Nazaket Teymurova – Mugham (Felmay)

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L’anno dell’etichetta piemontese si è aperto con un secondo sguardo dalla finestra aperta sull’immenso bacino sonoro dell’Asia centrale. Ancora una volta al centro dell’attenzione è la musica d’arte dell’Azerbaijan, la cui musica riflette la lunga storia di contatti tra popolazioni iraniche e di ceppo turco. Il termine mugham designa un raffinato e sofisticato sistema musicale (che trova i suoi corrispettivi nel maqâm arabo o nel makam ottomano-turco, come pure in termini altrettanto prossimi di area centroasiatica e uigura), inserito nell’elenco UNESCO dei patrimoni intangibili dell’umanità. Con lo stesso nome si indica anche un modello di suite modale, che procede attraverso un preludio strumentale che serve ad introdurre una particolare modalità, cui fa seguito una sequenza di brani vocali intervallati da parti strumentali che lasciano ampio campo all’improvvisazione. I versi cantati di fattura classica attingono alla metrica della tradizione azera, la forma poetica principale usata nelle melodie vocali è il ghazal. Protagonista del disco, registrato a Baku tra il 2006 e il 2011, è la duttile voce di Nazaket Teymurova (nata nel 1972), piena di intensità drammatica, artista di chiara fama, primadonna del mugham-opera, docente al Conservatorio Nazionale. Il programma dei 60 minuti del disco comprende l’iniziale articolato “Dastgah Kharidj Segah”, interpretato con un organico strumentale tradizionale in cui appaiono tar (liuto a manico lungo), khamancha (viella a tre corde), balaban (oboe cilindrico ad ancia doppia) e naqara (tamburo bipelle percosso con mani o con bacchette). Il brano successivo porta in scena Aliagha Sadiyev, maestro riconosciuto del tar, da 15 anni accompagnatore della Teymurova, impegnato in un lungo virtuosistico solo (“Mugham Bayati Shiraz”). Segue un tasnif, forma di canzone misurata dalla struttura libera, combinato a due mugham derivati dal dastgah “Chahargah “, uno dei modi principali della tradizione colta azera, di origine molto antica, dal carattere solenne alternato a passaggi più dolci. Si tratta di brani interpretati da un organico più esteso con tre tipi di naqara, kanun e ûd. Lo stesso ensemble allargato di notevoli musicisti suona “Ashiqam”/Mugham Hijaz”, che assembla una canzone di matrice folklorica basata sul mugham Hijaz che costituisce anche la seconda parte del brano. 


Ciro De Rosa