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DIMANE COMM’ AJERE, ON LINE IL NUOVO VIDEO DE LA MASCHERA 

E’ uscito sabato 23 settembre, e condiviso col pubblico presente alla data napoletana de La Maschera, il video del nuovo singolo del gruppo “Dimane comm’ ajere”. Dimane comm’ ajere è un bambino che continua a correre spensierato. È la parte di noi stessi ignara che al mondo possa esistere il male, il dolore. La parte che stenta a credere si possa agire guidati da qualcosa che non sia il cuore. Una sorta di Peter Pan disposto a sbagliare pur di conservare la sua natura sognante e pura.  Dimane comm’ ajere anticipa l’uscita del nuovo album de La Maschera, ParcoSofia, prevista nel mese di novembre 2017 per l’etichetta Full Heads.  “Una delle 11 storie del disco, forse la più ‘leggera’ dal punto di vista armonico – dice Roberto Colella, frontman e voce del gruppo. Amo questa canzone per la semplicità del personaggio protagonista, ricco di ciò che degli uomini più mi affascina: la purezza, malinconica e cuntenta allo stesso tempo. Un modo per darvi il benvenuto in ciò che sarà, un luogo in cui realmente son riusciti a convivere anime diverse tra loro, come diverse sono le direzioni musicali che caratterizzano ParcoSofia”.  Il videoclip, realizzato da Upside Production, è ambientato nell’isola di Licosa e ritrae un pescatore in due epoche della sua vita: quella da bambino e quella da adulto, accomunate dagli stessi gesti e dalle stesse sensazioni, come se nel pescatore vivesse ancora quel bambino. L’intreccio tra le due figure viene rappresentato da alcune azioni che accomunano i due personaggi e passa attraverso il furto di un pesce, atto proibito ma allo stesso tempo eccitante che rappresenta una fuga verso la monotonia della vita e diventa abitudine che il pescatore porta con se fino alla vita adulta. I ragazzi de La Maschera sono i pescatori che accompagnano il protagonista nel suo viaggio in mare e che con lui e come lui affrontano i rituali della pesca.  Il singolo Dimane comm’ ajere, sarà disponibile sulle piattaforme digitali a partire da venerdì 29 settembre.

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ON LINE "STRUMMOLO" IL VIDEOCLIP DEL NUOVO SINGOLO DI SHAONE
  
Simm’ lampare a mmar’ / riflesso ‘e nu ciel’ c’ care / simm’ stell’ ‘e gravon’ / aunit’ ‘nciel’ c’ ‘o ccutton’ / simm’ strummol’ / lumm’ / luciol’ c’ calan’ a cchiumm’ / simm’ lampare a mmar’ / pecchè ‘n’atu panar’ s’acal’.

Shaone, nome d’arte di Paolo Romano, cofondatore dello storico gruppo Hip Hop napoletano “La Famiglia” a otto anni di distanza dall’uscita di “Anticamera” torna con il singolo “Strummolo” che anticipa l’uscita del nuovo disco “Over” prevista per la fine di Novembre con l’etichetta Mrfew. Strummolo si interroga sul senso della vita, chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Come scintille di stelle, come meteore luminose, scendiamo su questa terra a compiere un percorso per poi ritornare alle stelle come luci attratte dall’alto. Siamo lampare a mare, riflesso di un cielo che cade e come uno yoyo, come uno strummolo attaccato ad un filo manovrato dal Demiurgo, ritorniamo al punto di partenza portando a termine un ciclo vitale”. Il disco “Over” composto di ben 21 tracce inedite vede la collaborazione del producer e beatmaker Dj Simi, altro storico componente de La Famiglia. Il videoclip è stato interamente girato a Napoli, nell’area portuale, nel Centro Direzionale e tra i boschi del Vesuvio prima dei tragici incendi di quest’estate, e vede l’artista nei panni di un Clochard. La regia è di Michele Pesce, i costumi sono stati disegnati e realizzati dallo stesso Shaone, compreso quello di un astronauta, identico a quelli realmente indossati dagli astronauti della missione Apollo 11. Si scopre così che era lo stesso Shaone l’astronauta che passeggiava per le strade di Napoli nei giorni scorsi.

