I comunicati stampa relativi alle novità editoriali
Sulle tracce del tarantismo.
Una lezione di Amalia Signorelli
volume con video a cura di Alberto Baldi
All’origine del volume Sulle tracce del tarantismo, in uscita per Squilibri editore, c’è una lezione sul tarantismo in cui Amalia Signorelli ripercorre la spedizione in Salento di Ernesto De Martino del 1959 con una vivacità di esposizione e una ricchezza di dettagli che soltanto una protagonista di quella straordinaria esperienza poteva offrire. Con non pochi elementi di grande originalità nel riconsiderare lo svolgimento e gli esiti di quella ricerca, nel suo racconto evidenzia in particolare la forza disvelatrice delle riprese fotografiche di Franco Pinna, come anche delle rilevazioni sonore di Diego Carpitella, mettendo in risalto la complessa articolazione di una ricerca animata dalla convergenza di competenze e saperi diversi. Nella stretta connessione tra immagini, parole e suoni, sembra così di ritrovarsi al cospetto di Maria di Nardò e delle altre tarantate e come proiettati, tra mura domestiche e la cappella di San Paolo a Galatina, nel vivo di esorcismi e rituali, grazie anche a una narrazione “multimediale” che offre allo stesso tempo una conferma delle grandi capacità comunicative e affabulatorie dell’antropologa romana.
Tenuta nel 2006 presso l’Università di Napoli “Federico II”, dove la studiosa a lungo ha insegnato, la sua lezione è stata ripresa in un video che, tramite QR Code, è ora nel volume Sulle tracce del tarantismo. Una lezione di Amalia Signorelli che, a cura di Alberto Baldi e pubblicato da Squilibri, ha costituito anche una preziosa occasione per tutta la “scuola antropologica” partenopea di riflettere sull’opera di Amalia Signorelli a poco meno di dieci anni dalla sua scomparsa: in copertina del volume, una foto di Franco Pinna del 29 giugno 1959, a Galatina, in occasione dei riti legati al tarantismo.
Studiosa di rilevanza internazionale, Amalia Signorelli ha rivolto la sua attenzione alle criticità dei processi di modernizzazione delle società occidentali, con particolare riferimento ai processi migratori, ai fenomeni clientelari e alla condizione femminile nonché alle trasformazioni che hanno investito il Mezzogiorno d’Italia. Anche per questo suo sguardo costantemente rivolto sulla contemporaneità, si era fatta conoscere come opinionista in molti programmi televisivi, da Ballarò a Di martedì fino a Otto e mezzo.
Con scritti di Alberto Baldi, Fulvia D’Aloisio, Adelina Miranda, Gianfranca Ranisio, Enzo Vinicio Alliegro, Eugenio Zito e Tamara Mykhaylyak, Ordinario all’Università di Napoli “Federico II”, dove dirige anche il MAM-Museo Antropologico Multimediale, Alberto Baldi è autore di numerosi volumi e saggi sull'antropologia visuale.
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DOMENICO DI VIRGILIO - CANTI D'ABRUZZO
Prefazione di Claudio Rizzoni
Collana: Comete. Scie d’Abruzzo – Abruzzo immateriale n. 5
Euro 15.00 - Formato: 12×18 cm - Pagine: 104
ISBN: 979-12-5488-183-5
Ogni terra ha un ritmo che la abita. In Abruzzo quel ritmo nasce dal passo dei pellegrini, dal colpo della zappa nei campi, dal soffio del vento tra le gole, dal coro delle feste di paese. È un ritmo che non si misura in secondi ma in voci, in pause, in respiri condivisi. I canti popolari d’Abruzzo raccontano e ci tramandano questo ritmo antico: la fatica e la devozione, la solitudine e la festa, l’eco di una lingua che ha saputo trasformare il vivere quotidiano in musica. Riascoltarli oggi significa ritrovare la cadenza di una comunità, la sua memoria sonora, il battito profondo che ancora la tiene unita. Canti che passando di voce in voce, generazione dopo generazione, raccontano di un rosario che si srotola dal passato per giungere fino a noi, riaccordandoci con ciò che siamo.
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Tullia Conte
TARANTELLA. Le protagoniste
Sudanzare – Association loi 1901
« TARANTELLA. Le protagoniste »: un viaggio nella storia restituisce la voce alle donne che hanno danzato
La nuova rivista di Sudanzare prosegue una ricerca pluriennale sugli studi di genere e le tradizioni popolari.
