Autori Vari - La Notte della Taranta 2010 (Ponderosa)

Pubblicato, in contemporanea con lo svolgimento dell’edizione 2011 del Festival che annualmente si svolge nella splendida Melpignano (Le), dalla prestigiosa etichetta Ponderosa, La Notte Della Taranta 2010, documenta il concertone finale tenutosi il 28 agosto 2010, riprendendo la bella tradizione dei dischi dal vivo interrottasi nel 2006 con la conclusione del ciclo di Ambrogio Sparagna. Nonostante abbia avuto come traino il pubblicizzatissimo singolo Beddha Carusa, in cui duettano i Sud Sound Systeme e Claudio "Cavallo" Giagnotti dei Mascarimirì, e sia uscito in anteprima in allegato al Quotidiano di Puglia, questo disco è diventato subito un vero e proprio oggetto di culto, a causa di una distribuzione ancora carente e sopratutto dell'impossibilità di essere reperito con facilità attraverso i normali canali di vendita anche on-line. Un peccato, dunque, la difficile reperibilità, tuttavia resta la bella sorpresa di ritrovare una testimonianza del concertone dopo le tre edizioni dirette da Mauro Pagani, per le quali non esiste ad oggi alcuna documentazione ufficiale. Lasciando un attimo da parte questa pecca e venendo al disco, ciò che colpisce è la scelta di affiancare ai brani ripresi dal vivo durante il Concertone, quattro nuove registrazioni effettuate al Barbican Center di Londra il 25 giugno 2011, più il singolo Beddha Carusa incisa in studio Lecce con i Sud Sound System. Se ciò da un lato ci priva un po' del classico fascino dei dischi dal vivo, dall'altro appare evidente che nulla è stato lasciato al caso, e fedele al suo proverbiale perfezionismo Einaudi ha cercato di far emergere su disco quanto già si era apprezzato dal vivo, ovvero un forte elemento di discontinuità rispetto al passato. Il pianista piemontese si è distaccato volutamente dai canoni classici della riproposta cercando una contaminazione sonora elegante ma allo stesso tempo accattivante, aggiungendo al sound classico della musica salentina l'uso più marcato del pianoforte e quello dell'elettronica con la complicità di Mercan Dedè, una sorta di maestro sconcertatore, pronto sempre a colorare con i suoi loop e i suoi campionatori i vari brani. La produzione del pianista piemontese ha comunque il pregio di ricreare a pieno il fascino del concertone, riuscendone a carpire tutte le sfumature, le voci, i ritmi e i colori. Aperto dalla splendida introduzione di Introductio Ad Regnum Tarantulae nella quale il piano di Einaudi e il violino di Mauro Durante guidano la splendida linea melodica accompagnati dai tamburelli e dai loop di Mercan Dedè, il disco riserva diverse soprese come nel caso della successiva Nanna Nanna in cui le talentuose Alessia Tondo ed Alessandra Caiulo duettano magistralmente con le voci antiche di Antonio Amato ed Antonio Castrignanò, o ancora nella splendida Ferma Zitella in cui si apprezza la kora di Ballakè Sissoko e la voce di Giancarlo Paglialunga. Splendide sono anche la corale Pizzica di Aradeo con tutte le voci dell'Orchestra impegnate al canto, o i tre episodi in cui brilla la voce della cantante greca Savina Yannatu ovvero Aremu, Damme Nu Ricciu in duetto con Antonio Amato e la conclusiva Kalinifta nella quale è affiancata da Enza Pagliara. Un discorso lo meritano il già citato singolo Beddha Carusa in cui appaiono i Sud Sound System e Claudio “Cavallo” Giagnotti e per la travolgente Pizzica degli Ucci in cui brilla il digdjeridoo di Andrea Presa, entrambe possono essere definite come il manifesto definitivo di quella Tradinnovazione di cui spesso si parla nell'ambito della musica salentina. Il vertice del disco è però la Pizzica Taraf nella quale l’Orchestra si confronta con i Taraf De Haidouks, nella quale si evidenziano in modo più marcato i tanti punti in comune tra la tradizione salentina e quella balcanica. La Notte della Taranta 2010 è dunque un bel documento, sebbene parziale, di quello che è stato il lavoro di Ludovico Einaudi insieme all'Orchestra, attendiamo per il prossimo anno un lavoro più approfondito che possa documentare in modo più ampio e fedele la bellezza di quanto espresso dal vivo. 

Salvatore Esposito