Letture: Le Novità

Tutte le novità editoriali presentate da Blogfoolk...


In volume che celebra un secolo di musica italiana dalla prime ballate napoletane alla poesia dei grandi cantautori, dai primi successi rock agli artisti di oggi:

Storia della canzone italiana
di Roberto Caselli
edito da HOEPLI

In occasione della 31esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino sabato 12 maggio 2018 ore 18.00 (Spazio Book & Music, Lingotto Fiere) si terrà la presentazione del volume con musica dal vivo di Alberto Fortis. Oltre all’autore, sul palco saranno presenti Mario Luzzatto Fegiz, Corriere della Sera; Antonio Silva, Club Tenco. "Se bastasse una bella canzone...", cantava Ramazzotti negli anni '90 augurandosi che tre minuti di parole e musica potessero cambiare il corso delle cose. Dei tanti mutamenti nella nostra società le canzoni hanno rappresentato il pilastro centrale perché, come spesso si dice, non avranno magari cambiato il mondo ma hanno certamente contribuito a renderlo un luogo migliore. Roberto caselli con questo volume racconta l’evoluzione della canzone italiana esplorando i diversi generi che si sono manifestati nel tempo. Dalle ballate napoletane alla musica popolare, dal melodico ai primi cenni del rock italiano, passando per la straordinaria poetica dei grandi cantautori e il variegato mondo femminile, senza trascurare il panorama musicale contemporaneo caratterizzato sempre più da artisti indipendenti e progressisti. Il volume è arricchito da box di approfondimento, testi delle canzoni che sono e sono state colonna sonora di intere generazioni, e cronologie che passano in rassegna i momenti salienti della musica italiana. Racchiude, dunque, un elogio alla canzone che in quanto forma d’arte riesce a tramandare modi di essere e di costume di intere epoche musicali.  Roberto Caselli giornalista, critico musicale e storica voce di Radio Popolare ha al suo attivo lunghe collaborazioni con quotidiani, giornali specializzati, enciclopedie e siti web. È stato direttore della rivista Hi Folks! e per oltre vent'anni del mensile musicale Jam. Tra i suoi numerosi libri che spaziano tra rock, blues e musica d'autore si ricordano i 100 dischi per capire il blues (Editori Riuniti, 2001), le monografie su Paolo Conte (Editori Riuniti, 2002) e Joan Baez (Editori Riuniti, 2005), il saggio Hallelujah (Arcana, 2014) sui testi commentati di Leonard Cohen, arrivato alla seconda edizione, La storia del blues (Hoepli, 2015) e Jim Morrison (Hoepli, 2016).
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SANTA BRONX
un volume con cd allegato di Alberto Dubito e Disturbati dalla CUiete
Prima uscita di una nuova collana, Canzoniere, di poesia con musica