"TARANTELLA. Le protagoniste", primo numero di una nuova pubblicazione firmata da Tullia Conte per l'associazione Sudanzare. Frutto di una ricerca che incrocia fonti d'archivio, iconografia storica e testimonianze etnografiche, propone un ribaltamento di prospettiva: non più la danza come oggetto di studio, ma le donne che l'hanno vissuta ed interpretata. Attraverso un'analisi documentale, l'autrice decostruisce la narrazione che ha a lungo descritto il tarantismo e le danze popolari del Sud Italia. Medici, viaggiatori del Grand Tour e antropologi hanno trasformato il fenomeno in oggetto esotico o patologia clinica, mediando - e di fatto cancellando - la voce delle protagoniste. Sudanzare ha scelto il formato "rivista" per restituire complessità e dignità a figure diverse tra loro: da Emma Hamilton a Mariuccia, la "bella sorrentina" il cui volto fu consumato dall'industria turistica nascente, a Carmela Cerrotta, l'“ultima ancella di Tiberio” che a Capri intrecciò mito, danza e leggenda fino al tragico epilogo. In questa stessa direzione, il lavoro affronta anche la condizione delle studiose nel panorama contemporaneo, interrogando i meccanismi di legittimazione del sapere e la persistente difficoltà delle ricercatrici a vedere riconosciuto il proprio contributo nel campo degli studi sulle tradizioni popolari. "TARANTELLA. Le protagoniste" si inserisce in un più ampio progetto editoriale che Sudanzare porta avanti da anni, dedicato agli studi di genere connessi alle tradizioni popolari del Mediterraneo. Il nuovo volume si affianca idealmente a "L'altra taranta – Annabella Rossi e il tarantismo nel Cilento" (2019) e a "Diacronia minima del tarantismo: storia di un rituale mediterraneo" (2020, con immagini di Francesca Grispello), opere che hanno contribuito a rileggere il fenomeno del tarantismo al di là degli stereotipi, restituendo visibilità a saperi femminili a lungo rimossi o marginalizzati. Il nuovo lavoro compie un ulteriore passo: sposta l'attenzione dalle interpretazioni esterne ai soggetti che hanno agito la danza, in un dialogo tra memoria storica e contemporaneità. «Identificare queste protagoniste significa smettere di guardare la tarantella come un reperto e iniziare a leggerla come una storia di persone», scrive Tullia Conte nell'introduzione. La rivista è impreziosita da un ricco apparato iconografico, un glossario terminologico e la trascrizione della conferenza TEDx tenuta dall'autrice a Leverano nel dicembre 2024, che riconnette le vicende storiche alle questioni contemporanee. "TARANTELLA. Le protagoniste" è disponibile in formato cartaceo a partire da marzo 2026.
ISBN: 9798250242868
Pagine: 48
Contatti: info@sudanzare.com
Siti web: www.sudanzare.com – www.danzetradizionali.com
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In occasione del centenario di
Rosa Balistreri
In uscita il 21 marzo, giorno del compleanno dell’artista, un libro di Felice Liotti con testi e foto inediti e la proposta di fundraising
per digitalizzare il materiale del Fondo a lei dedicato,
ora affidato a Fondazione Made in Sicily.
