Letture

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A quattro anni di distanza dall’ultimo lavoro, il ritorno di Lello Voce e Frank Nemola con un nuovo disco-libro di poesia Il fiore inverso
Un volume con CD allegato

A quattro anni dal Premio Napoli per Piccola cucina cannibale, la coppia poetico-musicale Lello Voce e Frank Nemola torna con un nuovo lavoro che percorre sentieri sempre più avanzati nella ricerca di forme poetico-musicali capaci di interpretare la contemporaneità. Con loro, come da ormai un ventennio, il suono inconfondibile e magistrale della tromba di Paolo Fresu e altri nuovi compagni di viaggio: la tagliente chitarra elettrica di Dario Comuzzi, la fisarmonica virtuosa e potente di Simone Zanchini, l’aspro e struggente violoncello barocco di Eva Sola, il rap duro e impegnato di Kento, la viola coltissima e calda di Luca Sanzò, il malinconico e intensissimo violoncello di Irene Pardi, tutti ritratti, in uno sketch-book, dalla matita scabra e acuta di Claudio Calia, tra i più innovativi autori italiani di fumetto. La scommessa è sempre quella che agita il fronte della spoken music, movimento del quale Lello Voce è uno degli esponenti di spicco sul piano internazionale: rinnovare la poesia restituendola alle sue origini quando, prima di farsi muta migrando nelle terre silenti della letteratura, era un’arte essenzialmente orale che, nel ritmo delle parole e nell’abbraccio della comunità, disvelava appieno il suo significato, culturale e politico allo stesso tempo. Un ritorno alle radici più antiche che le nuove tecnologie e comunità digitali sembrano favorire ma che qui viene esaltato nel richiamo, fin dal titolo, all’esperienza trobadorica e a uno dei suoi maggiori esponenti, Raimbaut d’Aurenga, per il quale il ‘fiore inverso’ era metafora della stessa poesia perché l’unico a sbocciare con le radici protese verso il futuro. La musica che si ascolta nel CD, quella delle parole -mai cantate e sempre scandite da Voce, alla ricerca del ritmo più espressivo ed efficace- e quella dei puri suoni delle trombe e dei violoncelli, delle fisarmoniche e delle chitarre, delle tastiere e degli impulsi sonori dell’elettronica non vuole pertanto accompagnare ma piuttosto tradurre un ritmo e una musicalità che sono propri della poesia. La musica illumina le ‘pieghe’ delle parole, le zone oscure su cui tutto il linguaggio si tiene, si fonda e si dà senso, ma che nessuna parola può esprimere. Il poeta compone una musica che in parte non sa e non può suonare, che va tradotta in suono, in una musica che scaturisce però dalle parole ed è perciò sempre ‘mutante’, tanto acconcia poeticamente quanto spuria armonicamente. Grazie alla maestria compositiva di Nemola, differenti forme musicali, dalla tecno alle canso provenzali, dal rap al jazz, dal tango alla ballata, dal rock all’elettronica, dialogano così tra loro, per assecondare la musica che la poesia di Voce già porta in sé, raccontando le storie di questa nostra contemporaneità, tanto complessa e miseramente piatta, le sconfitte e i sogni politici, le occasioni perdute e i desideri che ostinatamente sopravvivono in ognuno di noi: un affresco sonoro e linguisticamente raffinatissimo del presente in cui la dimensione personale è sempre politica e la riflessione politica accetta il rischio della fragilità e dei sentimenti. Un libro, in definitiva, ‘da leggere con le orecchie’, lasciandosi attraversare dai suoni, ballando, con i propri piedi e con il proprio corpo, i ‘piedi’ dei versi che il poeta ritma con la sua voce, accordandola alla musica. Ad accompagnare i testi delle liriche, un intenso scritto teorico di Voce che attraversa la galassia dei nuovi problemi formali che la contemporanea poesia per musica pone ai suoi autori e ai suoi interpreti. Quasi fosse una lunga Razo provenzale, il saggio fa i conti con molti degli aspetti principali della poesia orale e della poesia per musica, suggerisce analisi antropologiche, scava nelle tecniche formali che presiedono al ‘temperamento’ tra parole e suoni, tra linguaggio e armonia: un vero e proprio manifesto teorico della spoken music in cui si denunciano anche i sempre più diffusi equivoci attorno al connubio tra musica e poesia. Perché se è urgente oggi il bisogno per la poesia di ricalibrare i rapporti con il romanzo, per ritrovare il suo pubblico all’interno della polis invece della moltitudine di lettori silenziosi cui l’ha condannata la sua riduzione a genere letterario, è altrettanto importante, in “una nazione d’Arcadia e cantautori”, rimarcare le distanze con altre forme espressive. La differenza tra la poesia e la canzone d’autore, in particolare, non sta nel fatto che in un caso vi siano solo parole e nell’altro anche musiche quanto in una diversa relazione tra le due sonorità: a dare il tempo e a suggerire la melodia, in poesia, anche quando si sviluppa in musica, sono sempre le parole; nella canzone d’autore, invece, è la musica a concertare il tutto ed è questa la ragione per cui i testi delle canzoni senza musica non stanno in piedi, mentre quelli della spoken music , se è buona spoken music, sì. Il che vale, secondo Voce, per molti dei nostri cantautori, da Conte a De Gregori, da Fossati a Capossela fino all’amato De André, artisti di primissima levatura che praticano però un’altra arte: e in questo non c’entra la musica ma, come sempre in poesia, la parola. Lello Voce è il migliore poeta che oggi c’è in Italia. Con le sue grandi canzoni ci tuffa nel nuovo orizzonte di una poesia che immediatamente si fa canto, ritmo che insorge e si espande, che parla attraverso mille bocche cantando ferite e speranze delle nostre vite e del nostro tempo Nanni Balestrini.
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NOSTOS. LABORATORIO DI RICERCA STORICA E ANTROPOLOGICA