Santa Bronx è il nome che Alberto Dubito ha dato a un quartiere di una delle molte periferie da lui percorse: sono periferie ‘arrugginite’, luoghi corrosi da miliardi di passi, incrostati da disillusioni infinite, irrimediabilmente intaccati alle fondamenta, città addormentate e narcotizzate, vittime di una terapia del dolore che, nel momento in cui annulla la sofferenza e l’angoscia, consegna chi la pratica a un sonno che nega ogni futuro, a quello che potremmo definire, per l’appunto, un tempo ‘periferico’. Ma sono anche l’unico luogo dove sia possibile ridare senso a parole ormai logore, dove sia possibile suonare una musica che non accompagni la lotta, ma che sia, essa stessa, lotta. Lungo le mille miglia del suo cammino, nei testi e nelle musiche di Alberto Dubito e dei Disturbati dalla CUiete, si mescolano, attraverso frasi, suoni e immagini indimenticabili, rabbie, delusioni, speranze, sogni, progetti e utopie di un’intera generazione. Un cd-book maledettamente vero, dunque, capace di esprimere fino in fondo le tensioni e le speranze di una generazione di “pentole a pressione”, drammaticamente riassunte nella parabola esistenziale dell’autore, Alberto Dubito, pseudonimo di Alberto Feltrin (1991-2012), poeta, musicista, fotografo, street artist, già vincitore nel 2010 del Poetry slam nazionale, morto tragicamente appena ventenne. Con la sua morte si è conclusa forzatamente anche l’attività dei Disturbati dalla CUiete, il duo rap sperimentale al quale aveva dato vita assieme al musicista Davide “Sospé” Tantulli. Ciò che rimane di questo urlo di rivolta, speranza e disperazione è una produzione che, precoce in relazione alla giovane età dei suoi autori, colpisce per la maturità degli esiti raggiunti, sia sul piano poetico che su quello musicale. Da Leopardi ai Public Enemy, da De Andrè fino alla poesia sperimentale, da Dada a Zanzotto e agli Assalti Frontali, Dubito frulla e macina una grande varietà di influssi poetici, piegandoli però a costruzioni nuove, assolutamente personali e inconfondibili. La sua è una scrittura che vive di attriti tra registri differenti, di temerarie fughe in avanti come di spericolate retromarce. Conscia del suo destino in connubio con la musica, la sua lingua ama le anafore, le litanie, gli elenchi, affida lo scarto sempre alla metonimia, è avara di metafore, ed è pronta a scovare dietro l’angolo di ogni nuova ‘figura’ la scintilla di senso nuovo che può incendiarlo insieme a chi lo ascolta. Altrettanto sorprendente è, sul piano musicale, la varietà dei rimandi che fa dei Disturbati dalla CUiete una posse rap assolutamente sui generis: se è hip hop l’ispirazione di fondo (quella che, più che melodie, fa comporre beat e loop) poi la libertà è assoluta, dal rock al jazz, dall’elettronica al dub, al drum&bass, all’heavy metal e al punk, le sonorità si inseguono e si ‘negano’ l’una con l’altra, si mescolano e si smascherano reciprocamente, con scarti improvvisi a sparigliare ogni volta le carte. Con una densa introduzione di Lello Voce e un poetry comics di Claudio Calia, ispirato ai testi e alle musiche di Dubito e dei Disturbati dalla CUiete, il volume con cd Santa Bronx, edizioni Squilibri, è in libreria e negli store digitali a 15 euro dal 23 febbraio 2018. Santa Bronx inaugura una nuova collana di Squilibri, Canzoniere, diretta da Lello Voce (coordinamento), Gabriele Frasca (poesia), Frank Nemola (musica) e Claudio Calia (comics e disegni). La collana nasce con l’intento di riportare la poesia dove abitava prima del suo lungo esilio nei generi letterari, quando era una disciplina orale, fondata sul ritmo e la musicalità e impensabile senza l’abbraccio di una comunità e il calore di una comunicazione diretta. Una collana di poesia con musica, dunque, perché “la poesia nasce musica, non già accompagnata dalla musica”, come si legge nel ‘manifesto’ apposto in apertura del volume, “e perché durata, ritmo, suono e lingua sono tutte le sue forme”. Una collana che si sposa perfettamente con le attività di un editore come Squilibri, votato alle musiche di tradizione orale e, più di recente, alla canzone d’autore, “perché durante il predominio della civiltà alfabetica, la poesia è sempre sopravvissuta altrove e quasi sempre tra le pieghe della cultura popolare che non ha mai smesso di investirla della sua funzione di memoria vivente e l’ha, letteralmente, illustrata, immaginando che la bande dessinée, la striscia di immagini, sia come uno spartito che traduce l’orecchio in occhio, un occhio mobile, in nome del tempo e della durata”. Da qui anche l’idea di accompagnare ogni volume con inserti di comics e disegni affidati alle più importanti matite della grafica nazionale e internazionale, per realizzare dei Poetry comics, il più recente dei dialoghi che la poesia ha messo in atto e che è ormai diffuso in molte parti del mondo. Un’altra caratteristica della collana è quella di guardare oltre i nostri confini, con la barra puntata attorno a movimenti culturali (spoken music o spoken word) affermatisi altrove da tempo e con un seguito al momento ancora inimmaginabile in Italia: una vocazione internazionale evidente anche nello Scientific board che include i direttori artistici dei principali festival internazionali, dal Brasile alla Germania, dal Cile al Giappone. I prossimi volumi, in uscita nel 2018, sono Yolanda Castaño e Isaac Garabatos, La lingua dell’inchiostro, con un poetry comics di Miguelanxo Prado; Raul Zurita e Gonzalo y los Asistentes, Deserti d'amore con un poetry comics di Massimo Giacon e Gabriele Stera con Jérémy Zaouati e Franziska Baur, Dorso Mondo, con un poetry comics di Martina Stella

