Carola Baer – The Story Of Valerie ( Concentric Circles, 2018)

In occasione di questa nuova “puntata” di “Contemporanea”, ci siamo allontanati leggermente dai “sentieri sonori” percorsi ultimamente per parlarvi di un’artista e di un album dalla storia molto particolare... All’inizio degli anni novanta, una ragazza inglese cresciuta nella zona ovest di Londra, si trasferì a San Francisco, qui, incoraggiata e ispirata da Ian Butler iniziò a comporre le proprie musiche collaborando anche ad altri progetti e performance multimediali insieme a Mike Freeman. Alcuni di questi primissimi pezzi nati tra il 1990 e il 91, interamente suonati e registrati in solitudine, andarono poi a finire su una misteriosa cassetta autoprodotta intitolata semplicemente “The Story Of Valerie”. Gli anni trascorsero e Carola non abbandonò mai del tutto la musica, infatti, prima fondò una propria band i Flowers For Delia e dopo essersi trasferita di nuovo in Inghilterra, a Woking, nel Surrey, si dedicò alla famiglia, trovando anche il tempo per suonare in duo con i Quiet Wish. Un giorno, ben ventisette anni dopo quelle “lontane” registrazioni, mentre si trovava a scuola dove attualmente lavora come insegnante, Carola ricevette un curioso messaggio Facebook da parte del musicista e label producer Jed Binderman che in un “Charity Shop” di Portland (Oregon) aveva trovato una cassetta, più precisamente era proprio una copia di “The Story Of Valerie” che per giunta rischiava di essere persa definitivamente! I “Charity Shop” infatti, permettono al pubblico di acquistare liberamente una quantità spropositata di merci e oggetti in deposito poco prima che vengano eliminati, il ritrovamento del nastro evitò quindi appena in tempo la sua possibile distruzione. Una volta ascoltate queste canzoni, il produttore rimase davvero affascinato dalla loro intensità “primordiale”, erano così evocative e dirette, quindi propose a Carola di ridare vita a “The Story Of Valerie”, con una nuova ristampa in vinile (comprendente brani aggiunti) che avrebbe curato personalmente per la sua Concentric Circles. Le undici composizioni del disco ritraggono una giovane artista che si racconta come in un diario sonoro dove ritroviamo piccole confessioni personali, storie ed emozioni, accompagnate esclusivamente da: pianoforte, Yamaha Dx7 e Casio CZ -101. Nella curiosa fusione di dense sonorità d’impronta folk e gothic guidate da arpeggi pianistici (“Solemn Cattle”), voce e tastiere ricche di riverbero (“Golden Boy”), “The Story Of Valerie” ci conduce in un piccolo viaggio introspettivo prossimo per climi e atmosfere ad alcuni lavori di Cocteau Twins e Dead Can Dance. Brani come “Dreams” o “On Top Of The Mountain”, nel loro sviluppo strumentale e per impostazione vocale, fanno pensare un po’ anche a Nico, in particolare ad alcuni momenti di “The End” (1974) o “Camera Obscura” (1985). Questa ristampa ha riportato alla luce canzoni che purtroppo rischiavano di sparire definitivamente offrendoci un ritratto sincero, puro e un’ esperienza d’ascolto atipica e davvero interessante. 


Marco Calloni 
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