www.ilmadeinsicily.it
La Mercedes Sosa dei siciliani Rosa Balistreri, che nacque a Licata (AG) il 21 marzo 1927 e morì in solitudine a Palermo il 20 settembre 1990, a 63 anni, è protagonista di un libro a lei dedicato dalla Fondazione Made in Sicily, destinato a diventare per la Sicilia e per la storia della musica etnica italiana, una pietra miliare: ‘La mia Rosa. Memoria viva di Rosa Balistreri”, di Felice Liotti, Navarra Editore, pagine 96, € 12. Si tratta di un racconto appassionante e inedito a più voci di una storia del tutto romantica, intrisa di dolore e passione: l’autore che fu amico della Balistreri fino all’ultimo giorno, Giovanni Callea, presidente della Fondazione, e il musicista Francesco Giunta, appassionato da sempre di Rosa Balestreri, sua musa ispiratrice. In una intervista inedita racconta Rosa anche il pittore fiorentino Manfredi Lombardi (scomparso nel 2021) che con lei ebbe una intensa relazione, introducendola nel contesto culturale nazionale e di fatto avviandola alla carriera musicale come interprete originale della sua terra. Il volume è stato presentato il 21 marzo, giorno del 99° genetliaco di Rosa, a Sferracavallo (Palermo) dove vive Liotti, 90 anni, con la partecipazione oltre che dei soggetti promotori e dell’autore anche Francesco Giunta, Angelo Balsamo - Fondazione Rosa Balistreri, l’editore del libro Ottavio Navarra. Ha moderato il giornalista che ha intervistato più volte la Balistreri Gigi Razete. Alcune delle voci siciliane che cantando Rosa ne custodiscono il ricordo, la memoria, la lezione, Margherita Avvento, Valeria Graziani, Laura Mollica, Alessandra Ponente, Sara Cappello, hanno intonato le canzoni più iconiche della Balistreri. Il murale che nascerà a Palermo Nell’occasione, la Fondazione MADE IN SICILY Museum ha annunciato un’altra iniziativa in memoria di Rosa Balistreri: la realizzazione di un murale dedicato alla grande artista siciliana, in collaborazione con la V Circoscrizione di Palermo. L’opera si intitolerà “Cent’anni”, lo stesso nome scelto dalla Fondazione per il programma di iniziative che accompagnerà nel 2027 il centesimo anniversario della nascita di Rosa Balistreri. Il murale rappresenta la quinta tappa dell’Itinerario delle Radici, il progetto artistico che racconta figure simbolo della Sicilia attraverso opere pubbliche nello spazio urbano come quello dedicato a Totò Schillaci, realizzato lo scorso settembre 2025. Il murale sarà realizzato dallo street artist Giulio Rosk, autore a Palermo del ritratto di Giovanni Falcone e della seconda tappa dell’Itinerario delle Radici, realizzata a Piana degli Albanesi. La realizzazione del murale è stata fortemente sostenuta dal Presidente della V Circoscrizione, Andrea Aiello, e si potrà ammirare su un edificio già individuato all’interno del territorio della stessa circoscrizione. Ricordiamo chi era Rosa Balistreri per capire l’ispirazione del libro. L’infanzia nella povertà estrema, un breve drammatico matrimonio combinato nell’adolescenza, l’esperienza del carcere, i lutti, l’amata figlia e la tormentata relazione a Firenze col pittore Manfredi Lombardi, Rosa Balistreri conobbe il breve ma intenso successo nazionale solo negli Anni 70, pubblicando gran parte dei suoi lavori con la Cetra Folk, tra cui l'album "Terra che non senti". Nel 1974, partecipò perfino a ‘Canzonissima’, tra gli show del sabato sera più iconici dell’epoca. Poi Rosa Balistreri, ‘simbolo potente della Sicilia’, tra i protagonisti per due stagioni di uno spettacolo teatrale di Dario Fo e che nelle sue graffianti esibizioni era ‘capace di trasformare il dolore in voce e la verità in canto”, lei, stimata e cercata da intellettuali come Andrea Camilleri, passò di moda. Fino ai primi anni 2000, quando il suo repertorio di ‘cantastorie’, fra tradizione e innovazione, riemerge quale riferimento di culto per intenditori di musica siciliana, trovando spazio in festival di settore, mentre la sua vicenda artistica e privata è raccontata in programmi televisivi, come nel 2017 ‘Italiani’ con Paolo Mieli su Rai 3, e film come il documentario monografico "Rosa Balistreri - un film senza autore" di Marta La Licata, con la regia di Fedora Sasso, e il film di Nello Correale “La voce di Rosa”. Nel 2024, per volontà del Centro studi di cultura siciliana e meridionale, lo stesso Comune di Licata riconosce il valore della Balistreri facendo della sua casa natia un museo.
