Storie di Cantautori Pt.4: Gli Ex, Pilar, Nuvole Incanto, Simone Vignola, Francesco Ferrazzo

Gli Ex – Primavera, Autunno, Inverno (NdA Press/Interno4 Records) Libro con Cd
A due anni di distanza da Le Canzoni della Penombra, gli Ex, tornano con Primavera, Autunno, Inverno, disco che raccoglie undici brani inediti accompagnati da un racconto di Valerio Corzani, bassista del gruppo nonché giornalista e conduttore radiofonico di Rai Radio3. Il gruppo formato da Massimiliano Amadori (chitarra elettrica), Alessandro Ciuffo Ciuffetti (batteria e cianfrusaglie), dal già citato Valerio Corzani (basso semiacustico), e dalla new entry Alessandro Casetti (voce e chitarra acustica), ha scelto di registrare in presa diretta il disco nel cuore della loro terra, la Romagna e dividendosi tra il Teatro Petrella di Longiano e una casa di campagna nei pressi di San Pietro in Bagno e così lentamente session dopo session hanno preso vita le canzoni. Durante l’ascolto ciò che colpisce sin da subito è il suono, solido, essenziale ma allo stesso tempo coeso e ben strutturato, con le chitarre sempre in bella evidenza a guidare la linea melodica, il tutto supportato da soluzioni ritmiche mai banali. A fare da collante è la chitarra di Amadori mentre il basso di Corzani guida le ritmiche in modo impeccabile, mentre ad Erica Scherl spetta il compito di impreziosire ed arricchire la linea melodica. Se in apparenza il titolo del disco lascia intendere che si tratti di una sorta di concept album sullo scorrere delle stagioni, il filo che unisce i vari brani è invece l’estate intesa come momento in cui si consumano fughe e si prova senso di abbandono e solitudine come nel caso della title track, Io Vado A Sud, e Una Specie di Danza. Non mancano anche accenni ad altre tematiche come l’erotismo ne Il Primo Morso e Rotaia Hardcore, la società DopodoMai e l’introspezione E’ Così Che Mi Va. Fondamentale nell’economia generale di questo progetto è Summertime, il già citato racconto che accompagna il disco e nel quale viene raccontata la storia di due gemelle che si dividono per trascorrere le vacanze in due posti differenti, ritrovandosi al ritorno molto cambiate eppure profondamente cresciute. Valerio Corzani, autore anche dei testi delle canzoni, nonché delle foto che accompagnano il booklet è riuscito a dar vita ad un lavoro a metà strada tra cantautorato rock e letteratura, utilizzando con grande cura le parole siano esse in forma di canzone o di racconto.



Pilar - Sartoria Italiana Fuori Catalogo (ArtUp Records) 
Ilaria Patassini, in arte Pilar, è poliedrica ed eclettica cantautrice romana con esperienze artistiche diversificate che spaziano dalla musica al teatro, passando attraverso collaborazioni estemporanee come quella con i Sinenomine che ha fruttato l'ottimo album Spartenza. A quattro anni dal suo esordio, Femminile Singolare, torna con un nuovo album che raccoglie undici brani di cui dieci autografi e una bella rilettura di Con Toda Palabra di Lhasa De Sela, artista statunitense-messicana scomparsa tragicamente lo scorso gennaio, da sempre uno dei punti di riferimento della cantautrice romana. Registrato al Sonoria Studio di Scordia e magistralmente prodotto da Bungaro, il disco sorprende per le sue strutture musicali che mescolano antico e moderno, presente e passato, canzone d'autore e musica tradizionale filtrandole attraverso la sensibilità artistica della cantautrice romana che si mostra sempre a suo agio tanto tra milonghe mediterranee guidate dalla chitarra ruvida di Tony Canto, tanto in brani rock, il tutto supportato dalle impeccabili strutture ritmice costruite dalle percussioni di Franco Barresi e dal contrabbasso di Giovanni Arena. Bungaro è così riuscito a dare vita ad un suono originale, immediato e riconoscibile, una sorta di marchio di fabbrica che senza dubbio rappresenterà una importante base di partenza per Pilar, la cui voce si svela in tutta la sua versatilità e bellezza. Sartoria Italiana Fuori Catalogo è dunque una bella raccolta di canzoni, da cui traspare chiaramente tutto il talento della cantautrice romana come dimostrano la splendida Meduse che entrata nelle nomination per gli NME Awards del 2010, Dopo L'Amore e Ti Lascio. Il vertice del disco è però un brano in francese Cherchez La Femme, che mostra a pieno come ogni nota e ogni suono di questo disco sia il frutto di un artigianato musicale di altri tempi, in cui ogni parola ha un peso e dove ogni canzone ha una sua dimensione specifica. Il connubio tra Pilar e Bungardo ha così dato vita ad un disco di grande fascino che si inserisce a pieno titolo tra le migliori proposte della canzone d'autore italiana.



