Vincio Capossela, 9 Agosto 2011, Parco della Masseria di Torcito, Cannole (Le)

"Buonasera a tutti, figli, nipoti e pronipoti di quei farabutti di Adamo e di Eva", così Vinicio Capossela, salutando il numeroso pubblico giunto nella splendida cornice dell'immenso parco che circonda la masseria fortificata di Torcito, lo ha accolto nel suo vascello guidandolo in un viaggio attraverso una Ciclopedica Marina Commedia in cui il mare con la sua mitologia, le sue canzoni di gesta e le sue avventura, è stato il protagonista. Per quanto con il cantautore di origine irpina è sempre difficile fare previsioni, quello che doveva essere un semplice concerto incentrato sui brani del nuovo album, Marinai, Profeti e Balene, pubblicato lo scorso aprile, si è trasformato in un onirico viaggio, in un attimo il palco allestito con una scenografia che ricorda ora il ventre di una balena, ora aprendosi il ponte di una nave, si è trasformato prendendo il largo come un vascello.
Intorno a Capossela, la sua ciurma, ovvero una band eccezionale composta da Mauro Ottolini (Trombone, Conchiglie, Ottoni, Flauti, Kalimba, Temporale), Achille Succi (Ance, Flauti, Shakuhachi, Shehnai, Tin Whistle), Alessandro “Asso” Stefana (Chitarre, Banjo, Baglama), Glauco Zuppiroli (Contrabbasso), Zeno De Rossi (Batteria, Conga,Gong delle Nuvole, Teste di Morto), Francesco Arcuri (Sega Musicale, Campionatore, Steel Drum, Saz, Santoor), Vincenzo Vasi (Theremin, Campionatore, Marimba, Voce, Glockenspiel).  Il cantautore, vestendo i panni del capitano della nave, nella prima parte del concerto dedicata all'ultimo disco, ha raccontato al suo pubblico del Grande Leviatano, dell'Oceano, dei mostri marini, delle Pleiadi, dei marinai e dei naufragi ma anche della speranza di rivedere la terra, finchè la nave è approdata al porto e con la seconda parte è iniziata la festa, 
con non solo con la riprosizioni di alcuni brani storici come Che cos'è l'Amor e il Ballo di San Vito o composizioni più recenti come La Medusa Cha Cha e L'Uomo Vivo ma anche con un assaggio di quello che è un progetto folk che sta meditando con la bella versione de Le Chiacchiere de Lu Paese di Matteo Salvatore, di un tradizionale irpino e soprattutto di una versione in italiano di un classico dei Los Lobos. Un concerto superbo, insomma, nel quale Vinicio Capossella ha dimostrato ancora una volta di essere un grande cantautore in grado non solo di regalare al suo pubblico delle ottime canzoni ma soprattuto di tesservi intorno un intreccio di storie che compongono uno spettacolo a metà strada tra la canzone d'autore ed il teatro.

Salvatore Esposito


Foto: Blogshoots


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