Moni Ovadia & Stage Orchestra - Oltre I confini, Ebrei e Zingari (Promo Music Records/Edel)

Moni Ovadia non ha bisogno di presentazioni, per lui parla una lunga carriera vissuta spesa tra musica e teatro come interprete e divulgatore dell'importante tradizione Yiddishkeit, ovvero la cultura ebraica est-europea, con la quale ci ha commosso, affascinato ed incuriosito ma allo stesso tempo ci ha lasciato riflettere sull'importanza di valori come l'accoglienza e la fratellanza tra i popoli. Il suo ultimo disco, Oltre I Confini - Ebrei e Zingari, edito da Promo Music Records, raccoglie i brani tratti dallo spettacolo teatrale omonimo con il quale già da qualche ha calcato i palcoscenici di tutta italia. Si tratta di una raccolta di tredici brani che compongono un lungo racconto composto dalle storie intrecciate di due popoli, quello degli zingari e quello ebreo, vittime delle percusecuzioni naziste, rilette attraverso il confronto e la commistione tra le due tradizioni musicali rom e klezmer. Ad accompagnare Ovadia troviamo un eccellente cast di musicisti multietnico composto da: Ivanta Bîlteanu (voce), Ennio d'Alessandro (clarinetto), Massimo Marcer (tromba), Albert Florian Mihai (fisarmonica), Paolo Rocca (clarinetto e clarinetto basso), Marian Şerban (cymbalon), Isak Tanasache (contrabbasso), Virgil Tanasache (violino), Ion Stănescu (violino), Marco Parano (batteria e percussioni). Attraverso questo appassionato viaggio nel tempo, guidato dalla voce affabulatoria di Moni Ovadia, si compone un mosaico ricchissimo fatto di storie, canti, musiche rom, sinti ed ebraiche che si mescolano fino a diventare una voce comune per quei popoli perseguitati, che in un crescendo continuo diventa quasi un urlo contro il razzismo. In quest'opera che mescola teatro civile e musica, Ovadia sembra metterci tutto se stesso, ogni parola ha un peso specifico importante, e suona come un invito al pubblico a scoprire la storia di questi due popoli che troppo spesso si tende a dimenticare. Negli ebrei e nei rom, Ovadia vede due popoli che sono riusciti ad abbattere i confini e a vincere la rigidità e i nazionalismi creati dal potere, e proprio grazie a questo sono riusciti a sopravvivere al tentativo di cancellazione della Shoà, ma anche dai tanti fenomeni di odio razziale ed antisemita ancora largamente diffusi. Il destino di questi due popoli ha però avuto un'evoluzione differente, gli ebrei sono riusciti a cambiare la loro storia, hanno conquistato una terra e sono diventati una nazione, ponendo fine al loro calvario, ma la stessa sorte non è toccata agli zingari, che hanno continuato ad essere perseguitati. Se gli ebrei da perseguitati sono diventati loro stesso persecutori aprendo la lunga questione palestinese, le etnie rom hanno subito e continuano a subire discriminazioni di ogni tipo, così Ovadia in questo disco ha inteso racchiudere quello che era lo spirito dello spettacolo teatrale, ovvero sensibilizzare il pubblico ad andare oltre il preconcetto e oltre i luoghi comuni aprendosi alla cultura dei popoli considerati "diversi" solo perchè esuli o senza terra. Durante l'ascolto brillano brani come splendida Garì Garì, o il travolgente swing di Hora Swing, ma è con Johnny-Sanie Cu Zurgalai che si tocca il vertice del disco, con quel dialogo tra tradizione klezmer e sonorità balcaniche, che guida la linea melodica del brano. Oltre I Confini è un lavoro di grande impatto emotivo, il cui ascolto lascia un segno indelebile per la forza e la potenza delle immagini che Moni Ovadia è riuscito a costruire nel suo spettacolo teatrale che sono rimasti intatti anche in questa splendida edizione su disco. 



Salvatore Esposito