The Gang – The Gang e i Suoi Fratelli (Latlantide/Edel)

La scomparsa di Paolo Mozzicafreddo ha lasciato un grande vuoto nella famiglia dei Gang, e orami annualmente Marino e Sandro Severini si ritrovano sul palco con gli amici di sempre per ricordarlo. Il 23 ottobre 2010, come al solito, si sono dati appuntamento in un vecchio capannone a Villa Potenza di Macerata per rendere omaggio al loro insostituibile amico e bandmate, ma questa volta i tanti amici che hanno risposto al loro invito annuale, hanno voluto non solo celebrare la memoria di Paolo ma anche la storia dei Gang suonando alcuni brani tratti dal loro repertorio. A documento di quella serata è stato pubblicato uno splendido disco dal vivo, The Gang e i Suoi Fratelli, che raccoglie diciassette brani tra cui quattordici riproposizioni e tre brani suonati dai Gang stessi. Ad aprire il disco sono i fratelli Severini con una splendida resa di Quando Gli Angeli Canta con Marino ispiratissimo al canto, seguita prima da una travolgente versione di Chicco Il Dinosauro suonata dagli Hombre All’Ombra, e poi da una potente versione di Socialdemocrazia dei FEV. Durante l’ascolto la qualità resta sempre alta, spaziando dai Barricada 22 che imprimono una bella dose di rock a Il Bandito Trovarelli al bravo Marco Sonaglia che pennella in modo molto intenso Paz, passando attraverso la struggente poesia Il Faro recitata e scritta da Ugo Capezzali. Si prosegue con Il Tempo In Cui Si Ci Innamora interpretata in chiave brit-pop da Elymania, per passare all’hardcore punk dei Guacamaya con Fermiamoli, fino a tornare la rock con Waiting For The Rain riletta da Mez dei Rotoblanco. Di grande suggestione è poi la lettura di Io So di Pierpaolo Pasolini fatta da Daniele Bianchessi accompagnato dai Gang, che stendono un tappeto sonoro elettrico che fa da sfondo perfetto alle struggenti liriche dello scrittore friulano. Il vertice del disco arriva con la splendida A Maria del gruppo folk marchigiano La Macina, la cui voce di Gastone Pietrucci si fa perfetta interprete per un testo che racconta un episodio della resistenza. Dopo la scarica rock della prima parte si entra nel vivo del combat folk con i Ned Lud che interpretano Rumble Beat, storico brano della prima fase artistica dei Gang, a cui fanno seguire una trascinante Kowalsky insieme a Franchino Aniello, Massimo Ghiacci e Dudu dei Modena City Ramblers. Finale ancora ad appannaggio dei Gang che eseguono da soli una bella versione di Duecento Giorni A Palermo e poi insieme a tutti gli amici le corali I Fought the Law e Bella Ciao, che chiudono una festa in ricordo dell’indimenticato Paolo, ma anche una celebrazione senza retorica dei Gang, che con le loro canzoni hanno rappresentato e rappresentano la colonna sonora di quell’Italia che resiste anche quando tutto sembra ormai perduto. 



Salvatore Esposito