Info: 06-44340148; info@squilibri.it; www.squilibri.it
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Solaris, esce il volume fotografico con colonna sonora
Un viaggio tra testo, immagini e musica attraverso uno dei capolavori della cinematografia del Novecento. Il lavoro su Solaris, film diretto da Andrej Tarkovskij nel 1972, è stavolta illustrato in un libro pubblicato a cura dell'Istituto Internazionale Andrej Tarkovskij, con cd allegato. Si tratta dell'unica iniziativa ufficiale sulla pellicola promossa dallo stesso istituto nel 2018 e si avvale della collaborazione della Song Cycle Records. Il volume, pubblicato in inglese per essere diffuso sul mercato internazionale, contiene un ricco apparato iconografico con le immagini del film e le foto di scena che ritraggono il regista sul set con gli attori. Sono inoltre riportate due interviste: una con lo stesso Tarkovskij e una con il compositore Edward Artemiev, uno dei pionieri della musica elettronica e autore delle musiche originali del film.  L'intera colonna sonora di Solaris è poi analizzata dal musicologo Roberto Calabretto, già fra i protagonisti delle iniziative per il trentennale di Tarkovskij a Firenze nel gennaio 2017. Infine le immagini tratte dal libro saranno protagoniste di una mostra che sarà allestita nel capoluogo toscano nei prossimi mesi. 

Per informazioni tel/fax 0552345943  info@tarkovskij.com 
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LUIGI BUBBICO - ARMONIA JAZZ


Il 5 aprile è in uscita l’opera didattica “Introduzione all’Armonia Jazz” di Luigi Bubbico, pubblicato nel nuovo catalogo di opere teoriche e spartiti dell’etichetta Workin’ Label. L’opera è una raccolta di materiale didattico di uso immediato e sinteticamente riassunto che propone una visione più ampia delle tecniche di teoria armonica, finalizzata a espandere le possibilità nei processi compositivi e improvvisativi. In copertina è presente l’Opera “Direzione” dell’artista salentino Franco Baldassare. Luigi Bubbico nasce nel 1955 a Montescaglioso (Mt). Inizia a suonare fin da giovanissimo da autodidatta. Dopo varie esperienze in formazioni di musica rock e blues, intraprende gli studi classici di armonia e contrappunto presso il Conservatorio “S. Cecilia” di Roma e il Pontificio Istituto di Musica Sacra con il M° Valentino Miserachs. Frequenta corsi di musica jazz presso il Conservatorio “L. Refice” di Frosinone, la Scuola di Musica Popolare del Testaccio e la “St. Louis” di Roma. Nel 1989 si diploma a pieni voti negli Stati Uniti presso il Berklee College of Music di Boston. Dal 1988 è titolare della cattedra di musica Jazz presso il Conservatorio “T. Schipa” di Lecce. Dal 1995 fino al 1999 ha insegnato presso il Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna. Attualmente è direttore del dipartimento di Nuove tecnologie e linguaggi musicali del Conservatorio di Lecce. Nel 2000 promuove la prima Orchestra di Musica Leggera e Jazz del Conservatorio e fonda nel 2004 la Swing Big Band, formazione nata nella classe di Musica Jazz e composta da musicisti provenienti da Puglia, Basilicata e Molise.

DATE DI PRESENTAZIONE
11 aprile > Circolo Arci LA NUOVA FERRAMENTA – Lecce
21 aprile > OFFICINE MUSICALI – Salve (Le)
24 maggio > Ass. BUD POWELL -  Maglie (Le)
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Virginio Aiello - Tecnica Moderna per Fisarmonica 
(Pop - Jazz - Tradizionale)

