Sara Giovinazzi & Alì ‘nghiastrë – Venti Buoni Motivi (Nota)

CONSIGLIATO BLOFOOLK!!

Nativa di Taranto ma ormai trentina di adozione, Sara Giovinazzi insieme ad Ulrich Sandner nel 1998 ha dato vita al gruppo Alì’nghiastrë, con cui ha intrapreso un percorso di ricerca attraverso la tradizione musicale del Mediterraneo, che è diventata anche la base di partenza per la composizione di brani originali. Con questa formazione ha avuto modo di esibirsi in numerosi festival sia in Italia sia all’estero, ed in particolare, grazie anche alla sua grande curiosità e al suo eclettismo, si è dedicata allo studio della chitarra battente e dell’organetto diatonico. In parallelo ha coltivato anche altre collaborazioni come quella con l’OrcheXtra Terrestre e con il progetto Rotatorta - musiche IMpopolari del Sud Italia, che l’hanno condotta progressivamente ad un approccio diverso rispetto alle radici musicali popolari abbandonando un certo purismo fine a se stesso a favore di una contaminazione più incisiva ma allo stesso tempo rispettosa della tradizione volta a rielaborare ed aggiornare le fonti tradizionali attraverso una sensibilità più moderna. A quattro anni da Montedidio del 2007 dedicato allo scrittore Erri De Luca, Sara Giovinazzi e il suo gruppo celebrano i dieci anni di attività, con Venti Buoni Motivi, un concept album che ruota intorno ai quattro elementi della natura, acqua, terra, fuoco e vento, luoghi archetipali in cui le cose, le vicende umane e gli incontri prendono vita e consistenza e a cui naturalmente è legata anche la musica tradizionale. Inciso in presa diretta, l'album vede Sara Giovinazzi, destreggiarsi con agilità tra il canto, la chitarra battente, il tamburello e l'organetto diatonico, e al suo fianco Ulrich Sandner (chitarre, mandolino, violino e cori), nonchè alcuni ospiti come Helmi M'Hadhbi (oud, darbouka, cajon), Carlo Lamanna (contrabbasso), Gianmaria Stelzer (violoncello), Salvatore Piromalli (organetto) e Giordano Angeli (Sax soprano). Il disco si caratterizza per una struttura composta da cinque parti e rappresenta un percorso di viaggio ciclico, attraverso gli elementi naturali terra, acqua, fuoco e vento, in cui si tocca con mano la linfa vitale che ha generato ogni canto, arrivando a riscoprire la vera essenza di ognuno di essi. Durante l'ascolto si compiono dapprima tre viaggi completi, in cui si parte dall'aria e arriva in acqua, passando per la terra dove affondare le radici e poi per il fuoco in cui trovare la forza per sottrarsi al tempo, per poi intraprendere il quarto viaggio che ci permette di prendere fiato prima del finale che si conclude quasi in apnea. Ogni brano è accompagnato da un racconto scritto dalla stessa Sara Giovinazzi sull'onda delle ispirazioni nate da ognuo di essi e contenuto all'interno del libretto che accompagna il disco. La splendida voce di Sara Giovinazzi ci accompagna così prima tra le suggestioni del Meridione d'Italia passando dal Gargano al Salento, dalla Calabria alla Campania per poi prendere il largo verso le coste tunisine per poi giungere alla fine in Argentina. Il tutto ruota intorno ad arrangiamenti acustici minimali che esaltano le strutture melodiche tradizionali ma allo stesso tempo brillano per sorprendenti soluzioni ritmiche e melodiche. La grazia e il gusto interpretativo della Giovinazzi ci permette di riscoprire così per le dimenticate della tradizione come la serenata d'amore Affacciate Marì, il canto natalizio della tradiziona campana La Leggenda del Lupino, la splendida e suggestiva U Cant Du Navgant di Enzo Del Re, ma anche classici come Voce 'e Nottr o magnifiche reintepretazioni come To Tango Tis Neftis di Lorena McKennit e Alfonsina y El Mar di Mercedes Sosa. Non mancano alcuni tributi alle sue radici salentine e alla Puglia in generale con Lu Sittaru, Nia Nia Nia, la Tarantella di Sannicandro e il tradizionale Li Fundanelle nella versione di Matteo Salvatore. Venti Buoni motivi è dunque un lavoro di grande spessore che unisce una sorprendente capacità di mettere a confronto e far convivere tradizioni diverse ad una grande cura nell'approcciare la tradizione. Sono molti di più di venti comunque, i buoni motivi per comprare questo disco e conservarlo gelosamente al fianco dei pezzi pregiati delle vostre discografie. Assolutamente consigliato! 

Salvatore Esposito