Folk & Rock In Italy pt.1: Legittimo Brigantaggio, 12 Corde, I Musicanti del Vento, Pippo e I Suoi Pinguini Polari, ZoCaffe

Legittimo Brigantaggio - Liberamente Tratto (Cinico Disincanto/Audioglobe) 
Sebbene in molti li abbiano frettolosamente catalogati come ennessimi epigoni di quel combat-folk che ha visto nei Gang e nei Modena City Ramblers la sua massima espressione egli anni Novanta, i Leggittimo Brigantaggio sono riusciti nel corso degli anni a tracciare un loro percorso personale, che con Liberamente Tratto, il loro terzo disco trova la sua completa realizzazione, puntando ora decisamente verso un sound originale che mescola rock, world-music ed elettronica, unito ad una crescente attenzione per i testi. Co-prodotto con Roberto Cola ed inciso presso gli studi Piano B Progetti Sonori di Roma, questo nuovo album raccoglie dieci brani, liberamente ispirati ad opere di varia natura artistica, siano essi romanzi, saggi, film, quadri o fotografie, in cui protagoniste sono scene di una realtà che combatta e si difende dall'abitudine, componendo una vera e propria critica a quei cambiamenti di mode e di apparenze che risultano completamente inutili alla crescita dell'uomo in quanto tale. L'abitudine cantata dai Legittimo Brigantaggio è quella che uccide il piacere della scoperta, della curiosità e della conoscenza, come condizioni indispensabili per la nostra esistenza e non a caso, il disco è dedicato agli studenti, quasi fosse un invito a non lasciarsi trascinare dai falsi miti del progresso ma a cercare di un'approccio critico alla realtà. Si spazia così da suggestioni che vanno da Pellizza da Volpedo a Saramago, da Pasolini ad Umberto Galimberti fino a toccare il cinema di Truffaut con la splendida Il Dado è Tratto, il tutto condito da un sound che vede le chitarre di Giuseppe e Gaetano Lestingi in grande evidenza, supportate magnificamente dal piano e dal synt di Gianluca Agostini, mentre l'eccellente sezione ritmica composta da Domenico Cicala (basso) e Ilario Parascandolo (batteria) detta i tempi in modo impeccabile. A spiccare in modo particolare, durante l'ascolto sono Eucalyptus, ispirata dal romanzo Canale Mussolini del loro conterraneo Antonio Pennacchi e la splendida Tempo Di Uccidere dall'omonimo romanzo di Ennio Flaiano, in cui brilla l'eccellente testo di Gaetano Lestingi. Liberamente Tratto è il disco che segna la piena maturità artistica dei Legittimo Brigantaggio, sia dal punto di vista dell'ispirazione sia da quello del sound, avendo aperto una nuova prospettiva nel loro percorso artistico che ora guarda decisamente verso un rock d'autore contaminato dalla world music e dall'elettronica. 



12 Corde - La Carovana (Latlatide/Edel) 
Inizialmente nati come duo acustico, nel febbraio del 2001, dall'incontro tra Andrea Bandi (voce, chitarra, bouzouki, tin whistle, mandolino, clarinetto e percussioni) e Roberto Romagnoli (voce, violino, fisarmonica e contrabbasso), accomunati dalla passione per la musica irlandese, i 12 Corde nel corso degli anni hanno visto l'ingresso in formazione della sezione ritmica composta da Fausto Gherardi (batteria) e Claudio Benvenuti (basso), e con questa line-up hanno realizzato il loro disco di debutto, Il Viaggio, pubblicato nel 2007. A cinque anni di distanza, il gruppo folk-rock emiliano torna con un nuovo album, La Carovana, che raccoglie dieci brani nuovi composti da Roberto Romagnoli, e che rimandano alle sonorità folk rock ora dei primi Modena City Ramblers ora al combat rock dei Gang. Pur non vantando la pretesa di inseguire un sound originale, i 12 Corde riescono a ben impressionare grazie ad un approccio votato alla semplicità, e così brillano brani come La Carovana, dedicata al Giro D'Italia che fu, Al Op un travolgente brano folk in dialetto argentano, e la bella rilettura di Per Claudio Varalli di Pino Masi. Di buona fattura sono anche Selta So, e le più combat Guardie e Ladri e La Tua Rivoluzione, che dimostrano come la band emiliana riesca a cavarsela egregiamente anche quando sceglie di imboccare strade già battute. Se amate il genere e non cercate particolari novità stilistiche, La Carovana è certamente un disco che vi soddisferà, se viceversa siete alla ricerca di suoni nuovi in materia di combat-folk, allora le vostre critiche saranno scontate. Vale comunque la pena di sottolineare come questo gruppo con onestà e dedizione sia riuscito a confezionare un bel disco impreziosito da un pugno di ottime canzoni. 



