The Sadies - Darker Circles (Outiside/Yep Roc)

Ecco una storia fatta di Telecaster e Gretsch, tanta musica e nomi eccellenti. Loro sono al settimo o ottavo disco, hanno accompagnato la brava Neko Case in studio e live e, in questo caso, si son fatti aiutare in studio dal Jayhawks Gary Louris. Canadesi di nascita, non potevano non arrivare ad accompagnare anche The Loner Neil Young in persona e partecipare al bellissimo tributo canadese a The Band registrato da Garth Hudson. Il sound? Non chiamatelo alt-country che sennò si arrabbiano. Quando ero un pivello, al sabato andavo in pellegrinaggio in un negozio di disco a fianco di una nota discoteca della zona ( era il mitico Picchio Rosso, ora ci sono brutte case al suo posto), il negozio si chiama Peecker Sound e , in appositi scaffali, ogni sabato potevi trovare dei forati di importazione americana. I forati erano dischi economici facenti parte di stock a prezzo ribassato. Dentro non c’erano gli Stones o i Creedence ma nomi spesso sconosciuti che potevi portarti a casa per 2500 lire. Due euro e portavi a casa un vinile nero che era impossibile prevedere. Ecco, i Sadies avrebbero potuto far parte dei forati. Che però non esistono più. Ci sono riferimenti importanti nelle sonorità più psichedeliche dei Byrds, qualche sprazzo di bluegrass mescolato a un sound fiero e chitarristico. I ragazzi suonano e anche molto, e lo fanno bene. A differenza dell’italietta , le voci sono al livello giusto, c’è tanta musica che scorre e si rivela ascolto dopo ascolto. Qualche dubbio o perplessità me la mette il fatto che si sia scelto di accodarsi a quel trend che preferisce l’uso del contrabbasso piuttosto che il basso elettrico, ( se avete fatto caso al nome della mia rubrica, sapete che le frequenze basse sono il mio pane quotidiano e qui le sento scomparire perse in una certa nebulosità) . Gary Louris si è concesso qualche sfizio produttivo interessante, alcuni pan pot violenti di batteria che danno un’aria di classico al sound, voce principale che suona nello speaker di destra e il suono globale che diventa più grande ed interessante. Le chitarre passano da un twang alla Duane Eddy fino ad un western cartonato alla Ennio Morricone, gli abiti sono quelli più vicini a Nudie e ai Flyng Burrito Brothers che si puo’. Chi li ha visti dal vivo ne ha parlato benissimo. Insomma, mi sa che vi conviene procurarvi il cd.




Antonio "Rigo"Righetti