Michele Anelli - Canti di Resistenza e Canti di Lavoro


Michele Anelli - Nome di battagli: Ribelli! (A.N.P.I. Sezione Ovest Ticino)
Michele Anelli - Oggi Mi Alzo e Canto! Canti di Lavoro, Canti di Resistenza Quotidina, Canti per il Pane e le Rose (RdB Federazione di Novara/Fandango)
Quando tre anni fa, Michele Anelli insieme con Evasio Muraro diede alle stampe Festa D’Aprile, il prezioso progetto musicale realizzato per l’associazione culturale Melegnano, che metteva in fila una serie di canti della resistenza, rivisitati grande cura e dedizione, fu abbastanza chiaro che quel lavoro avrebbe avuto un seguito. A breve distanza è arrivato poi l’interessantissimo libro, Siamo I Ribelli, nel quale Michele Anelli raccoglieva canti e storie della lotta partigiana, ma mancavano ancora un paio di tasselli, ovvero un disco che completasse l’opera sulla Resistenza e uno che ne allargasse l’orizzonte temporale alla canzone di protesta degli anni sessanta e settanta. Sono nati così prima Nome di battaglia: Ribelli e successivamente Oggi Mi Alzo e Canto!. Il primo disco, vede Michele Anelli affiancato da Evasio Muraro, con l’aggiunta dell’altra parte dei Groovers ovvero Paolo Montanari e Grancesco Marchetti. Introdotto da una frase di Pietro Calamandrei, il disco mette in fila diciassette brani che vanno dai brani più noti della Resistenza come Fischia Il Vento, Valsesia, Bella Ciao, La Pietà L’è Morta ma anche episodi meno noti ai più, ma non certo meno intesi e belli come la toccante Il Partigiano, Siamo I Ribelli e Dai Monti di Sarzana. Ciò che colpisce del lavoro di riproposta e di ricerca operato da

Anelli, è che ha concentrato la sua attenzione verso la forma più pura della canzone, mettendo in primo piano le voci, mantenendosi lontano dal caos di un certo folk rock politicizzato e puntando dritto sul valore storico di questi canti. Più recente è invece Oggi Mi Alzo e Canto!, disco che raccoglie quattordici brani di quel filone di musica di protesta che nacque tra gli anni sessanta e settanta. Un corpus di canzoni dedicate al lavoro, ai lavoratori sfruttati e mal pagati, legate tra loro da un filo rosso di storie e storia, che spesso tendiamo a dimenticare. Il progetto nato con il sostegno della Federazione RdB di Novara, vede Michele Anelli , affiancato oltre che dagli amici di sempre ovvero i Groovers, Paolo Montanari (fisarmonica, piano e hammond)ed Evasio Muraro (chitarra e percussioni), anche da Lorenzo Prealoni (cornamusa, tin whistle, bodhran), Elia Anelli (chitarra elettrica) nonché da Anna Marra, Federica Diana, Elena Toscan, Michele Berti, Gioele e Matteo Anelli ai cori. Trovano così una nuova vita brani noti come O cara moglie di Ivan Della Mea e La leva di Paolo Pietrangeli, tradizionali come Sciur Padrun Da Li Beli Braghi Bianchi, Saluteremo Il Signor Padron e La Nave Sirio, ma anche canzoni non propriamente di protesta ma dalle tematiche sociali come Il Lavoro di Gian Pieretti e Le Opere Di Bartolomeo cantata a Sanremo dai Rokes e dai Cowsills. Non manca ovviamente una splendida versione di Bella Ciao nella versione delle Mondine, o ancora la dura condana di Se Otto Ore Vi Sembran Poche, tuttavia non si può non citare anche una moderna canzone di protesta, inclusa per l’occasione, ovvero Sesto San Giovanni dei Gang, riletta qui magistralmente da Michele Anelli. Insomma Nome di battaglia: Ribelli e Oggi Mi Alzo e Canto! sono due dischi preziosi che permetteranno alle nuove generazioni di riscoprire i canti e la storia di un epoca, tanto lontana ma allo stesso tempo a noi ancora vicinissima.


Salvatore Esposito