I Musicanti Del Vento - L'Isola Dei Burattini (Sound Factory/Sud Studio) 
Sbocciati sul palco del Festival Musicultura, i Musicanti del Vento sono una band calabrese composta da Fabio Nicoletti (voce e chitarra classica), Daniele Nicoletti (voce e basso elettrico), Paolo Presta (fisarmonica e organetto), Gianfranco Esposito (batteria e percussioni), Antonio De Paoli (violino) e Diego Soda (Mandolino, banjo e chitarra), che partendo dall'esperienza dei conterranei Il Parto Delle Nuole Pesanti, propone un ethno-rock caratterizzato da testi mai banali e da sonorità, se non originalissime, ma quantomeno solari e piene di energia, che mescolano influenze che spaziano dalla musica balcanica allo ska fino a toccare il rock e il reggae. Ad un anno di distanza dal loro debutto, Anime Deserte, il gruppo calabrese ritorna con un nuovo album, L'Isola Dei Burattini che raccoglie quattordici brani nei quali si apprezza una certa maturazione sia dal punto di vista del sound sia da quello compositivo come dimostra sin da subito l'iniziale Dans Les Barlenies, ma anche la title track, l'ironica La Cacca e Fuga dallo Zoo. Ciò che sorprende di questo disco, è la capacità dei Musicanti del Vento di dipingere con ironia e disillusione la nostra società non risparmiandosi critiche e denuce senza mezzi termini verso la nostra nazione, in cui il malessere crescente e i mille problemi che la affliggono sembrano diventati una componente del suo paesaggio. I Musicanti del Vento con L'Isola dei Burattini dimostrano di aver compiuto un passo in avanti verso la piena maturità artistica, e siamo certi che se in futuro sapranno ricercare un sound più originale e meno legato ai loro fratelli maggiori e conterranei Il Parto delle Nuvole Pesanti (che tra l'altro appaiono come ospiti in Cantando Strade), riusciranno a valorizzare ancor di più alcune ottime intuizioni nate dalla loro genuina ispirazione. 



Pippo e I Suoi Pinguini Polari - Per Caso O Per Voglia (La Scena Muta/Audioglobe) 
Dopo circa duecento concerti fatti in giro per l'Italia e oltre duemila copie del loro Ep di debutto, Vivere a Tempo, la band fiorentina Pippo e I Suoi Pinguini Polari, giunge al disco di debutto con Per Caso O Per Voglia, disco che raccoglie undici brani prodotti da Francesco Magnelli, che mescolano ska e rock in una miscela travolgente, che non lascia un attimo di tregua. A guidare il gruppo è il front-man Riccardo Zammarchi, mentre alle chitarre c'è l'ottimo Alberto Billone, suportato alla grande da una eccellente sezione ritmica composta da Luca Di Pardo (batteria) e Andrea Gabrielli (basso), ad arricchire il suono ci pensano le tastiere di Simone Forconi e i fiati di Ivanei Vocatore, Jonathan Chianucci e Stefano Mezzela. L'ascolto ci regala un disco gradevolissimo che non cala mai di tono, con brani come Appunti di Viaggio, Motore Immobile, Quel Posto Lonano e Il Viaggio, che rimandano direttamente alle migliori pagine dei Madness riaggiornate e rilette attraverso una chiave tutta italiana. Tra i brani migliori vanno segnalate il rock 'n' roll di Settembre che rimanda alle atmosfere da balera degli anni cinquanta e la conclusiva ed ironica Scrubs, che si conclude con una travolgente ghost track tutta da scoprire. Per Caso O Per Voglia è un disco che merita l'ascolto ma, se vi capita di vedere sui manifesti il nome di Pippo e I Suoi Pinguini Polari allora vi consiglio di andarli a vedere dal vivo, perchè è sul palco che questa band fiorentina da il meglio di se. 



ZoCaffe - Il Piglio Giusto (Phonarchia Rec/Audioglobe) 
Gli Zocaffe sono una band toscana composta da Antonio Giagoni (voce, chitarra e percussioni), Emanuele Baronti (chitarre e cori), Vieri Prati (batteria e cori) e Giovanni Palamidessi (contrabbasso e basso), il cui sound mescola rockabilly, rock'n'roll degli anni cinquanta e swing, il tutto condito da un crooning che rimanda a Fred Buscaglione e da testi ironici che affondano nell'immaginario degli emarginati e dei looser. Il loro disco di esordio, Il Piglio Giusto, raccoglie nove brani ben suonati e ben prodotti, il cui impatto dal vivo siamo certi sarà eccellente, e questo anche per merito dell'istrionico Antonio Giagoni la cui voce versatile ed ironica ci sembra particolarmente adatta al loro repertorio. Durante l'ascolto si spazia dal rock'n'roll dell'inziale Che Giornata al rockabilly di Jack, ispirata allo standard Hit The Road, Jack, fino a toccare la psichedelia di Sognando Vaticano, o il funk come in Senza Te ed E' Solo Sesso. Tra i brani meglio riusciti vanno mensionati Aline, nella quale viene raccontata la storia di una serie di equivoci che caratterizzano il rapporto tra un uomo e una donna, e l'ironica Se.., che meglio racchiude tutte le istanze dei Zocaffe, che gigionando tra al garage music, i Libertines e il rock degl'anni cinquanta, sembrano essere pronti per abbandonare lo scazzo e dedicarsi ad un rock più maturo. Le potenzialità certo non mancano, e sebbene Il Piglio Giusto sia un disco divertente, siamo certi che nel prossimo futuro questa band toscana sfornerà un disco di sano rock e magari con un ironia diversa e meno cazzara. Per ora ci accontentiamo di divertirci. 



Salvatore Esposito