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Le principali novità dall'Italia e dal mondo della musica trad e world...

Per sempre e ancora: il singolo e il videoclip delle Mujeres Creando
In attesa dell’uscita de Le stelle sono rare

19 gennaio: le Mujeres Creando escono su Youtube con il videoclip del singolo Per sempre e ancora con il quale anticipano l’uscita, in programma per il prossimo venerdì 26 gennaio, del nuovo album Le stelle sono rare. Il brano rappresenta uno dei momenti più significativi e divertenti all’interno del viaggio che Le stelle sono rare propone. Il discorso amoroso si esprime qui nella dimensione ironica dell’attesa, di un tempo evanescente, quasi infinito che precede un goffo tentativo di conquista. La regia e il montaggio di Mario Pistolese e Tato Strino traspone in un video originale il curioso gioco tra immobilità e dinamica, calando le stesse musiciste nei panni di volti antichi di quadri in stile quasi fiammingo: all’interno di antiche cornici, si assiste al passaggio dalla staticità della posa all’animazione, dove i movimenti raccontano lo svolgersi lento dell’incontro. Man mano che sentimenti si palesano, il gioco surreale prende vita al ritmo incalzante della musica. Si apre con una carrellata sui volti delle musiciste della band che con un gioco di colori e forme (realizzate dall’artista Francesca Strino) appaiono come dipinte nei quadri, immobili e fortemente caratterizzate nei colori e nello stile. Claudia Postiglione (chitarre) con una rosa tra i capelli e immersa in un intenso rosso scarlatto; Giordana Curati (fisarmonica) con treccine e cappello giallo, un po’ malconcio stile gipsy; Marisa Cataldo (batteria) che nei chiaroscuri del nero e del verde si mostra nell’acconciatura arabesca di un turbante; Igea Montemurro (violino) con il capo avvolto in un foulard su uno sfondo illuminato dalla luce rosa e crema. Al centro Assia Fiorillo (voce) coperta da un velo dorato come una madonna di un’edicola votiva e con lo sguardo maledetto che osserva anche ad occhi chiusi. Mentre, fuori scena, l’alter ego di Assia canta con il volto che si riempie di colori diversi, multiformi e caotici, nella scena i quadri prendono vita lentamente e meccanicamente con movimenti che esprimono la fatica di un corteggiamento faticoso e dall’esito incerto. A chiusura del video, sarà il nero a prendere il sopravvento cancellando definitivamente volti, sentimenti e tutti i buoni propositi. Infine, dopo la chiusura e a mo’ di titoli di coda, appaiono in video sulla stessa scena, dentro le stesse cornici, i realizzatori del video made in Apogeo Records: Mario Pistolese (regia), Tato Strino (regia e montaggio) e Andrea De Rosa (produzione).

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CESARE DELL’ANNA E OPA CHINA PRESENTANO IL SINGOLO  “CHINATAL”