L'Associazione Internazionale "Ernesto de Martino" di Roma ha creato una rivista "Nostos. Laboratorio di ricerca storica e antropologica". E' on line il primo numero e ci sono tante cose interessanti, tra cui una ricognizione sulla ricezione di de Martino in ambito anglofono, francese e finanche in Giappone e poi c'è un ricco e documentato saggio sull'esperienza di De Martino durante la guerra e la Resistenza: buona lettura! Ecco l'indirizzo web della rivista: http://rivista.ernestodemartino.it/index.php/nostos/index e l'indice del primo numero:

V. 1, N. 1 (1)
nostos - n° 1 dicembre 2016

Sommario

"Nostos"
Gino Satta
"La croisée de plusieurs chemins"
Marcello Massenzio
saggi
LE MONDE MAGIQUE PEUT-IL INQUIÉTER L’HISTOIRE DE L’ANTHROPOLOGIE ?
Giordana Charuty
UNO SCHELETRO NELl’ARMADIO. ANDREW LANG E LA SUA RECEZIONE
Clara Gallini
laboratorio
"Ernesto de Martino nel mondo anglofono"
Dorothy Louise Zinn
"Ernesto De Martino in Japan"
Tadao Uemura
"Ernesto De Martino in Francia: dallo storicismo all’antropologia della storia"
Giuseppe Maccauro
ricerche
"L’intellettuale e il popolo dalla crisi morale al riscatto socialista. Ernesto De Martino in Romagna durante la guerra (1943-1945)"
Riccardo Ciavolella
riletture
"Progresso scientifico e contesto culturale"
Pietro Angelini
in memoriam
Tomasino Pinna
Pietro Angelini
à propos
«Gravitare su piedi reali»
Adelina Talamonti
Le intrecciate vie
Marcello Massenzio
Etnografia e politica
Gino Satta
Nota in margine a Presenza e negazione
Chiara Cappiello
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Canzone d'Autore e Letteratura: un lavoro di Paolo Talanca sul canone italiano

Bob Dylan ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura. Questa è notizia vecchia, ok. Ma quali sono i cantautori italiani degni di tale riconoscimento? A svelarlo è un lavoro di ricerca del critico musicale Paolo Talanca, svolto per un Dottorato all’università Tor Vergata di Roma e discusso lo scorso 22 febbraio. Tramite questa ricerca, per la prima volta si punta a stilare un vero e proprio canone italiano della canzone d’autore letteraria. Da Guccini a De André, da De Gregori a Battiato, passando per Giovanna Marini, Ivan Graziani, Roberto Vecchioni, Lucio Dalla e molti altri, per un totale di 39 artisti che secondo Talanca rappresentano al meglio le potenzialità letterarie della più riuscita musica d’autore italiana. Il lavoro di Talanca, per la verità, è iniziato ben prima del riconoscimento a Dylan. Ufficialmente ha avuto origine nell’autunno del 2013 e vede la luce oggi dopo una ricerca più che decennale di studi e pubblicazioni sull’argomento, anche in seno al Premio Lunezia - che esalta le canzoni italiane per il loro valore musical-letterario -, manifestazione di cui Talanca è direttore di redazione sin dal 2004. L’opera mira anche a fare ordine in maniera rigorosa e funzionale per l’introduzione dello studio dei cantautori nelle scuole medie e superiori, e per un approfondimento più mirato in ambito accademico. Talanca approfondisce i motivi secondo i quali la canzone d’autore possa essere intesa come disciplina letteraria, quindi dotata di una propria letteratura, studiata a scuola durante le ore di italiano a compendio del corpus delle opere di Montale, Leopardi o Dante Alighieri.
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THE ROLLING STONES 1961-2016 La storia, i dischi e i grandi live di Massimo Bonanno, Vololibero Edizioni