Il libro
Ora nel libro di Liotti si possono scoprire e gustare aneddoti e dettagli della vicenda umana e artistica di Rosa Balistreri che non sono mai stati divulgati da fonti certe e anche foto e documenti esclusivi. La sua pubblicazione, quale significativa anticipazione del centenario dell’artista, che cadrà nel 2027, segna l’avvio di una serie di eventi, promossi dalla Fondazione Made in Sicily ETS di Giovanni Callea e Davide Morici, pensati per riportare la Balestreri in primo piano sulla scena culturale non solo siciliana, ma pure nazionale. Il volume “La mia Rosa. Memoria viva di Rosa Balistreri” offre una Prefazione di Giovanni Callea, presidente di Fondazione Made in Sicily, l’Introduzione del musicista Francesco Giunta e due testi inediti - la storia di Rosa Balistreri raccontata da Felice Liotti e l’intervista al pittore fiorentino Manfredi Lombardi (scomparso nel 2021). Inoltre, foto e documenti mai pubblicati prima, come l'immagine unica dell'artista sul letto di morte ritratta dallo stesso Liotti. “ Liotti, Giunta, Callea: tre ‘innamorati’ di Rosa Balistreri ai quali si deve la salvaguardia del patrimonio di nastri magnetici, vinili, fotografie, testimonianze dell’artista mai conosciute, raccolte e preservate da Liotti e confluite nel Fondo omonimo istituito dalla Fondazione Made in Sicily nel 2025. A Francesco Giunta si deve in primis la ristampa in CD della discografia di Rosa con l’etichetta discografica “Teatro del Sole”, da lui fondata nel 1996 con questa missione e che ospita nel suo catalogo dieci titoli dedicati alla grande artista licatese. Tra questi, a fianco dei quattro capolavori pubblicati con la Fonit Cetra, due CD di “Rari e Inediti” che contengono brani assenti nella discografia ufficiale e sconosciuti, come “Quannu moru”, “Rosa canta e cunta” e “Mafia e parrini”, diventati iconici e tra i più riproposti per ricordarla. Spiega: “Riduttivo pensare a Rosa Balistreri come a una cantante folk perché le sue interpretazioni sono assenti nell’insieme dei brani considerati tradizionali nel periodo della sua fama. La gran parte dei brani di Rosa attinge piuttosto, in un primo momento, allo straordinario lavoro di recupero che fece Giuseppe Ganduscio qualche anno prima, partendo dal cosiddetto “Corpus del Favara”, per poi attingere successivamente ad altre fonti e collaborazioni. Proprio questo cruciale e fondamentale aspetto della originalità e centralità della figura di Rosa sarà tra i temi delle iniziative in programma in vista del centenario”. Giovanni Callea, in occasione dell’ottantesimo compleanno di Rosa, aveva coprodotto con Giunta il secondo CD di inediti (Rosa canta e cunta, 2007) e una raccolta di tributi di giovani artisti (Buon compleanno Rosa), distribuita con il Giornale di Sicilia. In quel CD fu inserito un tributo a ‘Quannu moru’, eseguito da tre grandi della musica folk italiana: Fausta Vetere, Lucilla Galeazzi e Clara Murtas. Inoltre, avendo organizzato un concerto della cantante dei Madredeus Teresa Salgueiro al Teatro Massimo di Palermo, Callea le fece chiudere lo spettacolo con ‘Quannu moru’. Il brano con la voce della Balistreri, nel 2008 lo portò infine all’attenzione di Wim Wenders che lo inserì nel film “Palermo Shooting”. Felice Liotti fu l’amico fedele degli ultimi anni di Rosa Balistreri, quello che continuò a credere nel suo valore quando nessuno se ne curava più: per cinquant’anni ha raccolto ogni documento, testo, vinile, etc. dell’artista con scrupolo e generosità.
Per esempio, di ‘Quannu moru’ esiste in una sola registrazione che Rosa realizzò per Felice, in una sua trasmissione radiofonica, pochi mesi prima di morire. Senza quella registrazione non conosceremmo uno dei brani più rappresentativi della musica siciliana. Insomma, nel libro “La mia Rosa. Memoria viva di Rosa Balistreri” si possono scoprire e gustare aneddoti e dettagli della vicenda umana e artistica di Rosa Balistreri che non sono mai stati divulgati da fonti certe, e anche foto e documenti esclusivi. “Il volume e le iniziative culturali che seguiranno da qui al 2027 per celebrare Rosa Balistreri - spiegano Callea e Morici – sono frutto della responsabilità che ci siamo assunti di preservare e valorizzare l'eredità culturale straordinaria, venata di profonda affettività, che ci ha conferito Felice Liotti per dare seguito al percorso intrapreso a sua volta dalla figlia di Rosa, Angela Torregrossa, di recente venuta a mancare. Nel libro, il racconto di Felice – testimone del crepuscolo di Rosa – e quello di Manfredi – testimone della sua alba artistica, sono due punti opposti della stessa parabola, due sguardi diversi, nella sostanza e nella forma, ma uniti da un legame indissolubile con la stessa donna, la stessa voce, la stessa Sicilia. Un omaggio a Rosa Balistreri, per garantire insieme al Fondo Liotti, che la sua memoria rimanga viva e accessibile, ma anche profondamente legata a Felice”. E poi un appello: “Perché la più grande collezione di inediti di Rosa Balistreri compresa nel Fondo Liotti venga resa fruibile da tutti - studiosi, studenti e comunità- adesso è urgente l’opera di digitalizzazione. Ci rivolgiamo ad appassionati e istituzioni: per contribuire allo sviluppo del progetto scrivere a foundation@ilmadeinsicily.it. Il Fondo Liotti offre molte ore di audio inediti, un vasto archivio fotografico, una discografia quasi completa, un’importante bibliografia di riferimento. Custodire il ricordo del passato non è nostalgia. È una scelta di futuro”.