Cosa si può recuperare didatticamente da uno strumento popolare come la fisarmonica, testimone di una tradizione musicale orale che si sta ormai sfilacciando come mostra l’eloquente immagine di copertina di questo libro? Questa sicuramente è in primis la domanda che Virginio Aiello si sarà posto nell’ideare la sua ultima fatica editoriale dedicata appunto a quest’aerofono a mantice che sempre più prepotentemente sta entrando nei gusti musicali delle giovani generazioni. D’altra parte la musica della tradizione popolare, nata come fenomeno rituale, collettivo e improvvisativo, si sta sempre di più consegnando all’individualità, promossa dall’industria mediatica del consumo. In molte culture l’improvvisazione è nata come fenomeno collettivo e solo all’interno di questa collettività c’è stata la selezione dei musicisti più talentuosi; ne sono un esempio, le culture musicali del continente africano (che hanno tra l’altro dato origine anche al linguaggio blues e jazz), il Gamelan indonesiano ma, a ben guardare, anche la musica autoctona calabrese, terra di provenienza dell’autore. Basti pensare a quanto avviene musicalmente durante i festeggiamenti della Madonna del Pettoruto a San Sosti (CS) o di San Rocco a Gioiosa Jonica (RC). In tali contesti, strumento principe è l’organetto diatonico, parente stretto della fisarmonica, lo strumento destinatario di questo lavoro. Le suonate per organetto nella tradizione dell’Italia meridionale possono durare anche diverse ore e l’abilità del suonatore è quella di variare continuamente una formula ritmico-melodica che resta nell’ambito dell’ottava. Tale procedimento è definito “passata” poiché definisce il passaggio della mano sulla tastiera in pochi secondi equivalenti, più o meno, al tempo di una misura  di 12/8. Di tale tecnica sembra ricordarsi l’autore nel proporre gli esercizi dal n.1 al n.8 dove riporta alcuni patterns melodici con delle varianti da eseguire in tutte le tonalità e sfruttando le possibilità modulatorie e cromatiche peculiari della fisarmonica rispetto all’organetto. Nell’esercizio n.11 introduce il concetto armonico di triade che melodicamente è l’arpeggio sui gradi della scala: anche in questo caso l’allievo è invitato a trasportare gli esercizi in tutte le tonalità.  Nell’esercizio n.9 l’autore propone una serie patterns ritmici molto utili per avvicinare, in questo caso, alla pronuncia musicale pop e jazz, di sicura attrazione per i giovani studenti di fisarmonica. A seguire sono riportate delle tabelle contenenti le scale e gli accordi costruiti su tutti i gradi e in tutte le tonalità; dal n.10 al n.25 vengono riportati degli esercizi di applicazione armonica, a scorrimento scalare, arpeggi basati su quanto riportato nelle tabelle. In particolare dal n.20 al n.22 l’autore inserisce un basso scalare sincopato molto seducente in una prospettiva musicale jazz e pop. Dall’esercizio n.26 in poi inizia la parte più interessante del lavoro: quella che riguarda gli esempi di elaborazione motivica attraverso variazioni melodiche e ritmiche e che introducono direttamente l’allievo ad un’ottica improvvisativa sia di tipo melodico che armonico e modale.  A volte anche adottare una nuova terminologia nella teoria musicale, può aiutare a capire in modo funzionale un determinato procedimento; in proposito, molto interessante è avere introdotto i termini di “nota accordale” (in luogo di nota reale) e di “nota di aggancio” (in luogo di appoggiatura), laddove l’autore si fa promotore di una originale  metodologia di variazione della melodia. Quello che dal canone classico è considerato “sbagliato” nella tradizione come nel pop o nel jazz, è spesso, non solo la norma, ma e ciò che da origine a altri “concetti” musicali - per dirla con Merriam - che, specialmente in una prospettiva didattica, possono aprire nuovi orizzonti. Al di là delle rigide dicotomie di un linguaggio musicale cristallizzato (maggiore/minore, ternario/binario, ecc.) nelle tradizioni orali le contrapposizioni spesso convivono e si piegano alle esigenze espressive, agli aspetti organologici insiti nella forma fisica di alcuni strumenti musicali, oppure alle circostanze contingenti e rituali. Lo studente di musica accademico oggi rischia un isolamento rispetto al mondo musicale che lo circonda che, al contrario, è fatto da una collettività che però spesso perde di vista l’individuo: “un cervello senza corpo, un corpo senza cervello” secondo l’efficace metafora di Dusan Bogdanovic. Ecco allora l’utilità di questo lavoro, sistematico e progressivo, in cui l’autore unisce la sua sapienza musicale al sapersi  guardare intorno ma scongiurando il pericolo dell’alienazione. Non è raro il caso in cui uno studente di musica, che segue studi di tipo accademico, trovi poi difficoltà ad eseguire una breve improvvisazione su una semplice struttura accordale o a tenere a lungo, variandola continuamente, una forma ciclica basata su due soli accordi. Piazzolla è riuscito a far rivivere una forma ormai canonizzata come quella del tango proprio inserendovi l’elemento improvvisazione e l’autore, anche apprezzato musicista e compositore, rappresenta un degno continuatore di questa tradizione. 

Prof. Francesco Domenico Stumpo
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IL CANONE DEI CANTAUTORI ITALIANI
La letteratura della canzone d'autore e le scuole delle età
di Paolo Talanca
Carabba editrice - p. 416


Perché e in che modo la canzone d'autore rientra nel novero della letteratura? È arrivato il momento di insegnare De André e Guccini nelle ore di Lettere a scuola? Il volume sarà disponibile a Sanremo nelle giornate del Premio Tenco 2017 – dal 19 al 21 ottobre –, nelle serate all’Ariston e nei convegni al Palafiori dedicati proprio al tema ‘Cantautori a scuola’.

IL LIBRO​
Nato da una tesi di dottorato di ricerca presso l’università Tor Vergata di Roma - quindi ben prima dell'assegnazione del Nobel per la Letteratura a Bob Dylan -, il volume si prefigge il compito di individuare le specificità codicologiche della canzone d’autore e stilarne il canone italiano: gli artisti (39 in tutto) e le opere principali che lo hanno forgiato. Un primo passo per buttar giù le basi del ragionamento intorno alla canzone come forma letteraria e al suo inserimento nei programmi ministeriali di letteratura della scuola italiana.