Il groove balkan-jazz e il sound prog si fondono con le melodie orientali e le scale pentatoniche. La continua voglia di sperimentare, osare ed arricchirsi, questa volta ha spinto verso Oriente la band guidata dall’istrionico Cesare Dell’Anna. “Opa China” rappresenta un altro capitolo, una nuova scommessa della band Opa Cupa, musicisti che da sempre si nutrono di condivisioni, esperimenti e dinamicità. La formazione guidata dal trombettista e produttore discografico pugliese si presenta al pubblico in questa nuova veste con la pubblicazione di“Chinatal”, primo singolo disponibile da martedì 2 gennaio 2018 sul canale youtube del trombettista. Cesare Dell’Anna e gli Opa Cupa hanno da sempre utilizzato la musica e la propria arte come strumento a disposizione degli eventi storici contemporanei. Negli anni della caduta dei regimi comunisti, anni in cui gli albanesi sbarcavano in migliaia sulle coste pugliesi generando timore e venendo denigrati dai molti, l’Albania Hotel spalancava le porte e accoglieva tutti senza riserve. Questa ospitalità fu riservata anche ai fratelli africani nel periodo, purtroppo ancora troppo attuale, delle tragedie nel Mar Mediterraneo, mentre l’Occidente non accettava e non accetta ancora oggi l’immigrazione dopo aver letteralmente “mangiato” e “stuprato” il continente nero. Anche la Cina è al centro di un dibattito che abbraccia politica, cultura, economia e sociologia sotto gli occhi “disattenti” della maggior parte di noi. La musica non può distogliere lo sguardo dalla realtà e ha il dovere di tendere la mano verso culture diverse dalle nostre, in particolare verso quelle che ormai sono subentrate nel nostro tessuto sociale. E’ sufficiente guardarsi intorno per comprendere l’importanza sociologica ed economica di questo “fenomeno” che vede ormai tantissimi ragazzi e uomini di seconda generazione a confronto con la normale quotidianità e con le sfide del mercato in continuo cambiamento. Cesare Dell’Anna avverte fortemente il bisogno di confrontarsi con questa cultura e in quanto musicista e musicologo studia fino in fondo la Cina e la cultura cinese. Nel profondo, non da turista. Ciò che più attrae è la possibilità di mangiare e vivere con loro, raccontarsi e discutere, confrontarsi sull’attualità e sulla storia. In particolare il trombettista pone l’attenzione sui cinesi che vivono stabilmente in Italia, in Puglia, per comprendere al meglio come loro stanno vivendo questo periodo storico, nella ricerca di punti di incontro, aggregazione e scambio con questa antichissima cultura. Come per i Balcani e per l’Africa, anche questo percorso merita attenzione, ore di lavoro e di studio e sicuramente sarà un bel seme che genererà nuove amicizie, nuovi incontri, nuove ricerche, discussioni e interessanti produzioni discografiche. Hanno partecipato alla realizzazione del primo singolo 2018 prodotto dalla 11-8 Records Mauro Tre (farfisa), Stefano Valenzano (basso), Rocco Nigro (fisarmonica), Antonio De Marianis (batteria), Andrea Doremi (tuba), Paride Marco (tuba), Gino Semeraro (chitarra elettrica), Luigi Grande (synth) e Fabrizio Giannone (ingegnere del suono). Il concept design della grafica è stato invece realizzato da Marcello Moscara. “Opa China” rappresenta un nuovo capitolo in un percorso coerente e attento, frutto di uno spirito di osservazione critico della storia contemporanea. Correva l’anno 2001 quando Cesare Dell’Anna pubblicò “Tax Free”, album che in copertina raffigura il “suicidio dell’hamburger” con il ketchup che forma una sagoma umana, come a rappresentare un delitto; così come nel 2004 il celebro “baffo” venne rovesciato sulla copertina di “Zina” e diede vita alla collaborazione con Emergency o ancora quando nel 2005 gli Opa Cupa portarono in processione la “Madonna delle Bombe”. Questi espedienti grafici e simbolici vennero catalogati da molti come blasfemi, ma tanti altri ne colsero il significato provocatorio e la forte volontà di affermare a voce alta la totale contrarietà alla guerra. Quella speciale Madonna infatti doveva difendere i bambini dalle bombe giocattolo, e certo non si aspettava di assistere, a distanza di quasi 15 anni, agli attuali deliri di onnipotenza di Trump e altri esponenti politici internazionali. Gli Opa Cupa mischiano da sempre la potenza degli ottoni e delle bande da giro del Sud Italia con la conoscenza della musica jazz e classica, il tutto sorretto da un  forte e acido groove in un mix speciale che rappresenta il sound e la storia personale di Cesare Dell’Anna. “Opa China” è in primis una scommessa, un vero e proprio periodo di studio, svolto in particolare sulle scale pentatoniche, che costringe ad una forzatura mentale e al confronto con una cultura diversa dalla propria. In questo Cesare Dell’Anna è stato precursore, basti pensare al grande lavoro svolto negli anni ’90 per la diffusione dei tempi dispari e dei ritmi irregolari che ora in tanti suonano e tutti ballano. E’ lo stesso trombettista che riconosce tanta importanza al confronto con le altre culture, ricavandone una essenziale fonte di ispirazione; basti pensare ai motivi che portarono un grande della storia come Giacomo Puccini a scrivere l’opera “Turandot”.  La musica è un veicolo essenziale per la diffusione di un messaggio e attraverso essa non ci si schifano gli odori altrui, si accettano i colori differenti,  e ci si innamora anche della musica che viene da lontano. Con “Opa China” Cesare Dell’Anna propone ancora una volta un melting-pot supportato da “audio-suggestioni” per unire lo stile e il gusto Opa Cupa, il groove dei Balcani e i riff africani con la cultura cinese, le scale pentatoniche, le meravigliose voci e alle melodie struggenti che vengono dall’Oriente.