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VINCENZO GRECO
DISPONIBILE IN PRE-ORDER
BATTIATO E L’ASSOLUTO. UNA RICERCA SPIRITUALE,
IN USCITA IL 13 MARZO PER ARCANA EDIZIONI.
Vincenzo Greco ci consegna un’altra coraggiosa ricostruzione sistematica, questa volta delle domande esistenziali che hanno attraversato il viaggio spirituale e artistico di Battiato, nel tentativo di dare una risposta al più arduo dei quesiti, quel Io chi sono? che- non a caso- fa parte di un concept intitolato Il vuoto.
In uscita per Arcana Edizioni il 13 marzo e già disponibile in pre-order "Battiato e l'Assoluto. Una ricerca spirituale”, di Vincenzo Greco, con prefazione di Alfio Cosentino. "In me convivono due polarità- spiega Vincenzo Greco-che definisco l’una terrestre, legata all’aspetto materiale della vita, e l’altra spirituale, legata ad aspetti metafisici quali l’invisibile, il sogno e l’immaginario." La linea orizzontale/Ci spinge verso la materia/Quella verticale verso lo spirito cantava Battiato in Inneres Auge, in tedesco occhio interiore, quello che consente di vedere l’aura degli uomini. Greco, allievo silente di Battiato, lo segue anche in questo, chiudendo volutamente il libro con il testo dello spettacolo L’infinito fra le mani, rappresentato con il nome d’arte di Evocante, che si incentra proprio su questa trasmigrazione da un côté terreno ad una dimensione spirituale, quasi una espansione/proiezione della propria unicità su dimensioni differenti e molteplici, che sembra avvicinarsi a quella realizzata nell’opera in musica “Telesio”, della quale viene non a caso ripreso un frammento (Danza I). "L’anima terrestre- prosegue Greco- mi ha fatto incidere un disco come Tempi moderni (in uscita il prossimo 25/03 su tutte le piattaforme digitali, per Dialettica Label/Tunecore/La Stanza Nascosta Records), che in senso lato può considerarsi un album politico, scritto in base al dovere civile che sento di portare una testimonianza artistica delle distorsioni del nostro tempo. L’anima spirituale mi ha fatto scrivere un libro come Battiato e L’Assoluto. Una ricerca Spirituale."
"Battiato e l'Assoluto. Una ricerca spirituale è una prosecuzione specifica del mio precedente libro Battiato. Una ricostruzione sistematica. Percorsi di ascolto consapevole(Arcana Edizioni, 2023). Mentre con quest'ultimo ho dato un quadro generale, con il nuovo testo, diviso in tre parti, approfondisco le tematiche legate alla spiritualità. Nella prima parte ho immaginato di sedermi davanti alle grandi librerie ripiene di testi sulla materia presenti a Villa Grazia, la ormai mitica abitazione di Battiato in quel di Milo, di aprire, anche a caso, alcuni testi e di studiare come sono stati fonti di ispirazione per molte delle sue canzoni. Ho proprio immaginato di vedere le sottolineature a matita, che magari sono le stesse che ho fatto io, e di tracciare un percorso che da quella pagina di quel libro arriva a un verso di una canzone e poi all'ascoltatore. Non mi fermo, infatti, alla canzone, ma percorro anche tutto quel che va oltre. Mi spingo in riflessioni attinenti al tema, a ciò che quel libro e quel brano suggeriscono, andando dai dubbi esistenziali alle risposte che possiamo trovare dentro e fuori di noi. Questo libro parla, in definitiva, della ricerca spirituale di ognuno di noi, molte volte stimolata, se non addirittura iniziata, da quella compiuta da Battiato per cercare l'Assoluto. La seconda parte del libro è dedicata alle tecniche musicali, e anche di registrazione, con cui Battiato ha arricchito questa ricerca. La terza parte contiene uno scoop, in quanto analizza una particolare Top ten, quella ideata dallo stesso Battiato, all'approssimarsi del congedo da questa vita, sui brani che più lo rappresentano e consegnata al suo caro amico Alfio Cosentino, sindaco di Milo, con il quale spesso ricordiamo Franco, tanto da avergli chiesto una prefazione. Il libro si chiude con il testo del mio spettacolo teatrale L'infinito fra le mani. Viaggio sonoro e narrativo su temi proposti da Franco Battiato (in replica il 13 dicembre al Teatro Sala Raffaello, Via Terni 92, Roma, N.d.R.) , che è la trasposizione proprio delle riflessioni compiute in questo nuovo libro. Mi è sembrata la chiusura ideale per dare al discorso una circolarità anche di tipo artistico."