Partiti dagli scantinati di Londra i Rolling Stones sono diventati icone mondiali: colonna sonora di intere generazioni che hanno sognato, amato, pianto e riso con i loro indimenticabili riff. In questo volume Massimo Bonanno, già autore di altre pubblicazioni internazionali sulla band, racconta i Rolling Stones dagli esordi ai giorni nostri, senza tralasciare nulla: demo, concerti, album, bootleg, scandali, rumors, curiosità, arresti, business, rarità per collezionisti e trasgressioni. Grazie a un rapporto diretto con Andrew Loog Oldham, primo produttore del gruppo, e con Philip Townsend, lo storico fotografo dei primi anni Sessanta, Bonanno ha ricostruito, con precisione e cura dei dettagli, la vita della band.. La storia viene percorsa partendo dagli incontri tra i vari membri. A scandirne il percorso ci sono i loro dischi raccontati uno ad uno ed inquadrati nell'evoluzione e storia della formazione di Jagger e soci arrivando sino al loro ultimo album “Blue e Lonesome” del 2016 con cui ritornano alle radici blues. Ma i dischi sono solo una parte della narrazione; Bonanno infatti prende in considerazione anche i concerti, sia quelli singoli più significativi come i grandi tour mondiali che fanno parte della storia e della cultura delle “Pietre Rotolanti”. Un viaggio nell'universo Rolling Stones dai primi anni, in cui crearono il loro mito, ad oggi con i giorni dei tour mondiali faraonici e del business più estremo. Massimo Bonanno È l'autore di The Rolling Stones Chronicle pubblicato in Inghilterra per Plexus Publishing, Henry Holt in America, Angus & Robertson in Australia e Nuova Zelanda, Shinko Music in Giappone e Ramsay in Francia. Il volume è uscito in seguito in altre edizioni tradotto in molte lingue. Nato a Genova, abbandona la città nrgli anni Ottanta e si trasferisce a Londra dove dà gli ultimi ritocchi al suo primo libro sugli Stones e inizia a lavorare al romanzo Feeling Old Feelings, un thriller ambientato nel mondo del rock e dei media. Massimo ha seguito da vicino i Rolling Stones dalla metà degli anni Sessanta, ed è stato incaricato dal loro sito ufficiale di curare la parte inerente gli archivi delle tournées e dei concerti della band. Suona la batteria in una blues band. Disponibile anche in eBook
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Pino Jodice - Composizione, arrangiamento e orchestrazione Jazz Vol.I
"Dalla formazione Combo alla Big Band”


In Uscita il 6 Marzo Il Manuale di Composizione, arrangiamento e orchestrazione jazz VOL.I "dalla formazione Combo alla Big Band" di Pino Jodice. Docente di Composizione Jazz del Conservatorio G.Verdi di Milano, Pino Jodice pubblica per la Morlacchi Editore di Perugia  il libro di testo per il diploma accademico di I Livello in Composizione Jazz aperto da quest'anno a Milano. Un grande traguardo per il Conservatorio di Milano, primo in Italia, che si pone all'attenzione di questa materia con grande professionalità e passione. A questo Vol. I seguirà il secondo volume dedicato all'orchestra Ritmico Sinfonica nel Jazz, utile per il Diploma accademico di secondo livello in Composizione Jazz.

