A3 Apulia Project – Odysseia (Compagnia Nuove Indye)

Nati da un idea del chitarrista e compositore Fabio Bagnato, gli A3 Apulia Project sono un interessante gruppo che ispirandosi alla famosa autostrada Salerno – Reggio Calabria ha inteso intraprendere un percorso verso il Sud, inteso come base di partenza per un viaggio alla scoperta dei suoni del Mar Mediterraneo, da tempo immemore crocevia di culture e musiche diverse. Contando su solide basi nate dalla ricerca nel novero della musica tradizionale e degli strumenti tipici come la chitarra battente, Fabio Bagnato ha puntato non alla reinterpetazione di brani del repertorio popolare ma piuttosto alla composizione di brani originali nel quale cantautorato, folk, rock e world music viaggiassero di pari passo contaminandosi e confrontandosi anche grazie all’uso di strumenti come la fisarmonica, il tamburello e la già citata chitarra battente uniti ai più moderni basso, batteria e chitarra eletrrica. Partendo così da una matrice risalente nel tempo gli A3 Apulia Project hanno intrapreso un viaggio verso il futuro cavalcando però l’onda della memoria e non è un caso che il loro disco di debutto Trasudando abbia avuto sin da subito un ottimo consenso con passaggi anche sulle frequenze della BBC oltre che per la RAI. Attualmente il gruppo oltre a Fabio Bagnato (chitarra battente – chitarra acustica – lira calabrese - voce), è formato da: Walter Bagnato (fisarmonica – pianoforte – synt - cori), Pasquale Lamparelli (tamburello – cori), Domenico Mininni (cajon – darabouka - congas), Francesco Rossini (basso elettrico), Giacomo de Nicolo (batteria - effettistica) e Rossella di Terlizzi (danza). A tre anni di distanza dall’esordio gli A3 Apulia Project hanno dato alle stampe il loro secondo disco, Odysseia che raccoglie undici brani tra cantati e strumentali, tutti composti da Bagnato e che rispetto al passato vedono il gruppo allargare ulteriormente il proprio orizzonte, partendo infatti dai suoni e dai ritmi ancestrali del Mediterraneo, gli A3 Apulia Project, intraprendono un vero e proprio viaggio che spaziano dalle sonorità magrebine di Mediterraneo e Rasgueado a quelle arabereshe di ai Confini fino a toccare la Calabria in un gioco affascinante di suggestioni poetiche. Odysseia è, dunque, il viaggio di un moderno Ulisse alla ricerca di una identità collettiva ed unificante nella quale riscoprire non solo i suoni di tempi passati ma anche la profondità della poesia come quella racchiusa nella splendida Duende dove la chitarra flamenca dialogando con il pianoforte apre uno spaccato che super le Colonne D’Ercole e fa rotta verso l’America Latina. A tenere insieme i vari brani è il mare quello solcato dalle carrette del mare, quello dei viaggi della speranza, come quello compiuto dal vecchio emigrante di Freccia del Sud o quelli senza meta del suonatore giramondo di Roumeni. Insomma Odysseia è un disco solido nel quale la world music non è un mero esercizio di stile ma diventa la rotta da seguire alla ricerca del Duende. 


Salvatore Esposito