Marku Lepisto, David Munelly, Riccardo Tesi, Bruno Le Tron & Didier Laloy – Accordion Samurai (Homerecords/Materiali Sonori)

B-CHOICE

Nato da un’idea di Frédérique Dawans, dell’agenzia artistica belga Fragan, il progetto Accordion Samurai ha visto la sua luce nel 2010 a Le Chantier, Centre de Crèation des Nouvelles Musiques Traditionnelles et Musiques du Monde, a Correns nel sud della Francia, qui, cinque fra i più importanti organettisti d’Europa, il francese Bruno Le Tron, l’irlandese David Munnelly, il finlandese Markku Lepistö, l’italiano Riccardo Tesi e il belga Didi er Laloy, hanno dato vita ad un magico concerto tenutosi il 21 maggio 2010 e che ha dato inizio al festival Joutes Musicales de Printemps. Il grande successo riscosso da questo particolarissimo incontro tra folk, irish-music, jazz, musica da film e liscio, ha fatto si che i cinque musicisti si ritrovassero ancora insieme sul palco di alcuni dei principali festival europei come l’ Airbag Festival di Bruges, il FIMPT (Festival Internacional de Música Popular Tradicional) a Vilanova Y La Geltru, il Festival di Forde (Norvegia), il Babel Med Music a Marsiglia e nella serata di chiusura dell’Akkordeon Festival a Vienna, riscuotendo ovunque grandi consensi di pubblico e critica. Quest’anno, in aprile, si sono ritrovati ancora, a Le Chantieir, per registrare, il disco che suggellasse e cristallizzasse questa straordinaria collaborazione, ogni musicisti ha portato in studio alcuni brani sui quali il quintetto poi ha lavorato, misurando con grande cura l’improvvisazione e la sperimentazione attraverso particolari incastri ritmici e melodici. L’ascolto svela come questi cinque virtuosi dell’organetto abbiano trasfuso in questo disco tutto l’amore e la dedizione verso questo strumento, ed in questo senso non ci sorprende anche la scelta di far riferimento ai celebri guerrieri giapponesi, rievocandoli nel nome del progetto Accordion Samurai. I dieci brani del disco rappresentano così un viaggio attraverso le varie tradizioni musicali in cui l’organetto svolge un ruolo fondamentale, e non ci sorprende ritrovare il nostro Riccardo Tesi a sostenere la ritmica dei vari brani, dettando e scandendo i tempi, fino ad immergersi in un travolgente ed accattivante interplay con i suoi compagni di viaggio. In ogni brano si percepisce chiaramente come emerga la personalità di ognuno dei cinque ma ciò che davvero sorprende è come tutto suoni assolutamente armonico, quasi la musica e l’organetto fossero un linguaggio universale che va oltre la diversità delle culture ma unisce e diventa base creativa. Tra i brani più intensi vale la pena citare la bourrèe del medley De Dealy Lo Ribatel/Espresso guidata da Bruno Le Tron e di cui si apprezza la struttura e l’arrangiamento corale, il reel di Blind Hardbour/Carty’s Reel di David Munnelly e la splendida Reel Finlandia di Markku Lepisto. Il progetto Accordion Samurai, è dunque, un esempio di come il confronto tra tradizioni musicali differenti possa diventare una base importante per la ricerca e la sperimentazione sonora. 
Salvatore Esposito 

