Nando Citarella e Tamburi del Vesuvio - Magna Mater. Il viaggio, il ritmo, il canto (Alfa Music)

B-CHOICE

Considerato uno dei più autorevoli conoscitori della tradizione musicale dell’Italia Meridionale ed in particolare della Campania, Nando Citarella vanta un percorso artistico di grande spessore non solo per quello che concerne la sua enorme esperienza maturata attraverso un lungo percorso di ricerca sul campo, ma anche in ambito cinematografico e teatrale, il che ne fa un artista a tutto tondo, poliedrico ed eclettico. Dal 1994 dura il sodalizio con i Tamburi del Vesuvio, che si è snodato attraverso lavori di grande pregio artistico che nel complesso compongono un percorso di ricerca tra gli incroci e le contaminazioni della musica tradizionale campana e quella mediterranea. Magna Mater, è il sesto disco prodotto insieme all’ensamble vesuviano e nasce con l’idea di celebrare i trent’anni di attività e di studi compiuti da Citarella, tracciando una rotta ideale tra le coste del mediterraneo e Napoli, lasciando che suggestioni arabo-andaluse, greche, balcaniche ma anche francesi e provenzali interagiscano con la musica sbocciata ai piedi del Vesuvio, recuperando quella matrice popolare unica che li lega da sempre in modo indissolubile. Il disco è il frutto di un rigoroso lavoro di ricerca etnomusicologica, unita ad una grande cura stilistica ed armonica attraverso canti dialettali, invocazioni rituali, filastrocche, il tutto mescolando sevillanas, pizzica, tammurriata, con ritmiche dominate tanto dal tamburello quanto da djambe, congas, timbales e cajon. In questo senso è interessante quanto dice lo stesso Citarella nel presentare il disco: “Percorrendo gli itinerari delle feste popolari, religiose e non, si possono incontrare persone provenienti da paesi diversi dal nostro, le quali si integrano in quello che per loro è un esempio culturale che sembra evocare, nonostante la diversità, le proprie realtà d'origine”. 
Seguendo il flusso unico ininterrotto della tradizione che parte da un passato lontano e raggiunge i nostri giorni, Magna Mater apre, così, ad un mondo dimenticato, in cui sacro e profano si confondono in forme rituali antichissime proprio come quella del culto della Dea Madre la cui matrice pagana sopravvive ancora nella venerazione della Madonna del Santuario di Montevergine a Mercogliano. Polistrumentista (chitarra, battente, mandola, marranzano, tammorre, duff, tamburelli e palmas) dalla splendida voce tenorile, Nando Citarella, è accompagnato in questo viaggio da un sorprendente cast di musicisti Gabriella Aiello (soprano, castagnette, cori), Riccardo Medile (chitarra classica, oud, cori), Carlo Cossu (violino, palmas, cori), Gabriele Gagliarini (djembe, cajon, duff, congas, shekerè, caixa, darbukka, palmas, effetti, cori), Lavinia Mancusi (soprano, palmas, cori), Lorenzo Gabriele (flauto basso, flauto traverso, ottavino, whistle, cori), Stefano Fraschetti (lira calabrese), a cui si uniscono alcuni ospiti di eccezione come come Peppe Servillo, il Melonius Quartet, Fausta Vetere, Patrick Vaillant e molti altri. 
Ogni brano è guidato dalle ritmiche del grande tamburo, che rievoca la forza ancestrale e primitiva della musica, un suono archetipale a cui ritornano i suoni di tutto il mediterraneo. Si parte così dai suoni della Capitanata con Numericarpinese, a cui segue il recitativo Sciò Sciò e Cuntraddansa, in cui Peppe Servillo ci regala un saggio delle sue capacità istrioniche recitando una filastrocca tradizionale che rimanda alla superstizione tipica partenopea, ma è con la splendida Appresso al Santo che si entra nel vivo del disco, il brano infatti ci riporta all’atmosfera delle processioni con tanto di banda che suona la marcia militare Parata D’Eroi nella coda finale del brano. Si prosegue con l’intesa Suite Lu Suli di Marinella in cui La Canzone di Marinella di Fabrizio De Andrè si incrocia con E Vui Durmiti Ancora e Lu Suli di Marinella, due brani dalla matrice tradizionale. Ritualità, solennità e spiritualità ritornano poi in A San Michele e Fronna E’ Mare Suite, intercalate da due brani di grande lirismo musicale ovvero Serenata e il tradizionale Palummella Zompa e Vola. 
Il vertice del disco è senza dubbio la title track, Magna Mater, che aperta da un intro dei tamburi Taiko nipponici si apre in tutta la sua solennità rievocando la festa della Madonna delle Galline, culto di matrice pagana tipico della zona del Salernitano, che rievoca la venerazione per Demetra, dea delle messi e della natura. Sul finale arrivano poi Reveille Toi, Bom Bom Ninnella Remix e Turmiento che completano un opera mirabile, nella quale la ricerca sulle fonti tradizionali diventa base di partenza per un viaggio attraverso le influenze e le contaminazioni tra i suoni del Mediterraneo, un lavoro da molti tentato con scarso successo, che qui trova la sua piena e completa realizzazione. Ad accompagnare il disco c’è uno splendido dvd che documenta un concerto di Nando Citarella e Tamburi del Vesuvio, e che permette di rivivere la forza coinvolgente dei loro spettacoli dal vivo. Da segnalare la presenza sul palco di un gruppo di danzatori che accompagnano ogni brano traducendone coreuticamente le atmosfere, quella di Benedetto Palombo al piano e dei componenti del Laboratorio Percussioni Popolari “Cymbalus”. Splendide sono le riprese che consentono di calarsi totalmente nella suggestione degli spettacoli del musicista campano, ma ciò che piace in modo particolare è la perfetta complemetarità del video con il disco. I brani suonati dal vivo, infatti, non sono quelli del disco ma pescano nel repertorio precedente di Citarella, dando vita così ad un documento perfetto sia per coloro che hanno poca familiarità con la musica tradizionale sia per gli appassionati che troveranno in esso uno dei dvd di musica tradizionale più interessanti degli ultimi anni. 

Salvatore Esposito