L'AUTORE
Paolo Talanca (Pescara, 1979) è insegnante e critico musicale. Articolista e blogger de Il Fatto Quotidiano, è storico direttore di redazione del Premio Lunezia e fa parte della giuria che assegna annualmente le targhe al Premio Tenco. Da anni studia la canzone italiana, con particolare approfondimento sulla capacità della canzone d’autore di essere intesa come forma letteraria autonoma. Ha all’attivo diverse pubblicazioni di articoli su rivista e di libri, tra cui Immagini e poesia nei cantautori contemporanei (Bastogi, 2006), Cantautori novissimi. Canzone d’Autore per il Terzo Millennio (Bastogi, 2008), Nudi di canzone. Navigando tra i generi della canzone attraverso il valore musical-letterario (Zona, 2010) e Ivan Graziani. Il primo cantautore rock (Crack, 2015). 
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CASTELVECCHI EDITORE
In libreria il romanzo autobiografico del cantautore Mimmo Locasciulli
I ricordi d’infanzia, la curiosità per la vita, la passione per la musica e il microscopio. Così apre il racconto della propria vita Mimmo Locasciulli

Mimmo Locasciulli
Come una macchina volante
Prefazione di Enrico Ruggeri - Postfazione di Walter Veltroni
Collana: Narrativa Pp. 160 – Euro 14.50

Presentazioni del libro
12/04 - laFeltrinelli - Via Ceccardi, 10 – Genova
14/04 - Tibo Caffè Letterario - Viale San Francesco, 23 – Penne (Pescara) 
17/04 - laFeltrinelli - Via Appia Nuova, 427 - Roma
24/04 - Centro d’Abruzzo IperCoop - Pescara
26/04 - laFeltrinelli - Via Quattro Spade, 2 - Verona
04/05 - laFeltrinelli - Piazza Piemonte, 2/4 - Milano

I ricordi d’infanzia, la curiosità per la vita, la passione per la musica e il microscopio. Così apre il racconto della propria vita Mimmo Locasciulli. In Come una macchina volante ci accompagna tra i campi di grano delle sue campagne abruzzesi, ci fa provare l’odore del vento e il magnifico sapore della sua infanzia, ci fa ascoltare le prime note del suo pianoforte e percepire l’oppressione della troppa teoria e dei solfeggi. Ci racconta gli anni dell’università, le prime contaminazioni artistiche, la voglia di Roma e di entrare a far parte del Folkstudio. Un’autobiografia ricchissima di dettagli e curiosità, sempre sull’onda del doppio amore che l’ha guidato nella vita: la musica e la medicina. Il libro è uno spartito armonico dove gli accadimenti e la prosa poetica si alternano in visioni tanto surreali quanto autentiche e sincere.

MIMMO LOCASCIULLI (Penne, 1949)
Tra i più grandi cantautori italiani, ha debuttato al Folkstudio negli anni Settanta e ha inciso finora 18 album. Ha prodotto Lolli e Haber, e collaborato a lungo con Francesco De Gregori, Enrico Ruggeri e altri importanti artisti nazionali e internazionali. Ha festeggiato i 40 anni di carriera musicale con il doppio album Piccoli cambiamenti. Da oltre quarant’anni esercita la professione di chirurgo e nutrizionista a Roma, dove vive.
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CLAUDIO QUARTARONE - METODO PER CHITARRISTI IMPROVVISATORI

