Italian Roots & Blues Pt.2: Miami & The Groovers, Chemako, Veronica Sbergia & Max De Bernardi, John Strada

Miami & The Groovers - Good Things (Miami & The Groovers) 
Nati come una tribute band di Bruce Springsteen, i riminesi Miami & The Groovers sin dal loro disco di debutto contenente brani originali hanno perseguito la ricerca di un sound originale che si ponesse nel solco dei loro miti d'oltreoceano ma che allo stesso tempo puntasse a valorizzare le loro potenzialità. Non si è trattato di un percorso facile perchè, si sa certe strade soprattutto quelle del roots rock sono irte di ostacoli soprattutto se si lavora in Italia, ma loro con rigore e coraggio hanno portato avanti il loro progetto senza cedere mai a compromessi. Non ci sorprende dunque vederli giungere al terzo disco con Good Things ormai maturi e consci di poter camminare sulle proprie gambe senza il bisogno di ricorrere alla cover di Bruce o all'ospite di grido. Insomma Good Things non solo contiene tante cose buone come evocato dal titolo stesso ma è senza dubbio il disco che li consacra come una delle band roots di punta della nostra penisola in grado di poter reggere il confronto con i loro colleghi d'oltreoceano, e per certi versi anche di fargli mangiare un po' di polvere. Guidati con grande sicurezza dal front-man Lorenzo Semprini, che si è fatto come sempre carico della scrittura di tutti i testi, i Miami & The Groovers con Good Things mettono in fila tredici brani di ottima fattura sospesi tra roots rock e blue collar, il tutto con uno sguardo rivolto all'alternative country di Del Fuegos e Replacementes. Aperto dalla intensa title track il disco regala più momenti di grande rock come nel caso della splendida Audrey Hepburn's Smile o la poetica ballad Cold In My Bones dove la chitarra di Antonio Gramentieri, la pedal steel di Alex Valle e il piano di Alessio Raffaelli dialogano alla pefezione, o ancora il bel duetto con Riccardo Maffoni in Walkin' All Alone impreziosito dal violino di Heather Norton. Il vertice del disco arriva però con Postcard introdotta da un brano di Tom Wolfe letto da Israel Nash Gripka, che brilla per la sua semplicità e la sua forza evocativa. Non manca qualche incursione nei suoni irish con la ballata We're Still Alive, che ci conferma come il suono dei Miami & The Groovers sia ormai solido e maturo in grado anche di guardare oltre i sentieri già percorsi. Insomma Good Things è un disco di ottima fattura che non mancherà di entusiasmare gli appassionati del più sano ed autentico rock made in U.S.A. 



Chemako - Chemako (Ultra Sound Records/I.R.D.) 
I Chemako sono un trio roots-rock e blues composto da Gianfranco "French" Scala (chitarra), Roberto Re (basso) e Stefano Bertolotti (batteria), tre amici uniti dalla comune passione per la musica americana e con alle spalle prestigiose collaborazioni con artisti del calibro di Guy Davis, Flaco Jimenez, Eric Bibb e Charlie Musselwhite, ai quali nel 2001 si è aggiunto anche Marcello Milanese, bluesman di grande esperienza che con la sua voce rappresenta il valore aggiunto del gruppo. Il loro approccio con la tradizione musicale americana è senza alcun compromesso, come dimostra il loro disco di debutto omonimo nel quale hanno raccolto nove brani originali più una eccellente rivisitazione di All Things Must Pass di George Harrison e la bella The Ocean Songs di e con Gayla Drake Paul. L'ascolto rivela infatti una raccolta di canzoni ispirate nelle quali spicca l'ottima chitarra di Scala, il quale non disdegna spesso di imbracciare anche banjo, mandolino ed ukulele, supportata alla grande dalla impeccabile sezione ritmica che detta alla pefezione i tempi. Durante l'ascolto a tratti i Chemako ricordano i Mandolin' Brothers per altro presenti in qualità di ospiti in alcuni brani tuttavia ciò che emerge è una loro originalità di fondo, arricchita anche da altri ospiti di eccezione come le chitarre di Maurizio "Gnola" Glielmo e Maurizio Fassino, o le voci dei texani Shan Kowert e Annie Acton nelle splendide Red Diamond Train e Tear For Breakfast, Debbi Walton e la talentuosa Angelica Depaoli. Vertice del disco sono certamente la splendida Fallin' Star, e l’intensa Let It Burn Wild che rappresentano molto bene quali sono le istanze dei Chemako. Insomma per essere un disco di debutto questo è davvero un ottimo lavoro sia dal punto di vista musicale che da quello dei testi. Niente insomma è lasciato al caso. 



