Rossella Piccinno, Hanna e Violka, Kurumuny/Anima Mundi, 2010, DVD

La casa editrice Kurumuny e la piccola ma attivissima etichetta discografica AnimaMundi, rappresentano due delle più preziose realtà del panorama culturale salentino, essendo attivamente impegnate, la prima nella divulgazione dell'immenso archivio del ricercatore Luigi Chiriatti mentre l'altra è ormai una delle basi di lancio per le principali realtà emergenti nell'ambito della musica tradizioanle e world. Da sempre attente alle mutazioni e alle problematiche della società, entrambe hanno deciso di unire le forze per sostenere il progetto della giovane regista salentina, Rossella Piccino, che ha realizzato un interessantissimo documentario sulla realtà delle tante donne dell'Est Europeo che in Italia sono impegnate nell'attività di badanti e collaboratrici familiari. Dopo aver raccolto numerosi premi e segnalazioni in vari festival, il documentario è stato pubblicato in dvd, con allegato anche un corposo booklet contenente un'approfondimento dei temi del film. La regista salentina racconta, così, la storia di Hanna Korszla, una delle 1.700.000 badanti presenti in Italia, che vive in Salento da tre anni insieme a Gina e Antonio, un anziano ultraottantenne malato di Alzheimer, di cui si occupa costantemente lavorando anche ventitrè ore al giorno. Dopo un anno di duro lavoro, Hanna decide di prendersi una vacanza per tornare nella sua terra e dalla sua famiglia e a sostituirla è la figlia più piccola della donna, Violka. Il film, segue così le due vicende su piani paralleli, con Hanna che torna a casa e Violka alle prese con il suo primo lavoro di diciottene. La Piccinno coglie attraverso le immagini ogni dettaglio della vicenda umana delle due donne, riuscendo a far trasparire riflessioni sull'emigrazione, che prima vedeva protagonisti proprio quegli anziani ora accuditi dalle badanti straniere, sul rapporto madre e figlia, e da ultimo coglie in modo eccellente anche le trasformazioni quelle private delle due donne e quelle sociali della nostra penisola. Nel suo insieme Hanna e Violka è un opera di grande profondità, perchè nasce dall'esigenza della regista di esternare riflessioni personali su fatti che la coinvolgono emotivamente, essendo Gina e Antonio, i suoi nonni materni. Il documentario della regista salentina è dunque un eccellente esempio di cinema diretto e senza filtri da cui traspare tutta la passione con qual quale ha approcciato la trattazione non solo della storia di queste due donne ma anche della sua famiglia. Un racconto a cuore aperto, che merita tutta la nostra ammirazione. 



Salvatore Esposito