"Nel nostro universo tutto è vibrazione, nel ventunesimo secolo ci troviamo di fronte ad uno sconfinato ventaglio di sonorità, culture e colori, che caratterizzano ciò che chiamiamo Musica su questo pianeta. In qualità di musicisti, dobbiamo interpretare un ruolo attivo e non relegato al mero ascolto. La nostra attenzione deve essere rivolta, infatti, alla comprensione della logica e dei processi che portano alla formazione ordinata dei suoni. Ho scritto questo manuale, rivolto a chi già possiede una conoscenza armonica di base, tentando di fare chiarezza su concetti noti, che, molto spesso sono come annebbiati da una nube di confusione, che aleggia soprattutto su chi si sta affacciando a questo mondo."  Claudio Quartarone è considerato uno dei più grandi chitarristi italiani della sua generazione, musicalmente versatile ma strettamente ancorato alla tradizione classica di cui ha esteso i confini. Inizia lo studio della chitarra classica all'età di otto anni, strumento attraverso il quale si fa subito notare per il grande talento. Già dall'età di nove anni si esibisce regolarmente in chitarra solo, vincendo numerosissimi concorsi musicali, tanto da essere considerato nell'ambiente della chitarra classica un enfant prodige. Nel 2007 vince, attraverso la fondazione Siena Jazz, una borsa di studio per rappresentare l'Italia al convegno internazionale "I.A.S.J." in Lettonia , premio istituito nel 1989 da Dave Liebman . Durante l'esperienza senese viene notato dal trombettista Enrico Rava, il quale decide di coinvolgerlo nella sua band "Special Edition", con la quale si esibirà in diversi Jazz Festival sul territorio nazionale. Lo stesso Rava elogia il suo talento dichiarando al Corriere della Sera: "Un chitarrista veramente incredibile, penso non ho mai sentito in Italia uno così, si chiama Quartarone, viene da Catania, come Francesco Cafiso, quella zona sta dando musicisti mostruosi"
Ha collaborato con alcuni dei maggiori esponenti del jazz italiano, oltre che avere una intensa attività come compositore. Incide infatti dischi per la Rai, questi, oltre ai suoi lavori come produttore discografico, gli hanno permesso di imporsi sulla scena musicale italiana come punto di riferimento chitarristico oltre le sole consuetudini del jazz. sito ufficiale
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In uscita il 26 aprile il nuovo libro di
ENZO GENTILE e ROBERTO CREMA 
HENDRIX '68
The Italian Experience
con prefazione di CARLO VERDONE

Il 26 aprile uscirà “HENDRIX '68 - THE ITALIAN EXPERIENCE” (Jaca Book), il nuovo libro del giornalista e storico musicale ENZO GENTILE e di ROBERTO CREMA, dedicato a quella prima e unica volta in cui Jimi Hendrix e i suoi Experience (Noel Redding e Mitch Mitchell) vennero in tour in Italia, nel maggio 1968, a Milano, Roma e Bologna. Un tour di cui non esistono testimonianze audio e video, ma solo il ricordo indelebile di chi è riuscito ad ascoltare dal vivo il "più grande chitarrista della storia del rock". È anche con questo spirito, per ricordare e documentare per chi non c’era, che, a 50 anni di distanza, nasce “HENDRIX '68 - THE ITALIAN EXPERIENCE”. Foto inedite, testimonianze di decine di fortunati spettatori, una selezione di articoli e riviste di quell’epoca, biglietti e altre memorabilia, accompagnati da contributi che fanno emergere il contesto musicale dell’epoca, internazionale e italiano, insieme a quello politico e sociale di una stagione fondamentale non solo per la musica. La prefazione del volume è firmata da CARLO VERDONE. Tutto questo materiale raccolto in un libro che, in contemporanea, diventa anche una mostra, curata sempre da Enzo Gentile e Roberto Crema. Dal 16 maggio al 3 giugno 2018, infatti, la Triennale di Milano ospiterà “Hey Jimi - The Italian Experience 1968”, con una selezione dei materiali raccolti nel libro. Enzo Gentile (Milano, 1955), giornalista e storico musicale, docente universitario, ha scritto per oltre cento tra quotidiani e riviste. Ha pubblicato una quindicina di libri, curato mostre, condotto programmi radio-televisivi, frequentato concerti e festival in tutto il mondo. E continua a farlo. Roberto Crema, collezionista hendrixiano, è fondatore e curatore del blog Jimihendrixitalia.blogspot e presidente dell'omonima associazione. Nel corso degli anni ha collaborato alla stesura di vari libri dedicati all'artista e nel 2014 ha realizzato il documentario "Jimi Hendrix, Bologna 26 maggio 1968", presentato in anteprima al Biografilm Festival.
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TUNEBOOK NEOTRAD VENETO



Il Tunebook Neotrad - Veneto è una raccolta di spartiti musicali che ha l'obiettivo di riunire, valorizzare e diffondere la creatività dei musicisti e compositori attivi in Veneto nell'ambito del cosiddetto balfolk. 21 musicisti, 7 gruppi musicali per un totale di 46 composizioni originali per il ballo popolare.
Scaricabile Gratuitamente
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VOLOLIBERO EDIZIONI
Presenta

L'IMPORTANTE E' ESAGERARE
Storia di Enzo Jannacci di Nando Mainardi
Collana: Fuorisacco
IN LIBRERIA DAL 30 OTTOBRE
Disponibile anche in eBook