Liner Notes
Sassofonista, direttore d’orchestra, compositore, arrangiatore e direttore del dipartimento di Jazz del Royal Conservatory of Scotland, SNJO – Scottish National Jazz Orchestra, BBC Scottish Symphony Orchestra, The Tommy Smith Youth Jazz Orchestra, Bradford Marsalis, Mike Stern, John Taylor, John Scofield, Joe Lovano, John Patitucci, Kenny Barron e tantissimi altri. «Pino Jodice’s contemporary big-band music is of the highest quality. In the last two decades he has been the most significant development in Italian Jazz. You won’t hear big band music and composition much better than this. Pino’s collection of big band music is one of those rare gems: a truly inspira- tional compendium of original music from a composer and arranger at the top of his game. His music works on every level, from the player, to the listener, the the student studying the secrets of big band writing. His big band is quite simply one of the most impressive large ensembles around, filled with wonderful soloists, and as such, totally recommended. A truly magnificent achievement; a truly mag- nificent composer.» «La musica per Big Band contemporanea di Pino Jodice è della migliore qualità. Pino rappresenta il più significativo sviluppo del Jazz italiano delle ultime due decadi. Non vi sarà possibile ascoltare musica e composizioni per Big Band migliore di queste. La produzione di musica per Big Band di Pino è una di quelle rare gemme: uno stimolante compendio di musica originale creata da un compositore e arrangiatore al meglio delle sue possibilità. La sua musica interviene ad ogni livello, dall’esecutore, all’ascoltatore, allo studente che vuole apprendere i segreti della scrittura per la Big Band. La sua Big Band è molto semplicemente il più notevole e grande insieme orchestrale attual- mente in circolazione, ricolmo di meravigliosi solisti, e come tale, se ne raccomanda assolutamente l’ascolto. Un risultato artistico realmente magnifico; un compositore assolutamente magnifico.»
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Virginio Aiello: Tecnica Moderna per Pianoforte (Pop & Jazz)
E’ uscito da pochi giorni Tecnica Moderna per Pianoforte (Pop & Jazz), il nuovo lavoro del pianista e compositore Virginio Aiello.


Questo volume può essere definito una grammatica del linguaggio jazzistico per pianoforte. Si parte dalla tecnica pianistica di base, o dalla percussione delle dita sui tasti e dall'appoggio del dito su ogni singolo tasto, per poi progressivamente acquisire la conoscenza degli elementi del linguaggio jazzistico, mediante la pratica sulla tastiera. Si passa poi allo studio delle triadi cioè il corpo di 3 note viste nella loro dimensione verticale e quella orizzontale dell'arpeggio. Si approfondisce sin da subito attraverso la pratica, il rapporto tra scala e accordo che è la base dell'improvvisazione, si passa poi agli accordi di settima, quindi agli accordi di 4 note sempre in relazione alle scale, sempre nella loro dimensione orizzontale e verticale. Segue il capitolo sulla cadenza II V I, sequenza di base che si ritrova in molti standard, e in relazione a questa cadenza vengono introdotte le scale modali. Nel libro non si fa teoria ma si cerca di dare gli strumenti tecnici basilari per affrontare successivamente la pratica dell’improvvisazione. Ciascun esercizio non è mai fine a se stesso ma aiuta a comprendere, attraverso la pratica e la riflessione  le regole dell’ armonia moderna. “Riflettere”, a mio avviso, dovrebbe essere un verbo da associare sempre allo studio…“studiare riflettendo”. Questo è uno spunto importante del libro, riflettere sul suono, sul suono degli accordi e sul rapporto, tra ciascuna nota e ciascuno accordo. Nella seconda parte si affrontano invece i voicings, cioè accordi costruiti attraverso una scelta specifica di note, che può essere di inclusione o di omissione. Si prosegue poi con lo studio di tutte le altre scale comunemente usate nella musica jazz. Tengo a precisare che questo non è un manuale di improvvisazione, ma un testo che pone una serie di premesse teorico/pratiche per cominciare successivamente ad entrare nel mondo dell'improvvisazione, fornendo gli elementi del linguaggio e le indicazioni su come approcciare la tastiera. E’ un punto di partenza importante per poi avviarsi negli studi successivi della pratica jazzistica. Tutto ciò declinato in relazione al pianoforte, infatti il libro, indirizzato agli allievi dei corsi pre-accademici e triennio dei conservatori, nonché dei licei musicali, è finalizzato all’acquisizione di una formazione ben strutturata ed organizzata per livelli di difficoltà al fine di conferire adeguate competenze tecnico/teoriche attraverso gli strumenti, gli attrezzi del mestiere, affinché il linguaggio possa evolvere in qualcosa di creativamente valido per esprimere idee originali assecondando la propria sensibilità.

Info e ordini:
Tecnica Moderna per Pianoforte (Pop & Jazz) A/4 (208 Pagine)
© 2016 – Lulu Enterprises, Inc. Raleigh, N.C. USA
ISBN: 978-1-326-75982-7