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Un videoclip per l’edizione rimasterizzata di ‘Romagna Mia’
E’  on line il videoclip che accompagnerà l’uscita, in tutti i negozi digitali, del classico di Secondo Casadei, versione ‘restaurata’ dell’originale registrato nel 1954

Se il liscio è, ancora oggi, musica capace, al di là della cartolina, di raccontare un territorio, la sua gente, la sua identità, il merito è del compositore  Secondo Casadei, che nel 1954, vero precursore di quella che oggi verrebbe definita ‘world music’, compose e registrò, con il suo leggendario quintetto, ‘Romagna Mia. Era nato il liscio, miscela straordinaria di suggestioni popolari, folk music e echi di partiture mitteleuropee, dalla polka la valzer alla mazurka. Perché erano anni quelli, nei quali la distanza tra cultura cosiddetta ‘alta’ e cultura cosiddetta ‘bassa’ erano meno vistosi di quanto lo siano oggi. Adesso, per celebrare i 70 anni delle Edizioni Casadei Sonora, che amorevolmente, grazie al lavoro della figlia Riccarda, custodiscono la ‘leggenda’ e l’opera di Secondo, viene riproposto, in versione integrale e perfettamente rimasterizzato, proprio l’originale di  ‘Romagna Mia’, in quella storica registrazione di Secondo. E se originale   è il brano, del tutto inedito è il videoclip che è stato girato e che ne accompagnerà l’uscita. Il video è un viaggio onirico nella Romagna degli anni ’30 con un Secondo Casadei bambino interpretato dal piccolo Tommaso Carboni (nella foto con Camilla Radi), a metà tra Pinocchio e il Piccolo Principe. Non mancheranno tanti personaggi ed elementi simbolici di una Romagna mitica e autentica.  La produzione artistica è a cura di Giuliano Paco Ciabatta che con il regista Davide Legni e il direttore della fotografia Davide Adamo ha saputo creare una magia unica per celebrare con le immagini il successo storico del maestro. Il videoclip è prodotto da Casadei Sonora in compartecipazione con APT / Regione Emilia Romagna e il contributo dell’ Enoteca Regionale dell’ Emilia Romagna e la collaborazione di Casa Artusi. ‘Romagna Mia’ è l’anticipazione di un cd doppio, che si chiamerà ‘Mi chiamo Secondo, con 46 brani originali del Maestro, che Universal pubblicherà in autunno.

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Esce il video de Il Varietà dei Nani di Max Arduini

È online ottobre il videoclip de Il varietà dei nani, track d’apertura di ½ Vivo½ Postumo, l’album di Max Arduini uscito a giugno scorso su etichetta Clapo Music (ediz. Marechiaro, distrib. Edel) con la collaborazione artistica di due personaggi storici della musica italiana come Renato Marengo e Claudio Poggi. Il varietà dei nani è un brano intenso e teatrale, come nello stile di questo cantautore poliedrico e sanguigno, che racconta il magico e cupo mondo dei fenomeni da baraccone “Fratelli un po’ siamesi mezze donne un po’ cammelli...”. Per raccontare i propri versi e la propria musica Max ha scelto un posto magico che ha ospitato per oltre 22 anni, e purtroppo ha chiuso di recente, moltissima musica da tutto il mondo: il Granarone di Calcata. E lo ha animato delle marionette disegnate da Marijcke Van Der Maden (presidente dell'associazione "Il Granarone"). “Le riprese sono state fatte in realtà molto prima che questo luogo di incontro di anime e di cultura chiudesse. Già allora ci era sembrato un omaggio dovuto alla pervicacia di Marike e del marito Domenico Malarbi. Oggi sono convinto che in molti guarderanno a questo video con un pizzico di malinconia...”. Ma anche con la convinzione che i Nani veri sono tutti coloro che cedono a fare da pubblico ad ogni forma di rifiuto dell’arte e della cultura.

