Akkura – Brucerò La Vuccirìa Col Mio Piano In Fiamme (Dario Flaccovio Editore) Libro+Cd

Con alle spalle due dischi e ormai una consolidata esperienza, i siciliani Akkura tornano con un nuovo ed interessantissimo progetto artistico che li vede alle prese con un opera concettuale originalissima nella quale al più classico disco si accompagna un libro alcuni contenente racconti che compendiano e completano l’ascolto. Brucerò La Vuccirìa Col Mio Piano In Fiamme, questo il nome del progetto, si compone così di un disco che raccoglie dieci brani incisi a Rio De Janeiro e prodotti da due figure di spicco della musica brasiliana ovvero Moreno Veloso (figlio del più famoso Caetano) e Domenico Lancellotti, e di un libro nel quale sono contenuti dieci racconti scritti da scrittori emergenti come Dario Tosini, Andrea Gullotta e Alli Traina o già affermati come il cantautore Cesare Basile, l’attore di teatro Davide Enia e il fumettista Sergio Algozzino. Nel suo insieme questo progetto compone un racconto multidimensionale sulla Palermo attuale, un affresco emozionale di una città che è già meravigliosa così com’è e che non attende nessun futuro. In esso infatti si intrecciano i sentimenti e le contraddizioni di una città, i diversi modi di amare e odiarla, ma anche i suoi quartieri, i suoi vicoli e le tante storie di vita e di morte che nasconde. Dal punto di vista prettamente musicale, questo disco rappresenta un importante punto di svolta nel percorso artistico degli Akkura, in quanto il loro sound ha acquisito maturità e solidità ma soprattutto nell’abbandonare le sonorità balcaniche hanno senza dubbio guadagnato in originalità. Ora le loro canzoni hanno un approccio molto più cantautorale e senza dubbio, il fatto che il disco sia nato in Brasile, ha dato un impronta importante al loro sound, con sonorità che rimandano al Sudamerica. Nei dieci brani però ci si trova un po’ di tutto dalle musiche del varietà degli anni trenta alla world music, passando per la tradizione siciliana data dall’uso del dialetto in alcuni brani. Al centro della narrazione sia del disco che del libro c’è la Vuccirìa, quartiere popolare di Palermo, e proprio la title track eseguita durante un concerto ha dato l’avvio a tutto il progetto in modo a dir poco rocambolesco, ovvero con una quasi scazzottata con un palermitano che ascoltata la canzone, pensò bene di aggredire il gruppo non capendone il reale senso. Durante l’ascolto emergono così brani di grande intensità nei quali a farla da padrone è quasi sempre la tromba che si insinua nel pastiche sonoro che spazia dalle sonorità quasi circensi in salsa western di Kalsamex, alla melodia tradizionale di Beddu Lupu nella quale brilal Arto Lindsay alla chitarra, o nella splendida Diquembra. Si incontrano così le storie di parvenu dei nostri giorni in Benefattore, quelle dell’attore fallito in Attore Meridionale fino ad addentrarci nei vicoli di Palermo con Vicoli Vicoli. Il vertice del disco risiede però in due brani ovvero Chiedilo A Nick Cave ma soprattutto in Nico Il Gigante, nella quale fa capolino il rock. Chiude il disco Sabbie Immobili una dichiarazione d’amore a cuore aperto per la loro Palermo. Brucerò La Vuccirìa Col Mio Piano in fiamme è dunque un progetto musicale complesso nel quale canzone d’autore e letteratura vanno a braccetto, e si integrano alla perfezione completandosi a vicenda. Un ottima prova insomma per i siciliani Akkura. 


Salvatore Esposito