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PALOMMA ’E MARE, ON LINE IL NUOVO VIDEO DE LA MASCHERA

E’ on line su youtube “Palomma ’e mare”, il nuovo singolo e video de La Maschera, secondo estratto da ParcoSofia, ultimo lavoro della band campana uscito lo scorso 10 novembre per l’etichetta Full Heads: https://youtu.be/ubI0bVDScuc. Palomma ‘e mare è un’ode alla libertà. Tratto da una storia vera, il brano racconta del ‘piccione’ e del ‘nonno’, servo e padrone. Il piccione, intrappolato in volo dalla lenza di una canna da pesca viene catturato e tenuto in gabbia. Il bottino però, non è di gradimento della ‘nonna’, la quale decide di sbarazzarsene lasciandolo libero. Il piccione, tra stupore e spavento, resta immobile per un giorno, in compagnia del narratore. Il testo va a sottolineare quanto spesso ci si auto-imponga un limite alla felicità, alla libertà, alla rivoluzione. “Palomma ‘e mare è una storia che racconto spesso, successa 11 anni fa – dice Roberto Colella, frontman e voce del gruppo. I protagonisti siamo realmente io, i miei nonni e il piccione che, nonostante venga liberato, non vola via, anzi, decide di restare con noi per 24 ore. Colta la metafora della vicenda, per caso ci scrissi una canzone di libertà e rivoluzione, dagli occhi dell’ultimo dei volatili”.  Il videoclip, realizzato con la regia di Tato Strino & Yulan Morra, è ambientato a Castelvoltuno e vuole mostrare le due facce della realtà che ci circonda. Mentre un uomo, apparentemente losco e disperato, si aggira per le vie di una città sconfitta con fare minaccioso, Roberto Colella canta Palomma ‘e mare sullo sfondo di una bellissima ‘cartolina’ napoletana. Si alternano e si intrecciano così la bellezza, che però a volte è solo apparenza, e la realtà, che deve essere conosciuta anche se brutta e ostile, per riuscire poi a distruggerla e renderla migliore.

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ON LINE "RARECA" SECONDO SINGOLO DI SHAONE CON LE IMMAGINI DEL FILM “NEL NOME DEL PADRE” DI GABRIELE GARGIULO

“Prun’ acever’/ ‘n’ammaturan’/ da’ chiant’ caren’ staccannes’ da’ rareca/ pare che/ chi nu’ riseca nu’ roseca / sott’ e pier’ votten’ museca e muse /
vir’ l’uso c’ pass’/ cu’ ‘sta terra c’attrass’/ ‘na voce luntan’ c’ lass’/
e tutt’ chell’ c’ tu ive cullass”.

“Prugne acerbe, non maturano, dalla pianta cadono staccandosi dalla radice,
sembra che, chi non rischia non ottiene, mettono sotto i piedi la musica e le muse, vedi la tradizione che passa, con questa terra che si trascura,
una voce lontana che lasci andare via e tutto quello che eri collassa”.

“Il brano Rareca, parla delle nuove generazioni, di come le stesse hanno dimenticato il proprio passato, le proprie tradizioni, la propria cultura. Distratti da sollecitazioni visive simili a miraggi, a illusorie chimere, i giovani hanno dimenticato la voce genitoriale, il suono di una melodia antica che li ha cresciuti”. Con queste parole Shaone, nome d’arte di Paolo Romano, racconta “Rareca” secondo singolo estratto da “Over”, il nuovo album del rapper in uscita a Dicembre con l’etichetta Mrfew. Nel videoclip Shaone è affiancato dal producer Dj Simi, i due M.C. rappano sulle immagini del film “Nel nome del padre”, primo lungometraggio di Gabriele Gargiulo che ha firmato anche la regia del video. Il film di prossima uscita è stato  girato tra Giugliano e il litorale Domizio. È una storia di riscatto che affronta la tematica dei minori a rischio troppo spesso attirati dai soldi facili e dalla mitologia camorristica. Il film ha già ottenuto il riconoscimento del Patrocinio Morale del Comune di Napoli e di altri comuni dell’hinterland napoletano ed è stato inoltre protagonista recente del Coffi Cortoglobo Film Festival di Angri (SA).

