra la sua attenzione sulla viva voce dei protagonisti di quegli anni ovvero Gigi Chiriatti, Cinzia Marzo, Claudio Miggiano, Biagio Panico, Donatello Pisanello, Lamberto Probo, Pino Zimba e con Danilo Andrioli, Rachele Andrioli, Paride Argirò, Cosimo Chiariatti, Sergio Fracasso, Angelo Litti, Francesca Mariano, MariaLuce Trovè. Si parte dalle prime ricerche sul campo tra gli anni settanta e ottanta, per arrivare al movimento della riproposta, il tutto senza tralasciare accenni alla costruzione dei tamburelli, e al senso di appartenenza che da sempre permea e caratterizza il Salento. Quello che emerge è un approfondimento sociologico e culturale rigoroso, e ciò traspare anche dalla cura particolare della fotografia che si sofferma spesso su suggestivi scorci di paesaggio, quasi a voler simboleggiare lo stretto legame che tiene uniti questi musicisti alla loro terra. Il secondo documentario Ci No Lla Vidi La Senti Cantare del 2009, attaverso i suoi quaranta minuti apre uno spaccato sulla donna nella tradizione salentina ed in particolare è incentrato sulle interpreti femminili non solo della musica tradizionale ma anche della musica di innovazione. Partendo dai giudizi taglienti di Assunta Lucia De Pascalis, una delle più straordinarie memorie viventi della tradizione, emerge una ricerca volta ad evidenziare le differenze fra le anziane depositarie della tradizioni e le nuove interpreti come Rachele Andrioli, Carla Maniglio, Cinzia Marzo, Maria Mazzotta, e Anna Cinzia Villani. Non un semplice gioco di generazioni a confronto, insomma, ma piuttosto una più complessa analisi da cui emergono le difficoltà delle cantrici più giovani a seguire la musica a tempo pieno e allo stesso tempo viene esaltata l’importanza di modernizzare la tradizione anche contaminandola, ma sempre cercando di mantenere una forte matrice identitaria. Chiude la raccolta, il più recente Ca Quannu Canta Tremula La Voce del 2011, che attraverso i suoi quarantacinque minuti apre uno spaccato sull’universo maschile, nel quale ascoltiamo un grande ricercatore della tradizione grika come Roberto Licci, ma anche giovani musicisti come Claudio “Cavallo” Giagnotti, che con la sua trad-innovazione rappresenta uno degli esempi più brillanti di contaminazione sonora della musica tradizionale, e Antonio Castrignanò. Da ultimo viene analizzata sia l’importanza de La Notte della Taranta, sia la difficoltà di vivere con la musica tradizionale. Nel loro insieme questi tre documentari compongono una visione chiara e netta della scena musicale salentina, con il primo che funge da giusta e compiuta introduzione, il secondo quello dedicato alle donne che indaga nell’anima più intima e profonda della tradizione e il terzo, conclusivo che fa emergere un po’ i nervi scoperti su cui da sempre dibattono critici ed addetta ai lavori. Ad impreziosire i vari documentari, ci sono numerosi momenti musicali che intercalano i racconti dei vari protagonisti e che rappresentano la più pura rappresentazione di quello che significa fare musica nel Salento. Quando la vis polemica si spegna, quando la passione sale e comincia a parlare la musica comincia l’incanto. Sente La Mia Voce, La Riconosce è così un opera essenziale che rappresenta la più compiuta e diretta opera sulla scena musicale salentina, che emerge così in tutto il suo fascino e la sua forza.


Salvatore Esposito