Michele Anelli, Siamo I Ribelli, Selene Edizioni – Collana Distorsioni, 2008, pp.140, Euro 15,00


Siamo I Ribelli costituisce una parte importante del progetto iniziato qualche anno fa con la pubblicazione di Festa D’Aprile, Michele Anelli con questo libro ha inteso approfondire il suo lavoro di ricerca ed analisi del materiale d’archivio sulla Resistenza. Così mentre lavorava sul materiale musicale, ha avuto modo di mettere da parte un buon numero di storie legate a quelle canzoni e così sulla spinta di Marco Denti, ha preso vita Siamo I Ribelli. Partendo da alcuni canti ritrovano così memoria le storie di partigiani, storie altrimenti destinate all’oblio, che Anelli riesce a raccontare con una partecipazione tale da tenerle ben lontane dalla retorica e dalla mera celebrazione. Si comprende così come e in quale contesto hanno preso vita dal basso del popolo canti come Bella Ciao, Fischia Il Vento, Festa D’Aprile, e naturalmente Siamo I Ribelli. Si percepisce tutta la passione con la quale, Anelli ha approcciato questo materiale e soprattutto emerge a pieno tutto il suo lavoro di ricerca, volto non alla semplice e meccanica riproposizione, ma teso piuttosto a far emergere la vera anima e le storie che erano alla base di questi canti che ci raccontano la Resistenza e che di quel periodo ci hanno trasmesso intatta la memoria. Ogni canzoni è diventata un capitolo, un pretesto da cui Anelli parte per tracciare un percorso storico, forse informale ma assolutamente efficacissimo per trasmetterci l’anima del popolo e il suo dolore per l’oppressione fascista. Prende vita davanti agli occhi del lettore la vita del partigiano, le sue notti trascorse al freddo, il cibo sempre poco, la guerriglia, la mancanza della famiglia, la paura della morte. Queste canzoni accompagnavano i partigiani nelle attese, infondendo nel loro animo sempre più forte il loro amore per la libertà e per quella giustizia che era diventata un miraggio. Si arriva a scoprire come questi canti siano nati sulla base di una stratificazione storica e siano derivati da altri motivi popolari precedenti e già ben conosciuti dalla gente. Emerge così urgenza di trasmettere il messaggio di pace e di libertà, il bisogno di farlo arrivare con forza, attraverso melodie note, proprio come nel caso di Bella Ciao, che da canto delle mondine è stato trasformato in un doloroso addio di un partigiano. Ad accompagnare il libro c’è uno splendido disco nel quale Michele Anelli, insieme ai suoi inseparabili compagni di viaggio ha reinterpretato tutti i brani che danno titolo ai vari capitoli, completando così un progetto di sicuro interesse non solo musicale ma anche storico.



Salvatore Esposito