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Ennio Rega pubblica il videoclip  del secondo singolo “Terra sporca” dall’omonimo album

Dal 10 gennaio in rete e presto anche sui migliori canali TV italiani musicali, il videoclip del secondo singolo dell’album “Terra sporca” di Ennio Rega, che prende il titolo dall’omonimo album  recentemente pubblicato. Lo storyteller Ennio Rega,  sia nel testo della canzone che nelle immagini del clip,   racconta la stupidità del potere inteso non solo  in senso stretto politico ma anche genericamente come posizione di superiorità sugli altri. Viene rappresentato l’autore che sogna, tra un bicchiere di vino e la tastiera del pianoforte,  uno spaventapasseri di due metri e mezzo, insozzato di paglia e stracci,  sorta di imperatore romano ridotto ad un fagotto senza vita, costruito a pezzi da 2 personaggi che sembrano usciti da Frankenstein Junior: il professore e il suo obbediente servitore Igor, che cercano di dare dignità ad un mostro: corpo enorme maschile ma con un volto di donna, corona da regina, nel tentativo di umanizzarlo facendo trasparire dalle sue espressioni, paura e dolcezza. Tra i nostri eroi anche un mago e un bambino come usciti da un fumetto anni ’60, sempre vivi nell’immaginario dell’autore che sogna, che seguono ignari in processione l’imperatore trasportato da una setta segreta, incappucciati che incarnano corruzione e complotti, ma anche caste e associazioni al di fuori delle quali, gli isolati, quindi più deboli, soccombono. Nato da una coproduzione tra Scaramuccia Music e Forward Music distribuito da Edel Italy. Registrato alla Forward Studios di Grottaferrata da: Ennio Rega, pianoforte e voce e cori; Lutte Berg, chitarra elettrica; Pietro Iodice, batteria; Marco Siniscalco, basso elettrico; Paolo Innarella, flauto. Il videoclip ha visto la partecipazione attiva di gran parte del popolo di Corchiano (VT). 


ENNIO REGA
Premio Tenco 1993 presenta il primo album “Due passi nell’anima del sorcio”, ha sempre costante l’alta tensione poetica di testi e musica nella sua opera intrisa di denuncia sociale.  Premio Lunezia e Premio Carosone per “Concerie”, suo secondo album a cui seguono “Scritture ad aria” e “Lo scatto  tattile”. “Terra sporca” segue ad “Arrivederci Italia”, album che oltre al grande consenso di critica e pubblico è valso al cantautore due importanti premi nazionali,  il Premio Lunezia 2012  e il  Premio Brassens 2013.  Nel giugno 2017 pubblica “Terra sporca” accolto dall’ unanime consenso di critica,  anticipato dal primo singolo “Sgacio” e relativo videoclip.
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Renato Marengo è il produttore dei “Cantori di Carpino”
Una marcia in più per la promozione della musica popolare del Gargano
Tanti i progetti di ricerca e promozione che saranno presto avviati