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Fragile e Fiera: dopo la Germania Serena Finatti entra in studio per registrare il nuovo album

Frankfurt, Bonn e Hüllhorst: queste le tappe del mini tour tedesco di Serena Finatti (voce e loop station) e Andrea Varnier (chitarre), in un paese che da tempo ha scoperto il sound e la poesia del progetto cantautorale di Serena Finatti. Tre date che sono state un importante test sul pubblico, pienamente riuscito, per il nuovo album. E così, al ritorno, Serena entra in studio per registrare Fragile e Fiera. Questo il titolo del nuovo disco che si preannuncia già molto impegnato socialmente e politicamente e che dal punto di vista musicale segna un ritorno a una dimensione più intima, pur non mancando momenti di forte impatto sonoro e intensità corale. Cantautrice, ma anche attrice e performer, Serena Finatti è un’artista a tutto tondo. Nella sua formazione ci sono lo studio del canto e del pianoforte, della composizione. Ma anche la curiosità per la musica elettronica, e per i vari e numerosi stili e generi musicali. Attrice e scrittrice dei suoi testi, siano questi di canzoni o per teatro, Serena ha speso molto della sua arte a diretto contatto con il palcoscenico e con il teatro per ragazzi. Nel 2006 inizia la sua collaborazione con Andrea Varnier e firma con lui il progetto Deja, con i quali nel 2011 affronta il suo primo tuor internazionale in Ungheria, Romania e Germania . Nel 2014 esce Serena più che mai. il primo album solista. Il titolo, vuole fare riferimento ad un nuovo equilibrio, artistico ed umano: una sorta di punto di arrivo per ripartire per un nuovo, solare viaggio capace di rispecchiare la sua personalità di autrice e artista a tutto tondo, tra richiami al jazz e alla musica classica, sonorità balcaniche e orientaleggianti. Un vero e proprio caleidoscopio di stili e generi, riletti e rivissuti in una chiave molto personale.
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ILLIRYA AL LAVORO PER IL DISCO DI DEBUTTO
Il progetto “ILLIRYA” prende forma nel 2009 attorno ad alcune composizioni della cantautrice triestina Miriam Baruzza. Vengono riuniti musicisti locali provenienti dalle più svariate esperienze e stili, pop, rock, folk, world… dando vita ad un sorta di arrangiamento “libero” dove ciascuno possa portare le sue idee per “vestire” letteralmente le composizioni “chitarra e voce”. Ne deriva conseguentemente un sound particolare, nato spontaneamente, senza pianificazione a tavolino, con una decisa connotazione folk/cantautorale, dove gli arrangiamenti vengono ispirati dai testi dei brani pescando liberamente tra i vari stili, ma mantenendo al contempo un omogeneo ed originale impianto sonoro che caratterizza il gruppo sin dall’inizio e che verrà successivamente elaborato e rifinito. L’autrice, con piglio da moderno menestrello, ferma nei suoi testi e nelle sue melodie storie ispirate da ritagli di vita, vissute in prima persona (“Di me” – “Fideli” – “Ritorno al mio amore”) oppure suggerite dalla sua fervida e poetica immaginazione (“Maria” – “La bella della montagna” – “Figlia di” – “La casa che vorrei” ), come da “altre storie di altre vite” ( “La bambina di sabbia” – “Il bimbo e il pellegrino” – “Luce fuori e dentro”), queste ed altre daranno forma ad uno spettacolo (più volte proposto) intitolato “Nuvole di Passaggio”, dove tutte le storie di varia umanità narrate, vengono appunto paragonate ad altrettante nuvole che passano nel cielo dell’esistenza: alcune lievi, leggere e quasi trasparenti, altre più dense e pesanti e destinate a lasciare un segno, alcune addirittura temporalesche. Attualmente Miriam sta lavorando alla registrazione del  primo disco insieme al suo gruppo “ILLIRYA”. (nome ispirato dall’ubicazione della città di Trieste, all’interno di quel vasto territorio costituito appunto dall’antica Illiria, crocevia di genti e culture diverse già in tempi lontani, così poi come in tempi più recenti la stessa città e le terre circostanti, simboli di convivenza e tolleranza tra le genti. Con lo stesso spirito il gruppo attinge alle più svariate culture ed ai loro stili e suoni, fatti convivere poi negli arrangiamenti che vestono le canzoni, portando avanti un discorso che parla di diversità ma di pace). ILLIRYA: Miriam Baruzza (voce, chitarra) – Emiliana Brero (voce) – Mauro Berardi (batteria, percussioni) – Massimo Leonzini (percussioni) – Gianni Lauvergnac (percussioni) – Edy Meola (flauto traverso, sax, tastiere) – Sebastiano Crepaldi (flauto traverso, fisarmonica) – Sergio Giangaspero (chitarre) – Alessandro Castorina (basso elettrico, basso fretless, bouzouky, percussioni).