Nuvoleincanto - La 500 gialla (Felmay) 
La scena è ambientata tra la fine degli anni settanta e gli inizi degli anni settanta, in primo piano una cinquecento. Gialla. Una radio accesa, forse un registratore, perchè a tratti gracchia un po', la musica che diffondo è quella dell'epoca, Sergio Endrigo, Lucio Battisti, Francesco Guccini, Eugenio Finardi, Gli Area. Sono quelli gli anni del boom economico, del Beat, dei primi complessi rock, ma anche del fermento che animava la società, della contestazione e dell'inizio dei tragici Anni di Piombo. In questa istantanea, è racchiuso il progetto La 500 Gialla di NuvoleIncanto, gruppo nato da un'idea del cantante e chitarrista Fabrizio Cotto, che per dare vita a Non Per Un Dio (Ma Nemmeno Per Gioco) spettacolo dedicato a Fabrizio De Andrè, aveva radunato intorno a se alcuni amici come l'ex Arti & Mestieri Gigi Venegoni (chitarre), Piero Mortara (fisarmonica e tastiere), Angelo Ieva (basso), Fabrizio Gnan (batteria). Successivamente prese corpo l'ide di realizzare un'altro spettacolo dedicato alle canzoni degli anni sessanta e settanta e così dopo essere stato rodato sul palco La 500 Gialla è diventata un disco. Ad affiancare il gruppo troviamo alcuni ospiti come Eugenio Finardi che insieme a loro esegue una bella rilettura de La Radio, il chitarrista Beppe Gambetta, il bluesmen Paolo Bonfanti ma anche alcuni eccellenti strumentisti come Fabio Rinaudo dei Birkin Tree, Roberto Tiranti dei Labyrinth, storico gruppo di metal italiano e Francesco Bearzatti protagonista al sax di Gioia e Rivoluzione degli Area. Il disco si articola così attraverso quattordici brani che spaziano da una bella versione di E' La Pioggia Che Va, a Era D'Estate di Sergio Endrigo, passando per Questo Vecchio Pazzo Mondo, ovvero la versione italiana di Eve Of Distruction di P.F. Sloan, resa famosa dai Byrds. Non manca ovviamente Fabrizio De Andrè con La Canzone di Marinella e La Guerra di Piero e Lucio Battisti di cui vengono rilette in modo eccellente tre classici come 29 Settembre, Non è Francesca e Il Tempo Di Morire. A caratterizzare i vari brani sono gli arrangiamenti che mescolano in modo frizzante folk, rock, progressive e Mersey Beat, il tutto ovviamente senza perdere il legame con i brani originari. Concettualmente la 500 Gialla è un disco che racconta quella parte di storia più affascinante della canzone italiana, qualche anno dopo negli anni ottanta, nulla sarebbe stato più come prima, e quelle canzoni furono l'ultimo baluardo per un momento storico di grandi cambiamente, ma difficilmente ripetibile.



Simone Vignola - Going To The Next Level (Black Cavia Records) 
Ventitreenne bassista elettrico dotato di buon talento e qualche discreto numero, Simone Vignola, vanta un intenso percorso musicale, nel quale, in pochi anni, ha fondato un'etichetta discografica e ha dato vita ad interessanti progetti come BASStards e da ultimo un disco solista, Going To The Next Level, uscito in parallelo anche in Giappone per la King Records. Il disco raccoglie dodici brani originali scritti in inglese, ed incisi praticamente in solitaria con il solo ausilio di chitarra, effetti, loop e ovviamente del suo inseparabile basso. L'ascolto è piacevole e non manca qualche bella intuizione melodica che emerge qua e là nella fusione di funky, rock e fusion, dove giganteggianteggiano ovviamente le corde del basso. Tra i brani più interessanti vale la pena segnalare il pop di All My Needs, o la vivace Love Song in cui il basso sembra dettare i tempi alla drum machine, ma sopratutto I Am Broken con ospite Mirko Nastri (chitarra elettrica) e Camy Reza protagonista di un ottimo assolo alla chitarra nel finale. Non manca qualche incursione nelle melodie dance come in FAQ o I Just Don't Wanna Miss You, ma sostanzialment il disco si muove attraverso strutture che puntano ad evidenziare più che altro il basso non solo come strumento ritmico ma soprattutto come protagonista della linea melodica. Going To The Next Level è, dunque, un buon punto di partenza, ma la strada da percorrere è ancora lunga ma siamo certi che il bassista avellinese troverà presto la sua dimensione come strumentista e come autore.



Francesco Ferrazzo - Goccia Dopo Goccia (Bluescore Entertainment/A testa In Giù Records) 
Goccia Dopo Goggia è il disco di debutto del cantautore trentacinquenne, Francesco Ferrazzo, un disco a lungo meditato e frutto di un percorso musicale che parte da lontano e sin dagli inizi costellato da collaborazioni con vari artisti e partecipazioni a concorsi e manifestazioni. Il disco, concepito quasi tre anni fa, presenta sette brani che lo vedono affiancato da una lunga serie di musicisti e collaboratori che hanno contribuito in maniera determinante alla sua riuscita sia dal punto di vista musicale che da quello prettamente corale e collettivo. Durante l'ascolto scopriamo suoni e melodie che spaziano dalla world music al progressive, da ritmiche orientali ed africane a tenui sonorità irlandesi, il tutto partendo da strutture jazz o rock. I sette brani in scaletta compongono dunque una elegante raccolta di canzoni dalle strutture musicali coinvolgenti caratterizzate da testi sempre profondi che partono da riflessioni personali nate da esperienze di vita ma rese in modo da suonare universali e dirette ad ogni ascoltatore. Tra i brani pià interessanti meritano una citazione la raffinata title track, la melodica Tranne Che Te ma anche brani più spensierati come Di Cosa Ha Bisogno La Gente. Senza mai strafare ma piuttosto puntando alla qualità, Ferrazzo ha confezionato un disco piacevole ed eterogeneo che rappresenta senza dubbio una piccola sintesi del suo cammino musicale. Focalizzando meglio le sue idee di cantautore e performer siamo certi che saprà valorizzare a pieno il suo talento.



Salvatore Esposito