L’autore di Battiato. Una ricostruzione sistematica. Percorsi di ascolto consapevole (Arcana, 2023) ci consegna un’altra coraggiosa ricostruzione sistematica, questa volta delle domande esistenziali che hanno attraversato il viaggio spirituale e artistico di Battiato, nel tentativo di dare una risposta al più arduo dei quesiti, quel Io chi sono? che- non a caso- fa parte di un concept intitolato Il vuoto.
"La sensazione che si prova, leggendo questo libro, ma anche tutto quello che Greco ha finora prodotto sia come scrittore sia come musicista, è alla fine la stessa che io avevo frequentando Franco: un lento ma incessante avvicinarsi alla Verità in un percorso fatto di allontanamento da ogni cosa che impedisce di percepirla, da ogni corruzione terrena e grossolana, dagli inganni delle apparenze e del potere e dai limiti che ogni essere umano possiede. Questo libro guarda molto in alto e, ne sono sicuro, proprio come è accaduto con le canzoni di Battiato, costituirà per chi lo leggerà e lo rileggerà (non tutto si coglie nella prima lettura) occasione di riflessione, di evoluzione e di crescita spirituale. E ai tanti che soffrono la mancanza di Battiato questo libro farà sentire meno questa assenza (…)" dalla prefazione di Alfio Cosentino)
Vincenzo Greco, nato a Vibo Valentia e quasi sempre vissuto a Roma, è cantautore e artista multimediale. Conosciuto col nome d’arte di Evocante, ha già all’attivo gli album “Di questi tempi”(Dialettica Label 2022); “Fino a tardi. Viaggi sonori con Battiato”(Dialettica Label, 2023); “Siamo esseri emozionali”(Dialettica Label, 2024),“All’improvviso- Canzoni lievi” (Dialettica Label- Tunecore- La Stanza Nascosta Records, 2024) e “A quiet day” (Dialettica Label- Tunecore- La Stanza Nascosta Records, 2025).
Di prossima pubblicazione Tempi Moderni (Dialettica Label- Tunecore- La Stanza Nascosta Records).
Ha dedicato vari studi a Franco Battiato, tra i quali:“Battiato. Una ricostruzione sistematica. Percorsi di ascolto consapevole”pubblicato da Arcana Edizioni, Collana Musica, nel 2023, in contemporanea con l’uscita dell’album “Fino a tardi. Viaggi sonori con Battiato” e “Il tempo moderno e i suoi inganni. Riflessioni critiche in musica: Ferretti, De André, Battiato, Waters”, (Arcana Edizioni, 2024). Già disponibile in pre-order “Battiato e l’Assoluto. Una ricerca spirituale”, Arcana Edizioni. Vincenzo Greco ha realizzato anche due video-racconti musicali (“Solo cose belle”, 2013 e “LiberAzione”, 2015, ambientato in Islanda) e un docufilm ("E 'nci ficimu a facci tanta - Una reazione Vibonese”, 2018,).
L’11 e 12 ottobre 2025 ha presentato al TeatroBasilica di Roma lo spettacolo L’infinito fra le mani - Spettacolo su temi proposti da Franco Battiato, che ha fatto registrare un doppio sold-out.