Accordion Samurai: Un approfondimento 
Se c’è uno strumento in Europa che può assurgere a simbolo di decenni di rivitalizzazione e rifunzionalizzazione dei patrimoni musicali di tradizione orale, questo è l’organetto diatonico. Nel tempo le nuove generazioni di suonatori “urbani” sono divenuti esse stesse la tradizione affiancandosi o perfino sostituendo i maestri di estrazione contadina, ma soprattutto dando vita a nuovi repertori che attingono a differenti grammatiche musicali. È nella scia di una nuova musica acustica creata per questo strumento popolare, nato nel secondo decennio dell’Ottocento che si inscrive il disco di un quintetto di sfavillanti musicisti riuniti sotto il nome di Accordion Samurai. L’italiano Riccardo Tesi condivide la scena con il francese Bruno Le Tron, il finlandese Markku Lepistö, il belga Didier Laloy, l’irlandese David Munnelly. Chi scrive non può fare a meno di rammentare e raccomandare ai meno attempati Trans-Europe Diatonique, lavoro in trio che affiancava Tesi, il basco Kepa Junkera e l’inglese John Kirkpatrick, protagonisti di un paio di tour e un disco pubblicato nei primi anni Novanta del secolo scorso dall’etichetta francese Silex, buonanima. In realtà, come ensemble Trans-Europe Diatonique era nato pochi anni prima, nel 1988, con Tesi, Kirkpatrick e Marc Perrone, francese di origini italiane, artista seminale ed influente per la promozione dell’organetto non solo nel suo Paese ma anche nel nostro. Nel nuovo assetto, Perrone era stato poi sostituito dal basco Junkera. Né deve essere consegnato all’oblio un altro illustre precedente in trio, questa volta tutto italiano, che vedeva in scena i tre maestri d’organetto Mario Salvi, Stefano “Ciuma” Del Vecchio e Roberto Tombesi (Il loro perfetto dialogare si ascolta nel CD Il mare di lato). Torniamo ai Samurai del mantice, progetto che non rappresenta la prosecuzione di Trans-Europe Diatonique, quantunque ne condivida lo spirito, sia per il tempo trascorso che per l’impatto delle musiche del mondo su stili e concezioni, ma anche perché l’asse sonoro del gruppo è sostanzialmente diverso, pur se analogie esistono data la competenza tecnica dei protagonisti e l’afflato creativo del quintetto. Accordion Samurai mette insieme nomi con alle spalle studio e frequentazione delle musiche di tradizione orale, ma che incarnano la volontà, la necessità espressiva – direi – di allargare il linguaggio dello strumento proiettandosi nelle sollecitazioni della world music, guardano all’improvvisazione jazzistica come alle istanze dell’avant-garde e del cosidetto folklore immaginario, ma anche facendo tesoro della scrittura per colonne sonore. Tra i cinque Tesi è stella di prima grandezza del firmamento organettistico, mai propenso a soluzioni di maniera o a virtuosismi sterili, sempre capace di emozionare con il suo organetto affabulatore. Lepistö ha trent’anni di carriera alle spalle, è organettista tra i più acclamati degli ultimi anni per versatilità, tecnica ed ispirazione compositiva, proveniente da una terra oggi in primo piano anche per i virtuosi sperimentatori della fisarmonica cromatica a bassi sciolti (Maria Kalaniemi e Kimmo Pohjonen). Non sono da meno Le Tron – sulla scena sin dall’inizio degli anni Ottanta del secolo passato, specializzato nei repertori del centro Francia e bretoni – e il belga Laloy, il più giovane del gruppo, ma avvezzo a superare gli steccati musicali. Non da ultimo, troviamo Munnelly, proveniente da una famiglia musicale della contea di Mayo, già collaboratore dei Chieftains, artista dal suono potente e policromo, che echeggia un altro eccelso e versatile accordionist come Maírtín O’Connor, e dotato di una grande vena compositiva che gli ha fatto ricevere riconoscimenti come compositore irlandese dell’anno nel 2004 e 2005. Nei dieci brani del CD, di cui la maggior parte sono firmati dai cinque musicisti e quattro provengono dalla tradizioni di Francia, Irlanda e Finlandia, ciò che seduce non è solo la tecnica sopraffina, ché non è quello, in ultima analisi, e per fortuna, il fine dell’operazione, ma la condivisione, la mano sicura nell’incastrare tocchi eleganti, limpidi e compassati e nello sfoderare sostenuti effetti ritmici, nel cambiare passo, nel miscelare orizzonti descrittivi e pronunce ritmiche, imprimere energia da danza per riportare lo strumento nell’alveo della matrice popolare. Altra qualità del quintetto è la capacità di dare risalto ai differenti respiri dei mantici, conferendo ai brani svariate nuance timbriche. Non siamo di fronte ad una session di cinque campioni, ma ad una complementarità ed unità di intenti; i Samurai riescono a mettere insieme ascolto reciproco e ricerca di suoni in chiave di ensemble. Forse, hanno deciso perfino di non spingere al massimo, di non scegliere soluzioni veramente estreme nell’uso dell’organetto, mantenendo la barra del timone fissa su un rotta melodica e ritmica (che poi sono i cardini della tradizione orale). Così facendo rendono la loro musica pienamente fruibile, non elitaria, ma al contempo fortemente espressiva. 

Ciro De Rosa