Renato Marengo è il produttore dei “Cantori di Carpino”. Da oggi il noto giornalista e critico musicale lega il suo nome al gruppo leader della musica popolare del Gargano. Un matrimonio che porterà sinergie importanti e allargherà ancora più gli orizzonti artistici e nel campo della ricerca. L’intesa è stata raggiunta dopo un breve “feeling” tra Marengo e Cantori di Carpino, scoppiato questa estate durante il tour della Rassegna “Terra Battente” di Ferrovie del Gargano, di cui Marengo è direttore artistico, e suggellato nelle ultime ore. Marengo vanta una lunga attività nella produzione musicale avendo già ricoperto questo incarico con Eugenio Bennato, la Nuova Compagnia di Canto Popolare e Teresa De Sio. «Un compito importante ma anche un onore senza eguali – commenta il neo produttore dei Cantori -. Questo gruppo rappresenta la più genuina delle tradizioni della musica popolare garganica e, negli anni, non ha subito alcun tipo di contaminazione esterna ed interna. Li ho ascoltati in più occasioni lasciandomi suggestionare dalla loro arte, dal loro modo di presentarsi al pubblico. L’entusiasmo con cui i giovani e non danzano le serenate dei “Cantori” non ha eguali. I loro concerti sono l’esempio lampante di come la tradizione sia capace di catalizzare l’attenzione delle nuove generazioni». Quali progetti nel cassetto? «Innanzitutto una sempre più diffusa collocazione del loro straordinario progetto musicale. Poi troveremo soluzioni per rinfocolare la ricerca, più che mai convinti che Nicola Gentile e i suoi musicisti-cantanti siano capaci di regalarci altre sorprese. Continueremo a lavorare ancora più sull’immagine e il marketing del gruppo, sfruttando il già interessante lavoro svolto sul campo dalla CdP Service, l’agenzia che già cura questo settore. Infine, valuteremo proposte che ci pervengono dall’esterno per dare vita un progetto di brand territoriale della musica popolare del Gargano. Insomma, ai Cantori di Carpino spetterà il compito di fare da apripista per un movimento che può fare tanta strada anche perché come gruppo sono presenti nelle maggiori classifiche di world music internazionale. Percorso avviato dagli studi sul territorio da ricercatori dal calibro di Alan Lomax, Diego Carpitella, Roberto Leydi, Roberto De Simone ed Eugenio Bennato. Senza dimenticare anche l’apporto fornito dalla presenza al proprio interno di un liutaio-musicista, Antonio Rignanese, costruttore di chitarre battenti e punto di riferimento per tanti giovani». C’è un altro legame tra Marengo e il Gargano. Suo figlio Davide, è stato il regista di “Craj” (2005), film documentario sulla musica popolare pugliese, tratto dall’omonimo spettacolo ideato e scritto da Teresa De Sio e Giovanni Lindo Ferretti (ne sono stati anche gli attori protagonisti) in cui si parla dei Cantori di Carpino e di Matteo Salvatore, il cantastorie di Apricena. Che si possa fare tanta strada ne sono consapevoli anche i Cantori di Carpino. «Senza tralasciare la nostra tradizione, che resta immacolata – commenta Nicola Gentile, leader del gruppo -, siamo comunque consapevoli che sta, per partire, un importante percorso di valorizzazione del nostro prodotto culturale. La managerialità di Renato Marengo è risaputa e ora è a disposizione dei Cantori. E’ un momento di straordinaria vitalità che permetterà ancora più alla nostra musica di essere conosciuta e apprezzata con progetti che ci vedranno coinvolti con altri importanti gruppi di musica popolare». Anche l’Associazione “Cantori di Carpino” registra novità. «E’ l’unica detentrice del testamento e del patrimonio culturale dei tre maestri Andrea Sacco, Antonio Piccininno e Antonio Maccarone – aggiunge Gentile –: ora si arricchisce di nuove figure che metteranno a nostra disposizione la loro professionalità. Da anni, la nostra Associazione vanta un presidente onorario dal calibro di Eugenio Bennato, ora potrà contare su due soci onorari dal valore di Renato Marengo e Antonio D’Amico, giornalista ricercatore di musica popolare, che da tempo ha legato il suo nome al nostro Gruppo come consulente dell’immagine e della comunicazione. Che dire… La nostra squadra ora è sempre più ricca. Non ci resta che lavorare…».