L'importante è esagerare non è soltanto il titolo di una canzone: è una dichiarazione di guerra, una confessione esistenziale. Di certo Enzo Jannacci - il suo autore e interprete - è stato il cantautore più esagerato della storia della canzone, in grado di unire opposti normalmente inconciliabili: la tristezza e l'allegria, la tragedia e la farsa, la disperazione e la leggerezza. Coerentissimo dal punto di vista poetico, eppure ogni volta in grado di spiazzare e stupire. Popolare, eppure anticonformista e distante dai gusti e dalle preferenze del grande pubblico. Con la sua aria stranita, Jannacci ha saputo cantare come nessun altro gli ultimi della pista: i barboni, i tossici, le puttane, i telegrafisti dal cuore urgente, quelli che aspettano il tram, le donne che passano tristi serate in latteria, gli uomini a metà. È apparso sulla scena con la freschezza di un Buster Keaton nato dalle parti di Lambrate alla periferia di Milano e con la genialità di un Gilbert Bécaud appena dimesso dal neurodeliri; se n'è andato con un'ultima, meravigliosa e definitiva interpretazione di El portava i scarp del tennis. Una storia artistica unica e irripetibile, che merita di essere conosciuta ed esplorata. Nando Mainardi. Nando Mainardi è nato nel 1972 a Fiorenzuola d'Arda (Piacenza), dove risiede. Attualmente lavora nel campo della comunicazione e della formazione. Nel 2012 ha pubblicato il libro "Enzo Jannacci. Il genio del contropiede" e nel 2014 "Ossessione Calcio. Storie di football e nostalgie". Per Vololibero ha pubblicato nel 2016 "La magnifica illusione. Giorgio Gaber e gli anni 70". Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e radiofoniche, occupandosi di politica, canzoni e calcio.

il decimo ed ultimo volume della collana SOUL BOOKS
DAL 25 SETTEMBRE NELLE LIBRERIE E STORE DIGITALI DISPONIBILE ANCHE IN EBOOK

ETERNI
Vite brevi e romantiche di grandi compositori
di Elisa Giobbi
Prefazione di Arturo Stàlteri
Formato: 14 x 21 cm Pagine: 208 b/n

IN LIBRERIA DAL 20 FEBBRAIO 2018
Disponibile anche in eBook

«I loro spiriti battevano sul mio Come le ali di mille farfalle» Dall'Antologia di Spoon River di Egdar Lee Masters.

Purcell, Pergolesi, Mozart, Schubert, Bellini, Mendelssohn, Chopin, Bizet e Gershwin: nessuno è arrivato ai quarant'anni. Brevi vite che hanno patito enormi tormenti fisici ed emotivi; un destino che, come per dispetto, ha accompagnato la loro straordinaria sensibilità con la fragilità del corpo e il tormento dell'anima. Esistenze fugaci e intense quasi quanto quelle delle rockstar della fine del Ventesimo secolo, la cui scomparsa è, come per molti di questi grandi, ugualmente avvolta nel mistero. Elisa Giobbi, come sottolinea Arturo Stàlteri nella sua prefazione, ci racconta la vita e le opere di questi eccelsi compositori scomparsi troppo presto. Lo fa con lucidità, senza compiacimenti e, tuttavia, con affetto. Li ama e li fa vivere di nuovo quei personaggi che hanno attraversato l'esistenza respirando più musica che aria. Proprio la “loro” musica, alla fine, ha vinto: è ancora qui con noi e, quindi, lo sono anche i suoi artefici. Li sentiamo vicini, soffriamo, ci esaltiamo con loro e ci troviamo a condividerne debolezze e amore per la vita.

Elisa Giobbi
Nata negli anni Settanta a Firenze, coltiva scrittura e musica fin dall'adolescenza. Dopo la laurea in lingue, fonda la casa editrice Caminito, che dirige fino al 2009. È autrice di Firenze suona. La scena musicale e artistica raccontata dai protagonisti (Zona, 2015), di Rock'n'Roll Noir. I misteri, le relazioni e gli amori del Club 27 (Arcana, 2016) e del suo primo romanzo La rete (Stampa Alternativa, 2018). Si occupa anche dell'organizzazione e della conduzione di eventi culturali e musicali. La copertina di questo libro è il (terzo) frutto della collaborazione tra Vololibero Edizioni ed il grafico Manuele Scalia che si è occupato anche del restyling grafico dei loghi e di tutta la grafica della casa editrice. Manuele Scalia è un graphic designer freelance con base a Milano. Dal 2000 collabora continuativamente con la casa editrice Arnoldo Mondadori Editore. Negli anni ha curato gran parte dei titoli degli "Strade Blu", la collana più alternativa della casa editrice. Ma si occupa anche di narrativa, saggistica, e varia. Saltuariamente disegna e progetta anche copertine di dischi per band indipendenti. E' anche musicista. Spesso gira l'Europa come cantante e chitarrista della band The Three Blind Mice.

