Melech Mechaya – Melech Mechaya (Felmay)

Nati nel 2006 a Lisbona, i Melech Mechaya sono un quintetto portoghese composto da João Da Graça (violino), Francisco Caiado (percussioni), Miguel Verissimo (clarinetto), André Santos (chitarra) e João Sovina (contrabbasso), che propone una originale commistione sonora tra la drammaticità del fado portoghese e la gioia della music klezmer, in cui confluiscono influenze che spaziano dalla musica gitana a quella araba passando per il tango e la tradizione dei Balcani. Dopo aver accumulato una lunga esperienza dal vivo, nel 2008 hanno pubblicato il loro primo Ep seguito l’anno successivo dal loro disco di debutto, Budja Ba, che ha contribuito in maniera determinante al loro successo anche all’estero. Lo scorso anno hanno dato alle stampe il loro secondo disco Aqui Em Baixo Tudo É Simples, che di recente ha visto la ristampa per il mercato estero con l’aggiunta del brano Dança Do Desprazer, canzone tratta dal debutto e ormai considerata vera hit del gruppo. Il disco presenta quattordici brani di cui sette originali e sette tradizionali che spaziano dalla musica klezmer a quella portoghese, componendo un viaggio ideale che dalle coste che affacciano sull’Oceano ci conduce attraverso il Mediterraneo, in un fluire continuo di suggestioni, colori e atmosfere piene di fascino. Ad aprire il disco sono due brani della tradizione klezmer ovvero la già citata Dança Do Desprazer e Freylach De Varsòvia nella quale il tango incontra alcune linee melodiche originali, si passa poi allo strumentale Los Bentos nel quale reminiscenze surf-rock si mescolano a suoni della tradizione ebraica. Si torna al klezmer con Mazel Tov, in cui si mescolano rumba, flamenco e ritmi balcanici, ma è con la trascinante Pano Corrido che si incontra il primo inedito, brano di solito usato per aprire i loro concerti. La splendida voce di Mìsia impreziosisce Gare No Oriente un brano dai sapori flamenco che narra di storie che succedono in una stazione ferroviaria. L’intreccio tra violino e ballo di Jahofontes apre la strada a Caleidoscòpio, ispirata ai Masada di John Zorn nella quale brilla alla tromba Frank London dei Klezmatics. Aqui Em Baixo Duto È Simples è tratta dal reperorio di Anton Tchejov e mescola il classico ritmo 7/8 tipico dei balcani con la rumba, il tutto colorato dalla darbouka araba. Si torna alla tradizione portoghese con Capéu Preto di Arlindo Duarte de Carvalho nella quale il folk chula incontrano le sonorità orientali, per passare poi all’inedito Chinelo Aquàtico che apre la strada al classico della tradizione klezmer Doina del leggendario clarinettista Dave Tarras. Chiudono il disco Sirba + Di Grine Kuzine, un medley di due canzoni tradizionali klezmer in 2/4 e Dança Arabe, quest’ultima altro vertice del disco con la sua linea melodica elegante e allo stesso tempo trascinante, magistralmente tracciata dal violino di João Da Graça. I Melech Mechaya con questo disco si segnalano come una delle più interessanti realtà della scena musica portoghese, essendo riusciti a coniugare la musica della loro terra con le sonorità della musica ebraica, aggiungendovi una particolare cura tanto per il groove quanto per la melodia pescando ora dal folk ora dalla musica trip-hop e drum’n’ bass, il tutto utilizzando solo strumentazione acustica. 


Salvatore Esposito