Luigi Mengoli, Otala 'ttorna Pippina, Amaltea Edizioni e Archivio Etnografico Musicale del Salento "Pietro Sassu" 2009, Euro 20, pp.80 Libro e Cd

Chi ha seguito le ultime edizioni de La Notte della Taranta, ricorderà certamente che ad aprire il Concertone del 2009, furono i Cantori di Menamenamò tra cui spiccava la figura di Pippina Guida, voce ed anima del gruppo, che ha contribuito in modo determinante al recupero della memoria di un folto corpus di canti d'amore, canti di lavoro, ballate e pizziche, imparati sin da piccolissima. Nata il 4 giugno del 1926, Pippina Guida, è una delle ultime cantrici del Salento, una delle pochissime in grado ancora di trasmetterci direttamente la memoria del canto rurale del Salento. A lei è dedicato l'eccellente libro-interivsta Otala 'ttorna Pippina, curato da Luigi Mengoli per la serie Voci e Personaggi della Musica Salentina, edita da Amaltea Edizioni insieme all'Archivio Etnografico Musicale del Salento. Il pregio di questa pubblicazione consiste nella scelta da parte dell'autore di trascrivere direttamente alcuni stralci delle diverse interviste raccolte sul campo insieme a Pippina Guida, facendo emergere un interessantissimo spaccato sulla vita e la famiglia della cantrice salentina ma anche sulle condizioni di lavoro delle tabacchine, dei tanti momenti in cui il canto serviva ad alleviare la fatica del lavoro nei campi. Emerge così un ritratto a tutto tondo fatto in presa diretta, senza filtro alcuno, di una donna, che è nata con la musica e ha vissuto per la musica e per il canto, come dice lei stessa nelle prime pagine del libro: "Ho sempre cantato, da quando ero piccola nel grembo di mia madre ho cominciato a cantare e crescendo in casa mia ho sempre sentito cantare e io stessa cantavo, e si raccontava: ho imparato tutte le storie e ho appreso molte canzoni. Abbiamo cantato sempre in casa mia, [...] un tempo tutti cantavano in paese [...]. Ho cresciuto tanti figli, tutti col canto. Li ho addormentati cantando, tutti, uno a uno li ho cresciuti col canto, e siamo stati una famiglia unita, fatta di brave e rispettose persone". Oltre all'importante lavoro svolto da Luigi Mengoli, nel libro è presente anche un contributo di Salvatore Colazzo, musicologo e pedagogista, che da anni insieme all'etnomusicologo salentino segue numerose ricerce studiandole come casi di animazione socio-culturale del territori, attraverso il recupero della memoria comune, nonchè due interessanti articoli della giornalista Cinzia Dilauro. Completano l'opera una brillante raccolta di "cunti" (racconti) dalla viva voce di Pippina Guida, che rappresentano uno degli esempi più importanti di quella memoria rurale di cui si sta completamente perdendo traccia, ed un eccellente apparato fotografico che ci mostra numerosi momenti della vita della cantrice salentina dal lavoro nei campi alla memorabile notte del Concertone del 2008. Ad accompagnare questo libro, ma venduto separatamente, c'è il disco omonimo registrato in presa diretta dallo stesso Luigi Mengoli, in cui sono raccolti quindici brani registrati da Pippina Guida accompagnata dalla sorella Vittoria e dai Cantori di Menamenamò. La particolarità di queste registrazioni è che al centro di tutto sono poste le voci, recuperando l'originaria struttura dei canti polivocali del loro repertorio. Ascoltare così Otala 'ttorna, che è diventato un po' il brano simbolo di Pippina Guida, La Vitti La Cara Ninella, Vinne De Romma, Carminella, o Lu Massaru, è come fare un tuffo nel passato, e chiudendo un attimo gli occhi l'ascoltatore potrà ritrovarsi nelle campagne salentine durante la raccolta del tabacco o delle olive e scorgere questi cantori impegnati a lavoro, ma allo stesso tempo intenti a cantare, quasi la voce e il canto alleviassero la fatica. Un ascolto superficiale non rende giustizia alla selvaggia e ruvida bellezza delle voci di Pippina Guida e dei Cantori di Menamenamò, ma basterà lasciarsi avvolgere dal loro fascino antico per scoprire un mondo fatto di duro lavoro ma anche di grande amore per la propria terra e per la vita, sentimenti che oggi il progresso sta lentamente cancellando ma che allora era forti come mai. 

Salvatore Esposito