RENATO MARENGO
E’ stato coordinatore del settimanale “Ciao 2001” e dei mensili Music, Blu e Bluejazz. Ha diretto “TV Giovani” e Attuale. Ha collaborato con le maggiori testate quotidiane e settimanali nazionali tra cui Sorrisi e Canzoni, Radiocorriere TV, Telepiù, Tutto, Popular Photography, Billboard Italiano, Intrepido, Il Monello, Stereoplay, Rockstar, il Secolo XIX, l’Unità, Paese Sera, Magazine e Telesette. Dal 2012 è direttore responsabile del mensile Cinecorriere e Cinecorriere.it, storico periodico dedicato al cinema italiano. Dal 2014 cura la rubrica La musica invisibile sull'edizione italiana del mensile Classick Roch Lifestyle  E’ stato ideatore e promotore negli anni '70 del movimento musicale chiamato Napule’s Power che ha aggregato artisti da lui prodotti per le maggiori major italiani. Ha prodotto Nuova Compagnia di Canto Popolare, Tony Esposito, Edoardo Bennato, Musicanova di Eugenio Bennato, Teresa De Sio, Roberto Ciotti, Roberto De Simone, Concetta Barra, Patrizia Lopez, Mario Schiano, Antonio Infantino, Opus Avantra, Luciano Cilio e Donella Del Monaco.
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'VOCI PER LA LIBERTÀ - UNA CANZONE PER AMNESTY': ESCE LA COMPILATION DELLA 20A EDIZIONE

È disponibile la compilation di “Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty”, il lavoro discografico che chiude la 20a edizione del festival insieme al libro che raccoglie le immagini, i testi, le emozioni di venti anni di attività e insieme al lancio di “Inalienabile”, un'opera multimediale su musica e diritti umani. Intanto con il 2018 prende avvio la nuova edizione della manifestazione con le selezioni per scegliere il brano dell'anno sui diritti umani e con il bando di concorso per emergenti. Nato nel 1998, Voci per la libertà è il festival legato ad Amnesty International, che unisce musica e diritti umani. Quest'anno si svolgerà dal 20 al 22 luglio a Rosolina Mare (Rovigo).

LA COMPILATION DELLA 20 EDIZIONE
Il cd racchiude alcuni momenti musicali dell'ultima edizione del festival. Sono 15 i brani presenti, a partire da quelli vincitori: “Ballata triste” di Nada, che si è aggiudicata il Premio Amnesty International Italia 2017, e “Crociera meraviglia” e “Tra l'altro” di Carlo Valente, che ha prevalso nel contest riservato agli artisti emergenti. Troviamo poi tre degli ospiti delle serate di Rosolina: Diodato (con “Per la prima volta” ), The Bastard Sons of Dioniso (con “Sulla cresta dell’ombra”) e Giovi (con “Occhio non vede, cuore non duole”). Ma molto spazio va agli altri artisti in concorso, a partire da Elisa Erin Bonomo, premio della critica (qui presente con “Scampo” e “Puttana”) e dagli Amarcord, premio della giuria popolare (con “I nostri discorsi” e “Il vostro gioco”). Ed ancora i finalisti: Nevruz (con “L’immigrato” e “Pax”) e Tukurù (con “Musango” e “Les reves de kunta”). A completare il lavoro, una artista protagonista di Arte per la Libertà - il festival della creatività per i diritti umani, Anna Luppi (con “Canzone del bambino sulla spiaggia”).  La compilation è disponibile in streaming all’indirizzo: www.vociperlaliberta.it/news/45-news-2018/920-la-compilation-della-ventesima-edizione-di-voci-per-la-liberta-una-canzone-per-amnesty e disponibile gratuitamente acquistando il libro su: www.apogeoeditore.it/libro/9788899479268

INALIENABILE, L'OPERA MULTIMEDIALE
"Inalienabile" è un'opera multimediale in divenire, visibile sul sito www.inalienabile.com, dal forte impatto emotivo, che vede alternarsi fotografie, voci, luci, video, grafiche, musiche, con la partecipazione di musicisti come Francesco Guccini, Nada Malanima, Fiorella Mannoia, Modena City Ramblers, Carmen Consoli, Simone Cristicchi e Mud. “Il design di Inalienabile - racconta Silva Rotelli, ideatrice del progetto - si basa sulla relazione tra terra e cielo, spirito e materia; sulle azioni di chi viaggia ancorato alla terra ma sempre guidato dalla natura dei diritti umani. Le domande poste all’inizio del progetto sono alcune delle domande cardine rivolte ai partecipanti; le stesse desiderano essere scelte dal fruitore, una alla volta, a seconda della propria vicinanza emotiva. La scelta permette l’inizio del viaggio emozionale tra le riflessioni sonore dei vari partecipanti e le immagini contenute in cerchi simboleggianti pianeti in connessione tra loro. Ogni pianeta è parte fondante di un sistema ancora più ampio, quello della collettività e della natura stessa”. "Inalienabile" è ideato e realizzato dal collettivo Ruhetag.it. Le voci e le immagini sono tratte dagli incontri e dai dialoghi tenuti dall’ideatrice Silva Rotelli e i partecipanti. Il progetto grafico è di Davide Falzone. Le musiche originali sono di Julia Kent. L’installazione di Inalienabile sarà presente a Villadose (RO) presso la sala quadri del municipio dal 19 al 28 febbraio.

