N.O.W. Nomadic Orchestra Of The World – Banjara! (Materiali Sonori)

Chinh in sanscrito è un simbolo che rappresenta la fenice, la forza e la cultura delle popolazioni nomadi. Ispirandosi a questa parola è nato Chinh India Italia, un associazione fondata da alcuni professionisti dei media e della musica come Laura Di Nitto, Andrea Camerini, Meenakshi e Vinay Rai, con lo scopo di creare un asse di scambio e valorizzazione delle culture e delle tradizioni dei popoli nomadi, al fine di preservarle per le generazioni future. Complice un viaggio in India per raggiungere Laura Di Nitto impegnata nella realizzazione di un documentario, grazie ai due attivisti sociali Meenakshi e Vinay Rai, Andrea Camerini si ritrovò a suonare con Suraj Bhopa, suonatore di ravanhatha, strumento a corda dal suono inconfondibile che insieme al canto del musicista lo colpì moltissimo. Decise così di trascorrere alcuni mesi nel Rajasthan per incontrare alcuni musicisti provenienti da comunità diverse passando dai Kalbelya, che incantano i serpenti al suono del been, agli zingari del deserto Banjara, scoprendo così strumenti particolarissimi come il morchhang, il karthal, il sarangi e il kamaicha. Fu quello un momento illuminante perché nacque l’idea di dare vita alla Nomadic Orchestra Of The World, con la quale dopo alcune prove si trovò ad esibirsi al Dilli Haat, centro artistico e culturale della capitale New Delhi. Successivamente nel 2008 a dargli man forte arrivarono anche Paolo Camerini e Roberto Berini con i quali Andrea condivide l’esperienza di Nuove Tribù Zulu e con loro è iniziato un lungo lavoro di sperimentazione sui linguaggi sonori della tradizione indiana e nomade, e ben presto per la NOW ormai al completo giunse anche un grande concerto all’India Habitat Center Auditorium di Delhi. Nel 2009 arriva poi il primo tour in Italia e successivamente un lungo tour in India che li conduce a suonare sui palchi più belli di Nuova Delhi, Mumbai, Gurgaon, Chennai e Auroville grazie al supporto di Chinh India e dell’Istituto Italiano di Cultura di Nuova Delhi. A quattro anni di distanza dalle prime esibizioni della NOW, grazie alla produzione di OrienteOccidente e alla lungimiranza di Materiali Sonori, è di recente stato pubblicato Banjara!, disco che documenta questo sorprendente incontro artistico tra il rock italiano di Nuove Tribù Zulu e il folk rajasthani dei Dhoad Gypsies Of Rajasthan. Si tratta di un disco sorprendente vibrante di vitalità musicale e dai tratti sonori davvero coinvolgenti, che mette in fila dodici brani scritti da Andrea Camerini e da Meenakshi Vinay Rai. Prodotto da Nuove Tribù Zulu, Laura Di Nitto e Chinh India, il disco vede la partecipazione di un numeroso cast di musicisti composto da Paolo Camerini (contrabbasso, basso), Roberto Berini (batteria, percussioni), Ludovica Valori (fisarmonica, trombone), Alessandro Lorenzoni (chitarre), Valerio Guaraldi (chitarre), Massimiliano Diotallevi (alto sax), Suraj Bhopa (ravanhatha, voce), Radhey Nath (been, voce), Kesar Nath (been), e Rakesh Bhopa (bopang) guidati magistralmente da Andrea Camerini che si divide tra la voce e il flauto. L’ascolto è una sorta di viaggio sonoro che parte dall’Italia e raggiunge l’India, terra dell’ormai accertata origine dei gitani, nel quale la NOW stabilisce un ponte tra oriente ed occidente creando un meltin’ pot sonoro nel quale confluiscono brani cantanti in inglese, italiano e hindu caratterizzati da arrangiamenti che vedono nella musica tradizionale indiana il loro comun denominatore ma che abbracciano suoni provenienti dal rock alla world music fino a toccare la sperimentazione sonora. Brillano così brani come l’iniziale Need a Rickshaw?, la splendida ballata etnica Zingara, il dialogo interculturale in chiave etno-rock della title track e la suggestiva Shivaratri Night. Il progetto della Nomadic Orchestra Of The World è senza dubbio interessantissimo e questo disco conferma a pieno tutte le potenzialità che ha questo collettivo interculturale di musicisti, la speranza è che questo non resti un episodio isolato ma che il loro percorso artistico continui ancora a lungo. 



Salvatore Esposito