SOLOMON BURKE Ho visto un re
di Graziano Uliani e Edoardo Fassio
Con interventi di Peter Guralnick e Scott Billington
Collana: SOUL BOOKS - Vol. 10
Formato: 12 X 19 Prezzo 12 Euro

Pur essendo nato e cresciuto a Philadelphia, Solomon Burke diede un contributo insostituibile alla preparazione di quella miscela di gospel, country, pop e blues conosciuta come soul sudista. Quando il musicista firmò per la Atlantic Records, nel 1960, riempì il vuoto causato dal passaggio di Ray Charles alla concorrenza. Modestamente, l'uomo che volle farsi re del rock and soul, si riteneva il miglior cantante del mondo. Ma guai a puntare tutto su una carta sola! Oltre a seguire l'intera filiera dei suoi spettacoli, gestiva una catena di fast food, una società di assistenza agli orfani e una casa editrice musicale. Laureato in scienze funerarie, era pure titolare di un'impresa di onoranze funebri e, naturalmente, vescovo nella chiesa fondata da sua nonna, la House of God for All People.
Graziano Uliani - Nato a Bologna, è il creatore del Porretta Soul Festival che, dal 1988 - anno della prima edizione - in pochi anni è diventato la vetrina europea del Memphis Sound, proponendo, spesso per la prima volta in Europa, autentiche leggende come Solomon Burke, Rufus Thomas & Carla Thomas e tanti altri. Nel 1992 ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Memphis per il contributo dato alla diffusione della musica soul in Europa, a cui sono seguiti numerosi riconoscimenti internazionali, ultimo in ordine di tempo il premio KBA-Keeping the Blues Alive 2017.
Edoardo Fassio - Torinese, scrive di blues, folk e jazz per “La Stampa” e per “TorinoSette”; collabora con “Musica Jazz”, “Il Blues” e con numerose pubblicazioni europee. Dal 1984, con il classico pseudonimo di Catfish, è autore, conduttore e animatore di trasmissioni radio: la più duratura programmazione di blues in Europa. Ha seguito il Porretta Soul Festival per “La Stampa”, “Il Blues”, “Blues & Rhythm”, Rai Stereo Notte e Radio Flash di Torino. Ha pubblicato nel 2006 Blues per Laterza e, nel 2017, Soul City per Vololibero.

Ogni libro della collana Soul Books é introdotto da una prefazione curata da Massimo Oldani grande esperto italiano di soul, r&b e black music che cura la trasmissione VIBE su Radio Capital. Graziano Uliani (organizzatore e direttore artistico del Porretta Soul Festival) inserisce in ogni pubblicazione curiosità, notizie e aneddoti della sua decennale attività a fianco dei più grandi nomi del soul. Il tutto diretto da Alberto Castelli. 

LA COLLANA "SOUL BOOKS" E' REALIZZATA CON IL SUPPORTO DI RADIO CAPITAL ED IL SOSTEGNO PORRETTA SOUL FESTIVAL

BRITANNICA
Dalla scena di Manchester al Britpop
di Alessio Cacciatore, Giorgio Di Berardino
Formato: 14 x 21 cm Pagine: 336 b/n
Collana: Passioni Pop

IN LIBRERIA DAL 23 GENNAIO 2018
Disponibile anche in eBook

“Se il punk servì a sbarazzarsi degli hippy, allora io con la mia musica mi sbarazzerò del grunge”(Damon Albarn). Madchester, Baggy, Britpop, Il ritorno del rock d'oltremanica. Il racconto si snoda attraverso dieci anni ricchi di rivolgimenti sociali, nuove espressioni musicali, creatività e contraddizioni. Oasis, Blur, Stones Roses, Joy Division, La Factory Records, FAC 51 The Hacienda, Creation records e tutti gli altri protagonisti della scena sono raccontati nel contesto di un'Inghilterra in pieno fermento tra Thatcher e Blair. Oltre cinquecento schede di band del decennio fanno da ricca appendice e completano questo libro indispensabile per conoscere la musica che ha attraversato gli anni tra il 1988 e il 1998.
ALESSIO CACCIATORE Nato a Penne (PE) nel 1978, si è laureato in Lingue e letterature straniere. Ha collaborato con la rivista “Rockstar”. Attualmente scrive per LamusicaRock.com e indieforbunnies.com. Ha già pubblicato Woodstock 1969, Gruppo Albatros, 2011.
GIORGIO DI BERARDINO Nato a Pescara nel 1980, musicista, dj e collezionista. Dalla metà degli anni Novanta ha viaggiato in Italia e in Europa, seguendo la maggior parte dei gruppi citati in questo libro. Collabora con il fan club italiano degli Oasis e attualmente lavora a Scallydelia, un nuovo progetto musicale.
Assieme conducono “Britannica” programma radiofonico su RadiostART.