Il 12 e il 13 dicembre 2025 ha registrato un doppio sold-out al B-Folk di Roma(Via dei Faggi, 129/A) con Tempi Moderni-di tutto un po’, uno spettacolo- nelle parole dell’autore- folle resistenziale, carbonaro, che vuole essere una sorta di blob post-moderno, un ibrido citazionista che transita fra emisferi diversi, a metà fra teatro di narrazione, stand up comedy e show multimediale.
Potere salvifico della risata, ricerca di un senso ultimo, canzone d’autore, critica sociale e distonico ritaglio televisivo convivono in una destrutturazione fulminante- e illuminante- delle gerarchie sintattiche.
Riferimenti Utili
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in libreria
su editricezona.it
su Amazon e principali e-store
Luca Chino Ferrari
TIM BUCKLEY: INCONTRO CON IL DEMONE
con una nota di Russell Buddy Helm
ZONA Music Books 2025
libro pp. 414 - Euro 26 - ISBN 9788864384238
in copertina una foto di Bob Gordon
Questa è la biografia più completa e documentata di Tim Buckley – sperimentatore di voci e suoni oltre ogni possibile categoria – morto il 29 giugno 1975 per un’overdose di eroina e alcol. Luca Chino Ferrari racconta come l’incontro tra il musicista e il demone della creazione abbia sconvolto la sua vita e dato luogo a una sfida che ha cambiato definitivamente il modo di suonare e cantare la popular music, rompendo le regole fin lì conosciute. Grazie alle testimonianze raccolte e alle sue rigorose ricerche, Ferrari ci offre dalla più ampia angolazione l’esperienza unica di coraggio, passione e azzardo di Tim Buckley contro le regole del business, una storia che afferma il valore dell’espressione e della musica al di sopra delle ragioni del mercato.
Luca Chino Ferrari (Cremona, 1963) è uno scrittore e paroliere italiano. Autore della prima biografia mondiale di Syd Barrett ‒ Tatuato sul Muro. L'enigma di Syd Barrett (Gammalibri, 1986) ‒ ha contribuito alla riunione della Third Ear Band negli anni '80 e scritto libri anche su Third Ear Band, Pink Floyd, Robyn Hitchcock, Captain Beefheart, Mike Taylor, oltre ad articoli e recensioni per riviste come Ciao 2001, Vinile, Buscadero e Rockerilla. Ha gestito le fanzine italiane su Pink Floyd e Syd Barrett dal 1979. Numerose le sue traduzioni e curatele di libri, booklet e cataloghi. Per ZONA Music Books ha pubblicato il volume Syd Barrett. Scritto sui rovi (2024) e l’ebook bilingue Syd Barrett. Gemelli opposti con una fiducia infantile nell’altro e nel destino (2025), con un testo inedito di Barrett. Ha dato vita, con Francesco Paolo Paladino, alla band His Majesty The Baby e, con Dorothy Moskowitz, alla band Dorothy Moskowitz & The United States Of Alchemy, per le quali ha scritto i testi di alcuni album.
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Esce il libro Soundtrack. Storia critica della popular music (1950–primo quarto del XXI secolo) di Marco Di Battista
Dal 10 ottobre 2025, sarà disponibile su Amazon, in versione cartacea e Kindle, "Soundtrack. Storia critica della popular music dal 1950 al primo quarto del XXI secolo, tra industria, tecnologia e culture giovanili", opera ambiziosa che si propone come strumento fondamentale per comprendere il rapporto tra musica popolare e trasformazioni culturali, tecnologiche e sociali. Non limitandosi a un resoconto cronologico, Soundtrack adotta una prospettiva critica che concepisce la musica popolare quale vero “sismografo culturale”: la tesi portante sostiene che, dalla nascita del rock fino all’era dello streaming, la popular music si presenti come esito di una relazione dinamica tra tecnologia, società e industria. Con un metodo storico-filologico rigoroso, il volume scritto da Marco Di Battista affronta la musica non solo come espressione artistica, ma come testo culturale a più livelli. Le fonti impiegate spaziano dalle registrazioni sonore ai videoclip, dalle fanzine alle testimonianze orali, restituendo un mosaico articolato e vivace. L’autore articola il percorso intorno a tre prospettive essenziali: la dimensione tecnologica, che considera la musica come soggetta a trasformazioni profonde imposte dai mezzi (dal vinile alle piattaforme streaming); la dimensione sociale, per cui la musica diviene specchio e agente dei mutamenti collettivi, dalle lotte per i diritti civili alle nuove identità giovanili; e la dimensione industriale, analizzata nei suoi meccanismi interni, dal predominio delle major all’affermazione dell’indipendenza artistica, fino alle nuove economie digitali e al fenomeno della pirateria.