IL LIBRO SUI 20ANNI DI FESTIVAL
È sempre disponibile il volume che racconta le emozioni e i contenuti dei 20 anni di Voci per la Libertà, una grande opera corale, curata dal direttore artistico Michele Lionello, a cui hanno voluto dare un contributo molti dei protagonisti di questi due decenni, da Ivano Fossati a Daniele Silvestri, da Carmen Consoli ai Modena City Ramblers, da Paola Turci a Simone Cristicchi dal presidente di Amnesty International Italia Antonio Marchesi al portavoce Riccardo Noury sino ad alcuni dei volontari che rendono possibile ogni anno la manifestazione. “Voci per la libertà - Una Canzone per Amnesty”: si chiama proprio così, come il festival, questo volume di 176 pagine a colori che racconta le emozioni e i contenuti di due decenni fitti di esperienze, con molti interventi scritti ma anche con molte foto e uscito in concomitanza con l’anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, il 10 dicembre. Oltre 50 i protagonisti autori del libro del libro, che racchiude frammenti, ricordi, immagini da tutte le edizioni del festival, più di 2000 gli artisti che hanno preso parte negli anni a “Voci per la libertà – Una Canzone per Amnesty”: dai giovani che si sono confrontati nello storico contest della manifestazione, ai big che hanno vinto il “Premio Amnesty International Italia” o hanno partecipato come ospiti. Le prossime presentazioni del libro saranno:
Giovedì 25 Gennaio alle ore 18.00 a Mantova presso la libreria ibs+libraccio, nell'ambito della campagna “25 gennaio - 2 anni senza Giulio”, con la presenza di: Anna Luppi, Adolfo Durante e Mud.
Sabato 17 Febbraio alle ore 21.00 a Villadose (RO) presso la Sala Europa, per festeggiare i vent’anni del festival proprio dov’è nato, con i live acustici di: Perturbazione, Nevruz e Giovi, conduce Savino Zaba.
La compilation, il libro e Inalienabile sono stati realizzati all’interno del progetto Arte per la Libertà con il supporto del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”.
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GUY DAVIS e FABRIZIO POGGI
candidati per il GRAMMY AWARDS 2018


E’ una notizia fresca fresca, ma che ancora una volta catapulta il blues italiano alla ribalta nel mondo: il disco di Guy Davis col nostro Fabrizio Poggi, Sonny & Brownie's Last Train, è candidato ai Grammy Awards 2018 nella categoria Best Traditional Blues Album. A contendersi il prezioso riconoscimento troviamo, accanto ai nostri due beniamini, niente poco di meno che i Rolling Stones, Eric Bibb, Elvin Bishop e R.L. Boyce. La splendida notizia ha raggiunto Fabrizio durante il suo tour con Guy Davis in Inghilterra, e non ci resta che aspettare con ansia la premiazione che si terrà il 28 Gennaio 2018 a New York! Questo disco, uscito nel Marzo del 2017 su etichetta MC Records, è frutto della collaborazione tra il famoso ambasciatore del blues Guy Davis e il nostro grande armonicista Fabrizio Poggi, un omaggio al duo Sonny Terry & Brownie McGhee, storica coppia di bluesmen capaci di creare un magico e fantastico mix musicale. Un lavoro particolare questo di Davis e Poggi, perché pochissimi artisti si sono cimentati nel riproporre le canzoni di questi mostri sacri del country-blues. Già presenti in Italia nel 2017 con l’incredibile esibizione ai Festival Dal Mississippi al Po e Rocce Rosse Blues, Guy e Fabrizio, da persone semplici amanti della musica che suonano, continueranno a promuovere il loro ultimo lavoro  con un International Tour prima negli USA e, successivamente in Europa, toccando – ovviamente – anche l’Italia nel periodo estivo. Ancora una volta emerge la qualità del blues italiano, e in particolare di Fabrizio Poggi, la cui armonica è perfettamente integrata con le sonorità di Guy Davis, famoso in tutto il mondo per essere non solo un grande chitarrista, banjoista, armonicista e cantante ma anche un attore di talento. Due cantastorie che, con passione, le raccontano attraverso la loro musica sempre nel solco della tradizione, come testimonia il particolare omaggio di Sonny & Brownie's Last Train, storie che si snodano tra Mississippi e Louisiana, storie di peccato e redenzione che camminano assieme.
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Cinque nomination ai Blues Awards alla house band del Porretta Soul Festival

