Veja – Dolina Mlinova (Vejamusic, 2014)/Šćike – Istriana Jones (Music Star, 2013)

Due dischi che confermano l’esistenza di una vivace scena neo-tradizionale nell’area nord adriatica dell’ex-Jugoslavia. “Dolina Mlinova” è l’esordio dei Veja, provenienti da Pazin, nella parte croata dell’Istria, territorio transculturale, crocevia dalla forte specificità musicale (intervalli, scale, vocalità, timbri strumentali e ritmi), dove coesistono elementi etnofonici dei domini alpini, slavi e mediterranei. L’ensemble nasce per opera di Goran Farkaš (canto, mih, kaval, tambura, violino, gajde), pluristrumentista animato dalla volontà di catturare l’espressività tradizionale combinandola con una pronuncia sonora contemporanea, che mostra – a mio avviso – analogie con quanto sta accadendo più a nord in area slava, Polonia in primis. Accanto al leader, ci sono Saša Farkaš (chitarra, udu), Marko Pernić (fisarmonica, canto), Ljuban Rajić (percussioni, canto) e Sebastijan Demark (basso), mentre una sorta di componente aggiunto è il musicista-produttore Marijan Jelenić. Siamo di fronte ad una band che si caratterizza per un buon livello di esecuzione strumentale. Sull’arco di dieci tracce che si sviluppano tra adesione alla tradizione popolare e nuova composizione (la title-track, che tradotta significa “La valle dei Mulini”, porta la firma di Dario Marušić, personalità di gran vaglia, ispiratore e mentore della nuova onda folk istriana). Ascoltate la propulsione dell’apertura, “Črni Orko”, o le voci e l’incastro di cornamuse, fisarmonica e ritmiche arrembanti in “Predi, Predi, Hći Moja”, sono due brani che tracciano il sentiero del disco: qui il senso del lavoro dei Veja c’è già tutto. La tragica storia di “Anka” incrocia drive rock e un kaval dal fraseggio folk-prog. “Biži, Biži, Maglina” è una rima infantile che procede a tempo di balun, il ballo più diffuso in Istria. Corpo e anima in un’altra canzone d’amore dai risvolti tragici, “Marija”. Si cambia registro con la successiva “Jene Mi Noći”, arrangiata per sole corde e percussioni. I modi canori del nord e del sud dell’Istria confluiscono nella celebre canzone “Bela Bruneta”, mentre il commiato è affidato ad un altro canto d’amore, “Mila Moja”. Cercateli assolutamente su www.vejamusic.com, sito dal cui l’album è scaricabile gratuitamente. 
Non meno intraprendenti, determinati e disinvolti gli Šćike, portato del moto di rinnovamento nella musica popolare della penisola protesa nell’Adriatico settentrionale, che davvero meriterebbe di essere meglio conosciuto e apprezzato nel nostro Paese. Parliamo di un giovane gruppo dallo strumentario variegato, che affianca a strumenti locali quali pifferi, flauti doppi, cornamuse, fisarmonica e organetto diatonico una sezione ritmica rock e tamburi di estetica world. Il nucleo del settetto si è costituito e fatto le ossa all’interno del associazione “Ivan Fonović Zlatela”. Allineano Zoran Karlić (voce, mih, sopela, volarice, clarinetto, mišnjice e flauto), Dorian Floričić (voce, cori, fisarmonica, bassetto, djembe e bongos), Armin Poldrugovac (bassetto, chitarra basso e cori), Masimo Fornažar (armonica diatonica tipo “triestina”, fisarmonica, šuškalice), Ratko Barać (voce, chitarra acustica ed elettrica), Milan Grbic (violino e voce) e Moreno Marušić (batteria). Senza dubbio hanno scelto un titolo spassoso per il loro album d’esordio, “Istriana Jones”. Vivono la musica senza dettature, in piena libertà, mettendo insieme temi perlopiù di propria composizione su liriche tradizionali, con un quadro stilistico movimentato, che si traduce in innesti rock (dalle venature anche molto robuste), reggae, country, ska, latini, pop sugli stilemi della tradizione locale. L’album si apre con “Na Gori Je Bura”, composizione in cui si assiste al bell’incastro di voci, flauto, organetto, violino e pifferi. Si balla di gusto nella successiva “Balon Od Šćik”, brano dal piglio prima amabile poi grintoso, non meno toste “Frkalas” e “Grimalda”. Gli Etno Bend Šćike centrano l’ospitata, accogliendo anche il noto cantante Franko Krajcar in “Da Bi Se Ive Oženi”. Concludono il loro composito programma addirittura con una “Tarantella”, registrata dal vivo. Combo non privo di qualche fragilità ma sincero, sicuramente trascinante on stage. Li trovate su www.Music-star.hr


Ciro De Rosa
Nuova Vecchia