Il volume s’interessa inoltre di questioni importanti per la popular music come il ruolo dell’artista-imprenditore, la metamorfosi dei testi musicali nel tempo e la centralità delle piattaforme digitali (in particolare TikTok) nel determinare la diffusione e il successo dei brani. Il discorso si arricchisce attraverso riferimenti a studiosi di rilievo come Simon Frith e Marshall McLuhan e rimandi a figure emblematiche della musica popolare, da Chuck Berry a Beyoncé. Destinato a un pubblico di accademici, studenti, critici e appassionati, Soundtrack fornisce strumenti interpretativi per cogliere le ragioni profonde per cui la popular music non è stata mero intrattenimento, bensì una delle forme culturali più potenti e determinanti della contemporaneità. Il libro sarà disponibile dal 10 ottobre 2025, in versione cartacea e Kindle, su Amazon.
Marco Di Battista è un pianista jazz, compositore e docente di conservatorio, riconosciuto come una delle voci più originali della scena jazz contemporanea. La sua ricerca artistica fonde la profondità della tradizione jazzistica con un’attenzione costante all’innovazione musicale, dando vita a un linguaggio personale e ricco di sfumature. Tra collaborazioni internazionali, concerti in prestigiosi festival e una significativa attività discografica, Di Battista unisce alla pratica performativa una rigorosa riflessione musicologica, offrendo una prospettiva interdisciplinare che amalgama tecnica, storia e cultura.
Disponibilità: dal 10 ottobre 2025, in versione cartacea e Kindle, su Amazon.
Titolo completo: Soundtrack. Storia critica della popular music dal 1950 al primo quarto del XXI secolo, tra industria, tecnologia e culture giovanili
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Jazz Story – Il diario di Tony Monten: New Orleans
Un romanzo storico di Lino Volpe
È disponibile sulle principali piattaforme online “Jazz Story – Il diario di Tony Monten: New Orleans”, primo volume di una quadrilogia dedicata alla nascita e all’evoluzione del jazz, vista e raccontata attraverso la voce di Tony Monten: un impresario italo/americano. Ambientato tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento, il romanzo ricostruisce con rigore storico e sensibilità narrativa le vicende che hanno segnato la genesi del jazz a New Orleans. Il racconto prende la forma di un diario scritto nel 1960, in cui Tony Monten, siciliano d’America, ripercorre la propria esistenza intrecciata a quella della musica che ha attraversato epoche, tensioni sociali e rivoluzioni culturali. Nel primo capitolo, ampio spazio è riservato ad alcuni musicisti italo-americani pionieri del jazz, figure spesso trascurate dalla storiografia ufficiale, ma fondamentali nel tessere la trama sonora di un’epoca. La parte centrale è dedicata a Jelly Roll Morton, un artista visionario, un genio del suo tempo, un autentico innovatore che ha saputo fondere le tradizioni creole con le nuove pulsioni ritmiche, anticipando il futuro. Sullo sfondo della trama, si intrecciano gli affari loschi della mafia italiana in America, le tensioni razziali, le lotte per i diritti civili, e gli interessi politici ed economici che hanno guidato le scelte delle amministrazioni Eisenhower e Kennedy all’alba dell’operazione Zapata, un piano segreto, audace e controverso, messo in atto nel tentativo di rovesciare il governo di Fidel Castro. A fare da contrappunto alla voce di Tony, le pagine intime e rivelatrici scritte da Milly Snow, ballerina del celebre corpo di ballo delle Rockettes.
L’autore Lino Volpe ha insegnato Musica, Media e Tecnologia presso il Conservatorio di Benevento, diretto per nove edizioni il Nick La Rocca Jazz Festival, e collaborato con Adriano Mazzoletti nel programma “Serata Jazz” su Radio Rai Uno. Ha firmato documentari musicali per Amazon Prime Video e scrive per testate come Cronache di Napoli, Cronache di Caserta e Jazzitalia.
Con 192 note a piè di pagina, 62 illustrazioni e oltre 60 fonti bibliografiche consultate, “Jazz Story, Il diario di Tony Monten: New Orleans” propone un viaggio nella storia e nei miti del jazz, in una forma di divulgazione che unisce il rigore della ricerca storica alla narrazione romanzata.