La Anthony Paule Soul Orchestra, band residente del Porretta Soul Festival, ha ottenuto cinque Blues Awards nominations dalla Blues Foundation di Memphis grazie all'album After A While. Nell'album spicca la presenza del cantante Wee Willie Walker, che si è esibito con il gruppo di San Francisco a Porretta per la prima volta nel 2015. Proprio in quell'anno sono nate le basi che hanno portato all'incisione. "Suoniamo a Porretta ogni anno - spiega Anthony Paule - e siamo grati a Graziano Uliani e alla sua grande passione per il soul. Tutto è nato grazie al suo amore per la musica ed è questo che rende l'atmosfera di Porretta speciale. Inoltre nel 2017 ha ricevuto il premio Keeping the Blues Alive dalla stessa Blues Foundation. E' un grande onore essere la house band del festival".

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LA MUSICA DEL BLUE NOTE ESCE DALLO STORICO LOCALE
A partire da gennaio i cittadini di Milano, ma non solo, avranno la possibilità di ascoltare la musica jazz del locale di via Borsieri in location “unconventional”.

Il 2018 non è ancora iniziato, ma per il Blue Note Milano (parte di Casta Diva Group) è già sinonimo di novità. Il nuovo anno infatti si apre con il lancio di BLUE NOTE OFF, un nuovo brand che caratterizza le iniziative musicali del Blue Note “fuori dal Blue Note”. Si tratta di un importante progetto, grazie al quale la musica dello storico locale di via Borsieri è portata in location “unconventional”, non solo a Milano, dove riprodurre la magica atmosfera del tempio del jazz milanese. Sarà un’opportunità per aziende, privati ed enti pubblici e per tutte quelle location interessate ad aprire le proprie porte ai propri stakeholder e ai cittadini. Per il pubblico è l’occasione di ascoltare la musica del Blue Note in luoghi insoliti e affascinanti, in una contaminazione culturale che arricchisce l’esperienza e la rende più accessibile. Artisti di fama internazionale e giovani emergenti accompagneranno un pubblico più vasto in un percorso di avvicinamento graduale al jazz, in linea con la sempre più ampia disponibilità delle nuove generazioni ad apprezzare questo genere. «Con Blue Note Off abbiamo voluto dare un nome e un Brand a un progetto già iniziato da quando Casta Diva Group ha acquisito il Blue Note. Già con l’ultima edizione di JAZZMI, realizzata con Ponderosa e Teatro dell’Arte, abbiamo portato il Blue Note al Teatro Sociale di Como e nelle filiali di Intesa Sanpaolo - affermano Andrea De Micheli e Luca Oddo, rispettivamente Amministratore Delegato e Presidente di Casta Diva Group - Il nostro obiettivo è conservare, e possibilmente migliorare, il Blue Note come tempio sacro del jazz milanese, ma contemporaneamente farne vivere il fascino anche in altri luoghi e con altre contaminazioni, per farlo diventare un punto di riferimento culturale per tutta la città e per ogni genere di pubblico. Mettiamo Blue Note Off a disposizione delle aziende dei privati, degli enti pubblici e delle manifestazioni che animano la nostra città».