Musicanti del Piccolo Borgo Trio, Folkaurora, Arezzo, 04 Maggio 2012

Sulle tante strade della musica ci sono vie meno affollate che il mondo commerciale e i media difficilmente percorrono ma è su questi sentieri che abitano le cose più preziose, gli artisti più appassionati ed originali e una musica “altra” che scalda il cuore. È lì che abbiamo incontrato i Musicanti del Piccolo Borgo, in TRIO, venerdì sera al Circolo Aurora di Arezzo, con il loro nuovo progetto: “dicantididonne d’amore”. Elvira Impagnatiello, Silvio Trotta e Alessandro Bruni ripercorrono la creatività e le ispirazioni nate dal contatto diretto con le fonti popolari della musica tradizionale del centro sud , in un concerto nuovo, intimo e raffinato che sceglie di cantare la donna e le sue tante anime. Il trio insegue l’emozione più che il rigore filologico, rincorre la suggestione, allenata dall’esperienza trentennale, manipola con cura e rispetto i materiali sonori e racconta una tradizione viva, in fertile trasformazione.
I brani, dalle melodie antiche, sono rivisitati dagli echi morbidi della chitarra classica, cesellati dalle splendide trame della chitarra battente, declinati in punta di piedi dal mandoloncello e conquistano lo spazio e il tempo della memoria. L'universo sonoro delle corde e dei plettri di Silvio Trotta e Alessandro Bruni struttura un substrato evocativo dove la bella voce di Elvira Impagnatiello si immerge libera, apre antichi scorci di vita, ricontatta immutabili sentimenti. La cantante dilata nel tempo con emissioni morbide di suoni le parole dei testi, prepara chi ascolta ad accogliere contenuti e suggestioni e incide, con la sua capacità interpretativa, i significati e i valori della musica popolare. Silvio Trotta risponde con la sua lingua materna, riaffonda nelle radici della sua terra, il Molise e canta ciò che profondamente gli appartiene.
Le corde dei suoi strumenti, immersi nella tradizione, riemergono contaminati dal contatto con stili diversi che intreccia spontaneo con l’intenzionalità generosa di chi, con passione, ridà alla gente ciò che la gente gli ha regalato. È lui l’anima pensante del Trio, che non ha dimenticato i vecchi cantori, i quali senza nessun accompagnamento musicale erano comunque capaci di comunicare il loro mondo e fa come loro tramanda, trasporta nel qui e ora del suo far musica la forza narrativa della memoria senza indugi patetici, senza manierismi radical chic con dignità e sobrietà, con il pudore estetico della vera bellezza. Lo fa anche grazie al suo compagno di corde, Alessandro Bruni, eccellente chitarrista classico, che mette a disposizione del gruppo la raffinatezza dei suoi suoni dimostrando quanto sia debole il confine tra musica colta e musica popolare. Alessandro intercetta con grande sensibilità la filigrana, l’essenza di queste melodie e aderisce con la sua chitarra all’idea sottesa delle parole e crea emozione e struttura armonia. Ed è un profondo senso di armonia che ci portiamo dentro dopo questo concerto… 



Cinzia Lanzano