Veronica Sbergia & Max De Bernardi - Old Storie For Modern Times (Totally Unnecessary Records/Audiocoop) 
Noti agli appassionati di country blues e jugband music per essere due membri insostituibili dei Red Wine Serenades, Veronica Sbergia e Max De Bernardi hanno di recente dato alle stampe Old Stories From Modern Times, album inciso come duo tra maggio e dicembre 2011. Composto da quindici brani di artisti quali Big Bill Broonzy, Memphis Minnie, Jimmie Rodgers, Sidney Bechet, Lucille Bogan, Bo Carter, Delmore Brothers composti prevalentemente tra il 1910 e il 1939, il disco è stato volutamente inciso in mono e mixato su nastro attraverso una consolle analogica per conservare il suono originale degli strumenti e i relativi riverberi ed increspature naturali, limitando così al massimo la freddezza del digitale. Si tratta dunque di un piccolo viaggio nel tempo attraverso la musica folk americana tra echi di ragtime, pre-war blues, early jazz e gipsygrass, nel quale l'ascoltatore scoprirà sorprendenti analogie tra le problematiche del passato e quelle del presente ed in questo senso non è casuale anche il titolo ovvero vecchie storie per i tempi moderni. Tra chitarre resofoniche, washboard, ukulele, mandolino, armonica, e contrabbasso si viene letteralmente trascinanti in atmosfere che ci rimandano all'epoca dei medicine show e del vaudeville, passando attravero i bordelli di New Orleans, i campi assolati del Sud degli Stati Uniti e i sentieri montani delgi Appalachi. Ad impreziosire il disco ci sono poi le partecipazioni speciali di alcuni ospiti come Bob Brozman, vera icona della chitarra resofonica e del virtuoso armonicista Sugar Blue, i quali rappresentano non solo un valore aggiunto in alcuni brani ma completano il sound in modo eccellente. Insomma Old Stories For Modern Times è un disco di superba fattura, nel quale apprezzare due eccellenze della scena musicale italiana quali la Sbergia e De Bernardi, ma soprattutto riscoprire un lato della musica americana pieno di grande fascino. 



John Strada & The Wild Innocents - Live In Rock'A (Autoprodotto) 
Figlio della Via Emilia che guarda verso il West come Ligabue, Rigo e Graziano Romani, John Strada è un'altro dei figli italiani di Bruce Springsteen e non è casuale che la sua band si chiami The Wild Innocents ammiccando al disco omonimo del cantautore americano. Partito da una intensa gavetta tra gli anni ottanta e novanta, Strada ha debuttato con Senza Tregua, per poi trasferirsi negli Stati Uniti dove ha avuto modo di frequentare la scena del Greenwich Village a New York, ritornato in patria ha proseguito con una intensa attività live ed in parallelo con la pubblicazione di diversi dischi. A riassumere il suo percorso artistico è stato di recente pubblicato Live In A Rock'A, disco dal vivo registrato il 15 luglio del 2011 a Rocca di Cento (Fe) e che ripercorre per intero la sua carriera passando in rassegna i cinque dischi in studio registrati n carriera. Diviso su due dischi l'album raccoglie ventidue canzoni tra brani originali scritti in italiano e alcune cover d'eccezione come le belle rese di Growin' Up e Born To Run di Bruce Springsteen e Come Together dei Beatles. L'ascolto ci permette di scoprire così un cantautore dotato di uno storytelling interessante con brani caratterizzati da testi semplici eppure efficaci che mescolano racconti di gioventù (Come Una Star), di amori appena sbocciati (Eccomi Qua) e storie finite come l'intensa La Notte che Mi Hai Lasciato, ma anche temi più duri come il suicidio cantato in Lettera dal Paradiso. Fondamentale nella riuscita dei brani è anche il gruppo che accompagna Strada composto da Fabio Monaco (chitarra), Daniele De Rosa (hammond), Alex Cuocchi (batteria) e Francesco Foschieri (basso), i quali assecondano alla perfezione il musicista emiliano. Ad impreziosire il tutto c'è anche un bel libretto con dieci racconti dello scrittore bolognese Gianluca Morozzi corredati dalle illustrazioni di Andrea Samaritani. Nel complesso Live In Rock'A è un bell'esempio di rock americano made in Italy che certamente entusiasmerà gli appassionati del genere.


Salvatore Esposito