Gigi Masin – Kite (Autoprodotto, 2018)

Ad alcuni mesi dalla pubblicazione ufficiale, il 15 febbraio del 2018, finalmente parliamo di “Kite” il nuovo album solista del musicista e dj Gigi Masin. Attivo sin dai primi anni 70 in vari gruppi rock e come chitarrista acustico, Masin fa parte della prima generazione di speaker nelle radio italiane ed è considerato uno dei pionieri del “turntabilism”, ossia, l’arte di manipolare e creare i suoni con giradischi e mixer. A partire dalla metà degli anni 80, abbandonate le radio, Gigi si concentrò sulla composizione di musiche per il teatro e la televisione. Nel 1986 arrivò lo storico esordio “Wind”, un album di composizioni personali realizzato con il contributo di: Alessandro Monti, Marco Barel e Massimo Donà. In origine pubblicato come disco non in vendita, era reperibile esclusivamente su richiesta diretta a Masin. Purtroppo, in quegli anni una forte inondazione colpì la casa del musicista a Venezia distruggendo le copie rimanenti, ciò causò un’improvvisa impennata dei prezzi dei pochi lp sopravvissuti. “Wind” diventò così un piccolo e misterioso tesoro della musica sperimentale italiana; sempre più richiesto e ascoltato fu (per fortuna) ristampato nel 2015 dalla personale Bear On The Moon e in Giappone da Suburbia Records che realizzò una rara versione speciale in cd con bonus aggiunte. Seguirono altri progetti tra cui segnaliamo in particolare: Les Nouvelles Musiques De Chambre Vol 2 con Charles Hayward nell’89, “The Wind Collector” nel 91, ristampato nel 2016 da The Bear On The Moon e Diplodisc e soprattutto “Talk To The Sea”, una splendida compilation del 2014 firmata da Music From Memory, che contribuì a diffondere in modo significativo la musica del compositore. “Kite” arriva dopo tutto questo, dopo il giusto e meritato riconoscimento, dopo le felici esperienze con Tempelhof e Gaussian Curve e in un certo senso rappresenta una pausa di riflessione in attesa di nuova musica come racconta personalmente Gigi sulla sua pagina Bandcamp: “Recentemente ho pensato al significato di “cambiamento”, se si tratta di un angolo di svolta per continuare a camminare lungo la strada, o di una nave che adatta il suo corso ai venti e alle onde, o di un aquilone che danza nell’aria a un passo dalle nuvole. Sto pensando a nuovi passaggi, altre destinazioni, nuovi posti da raggiungere, ma ho ancora un bagaglio pieno di ricordi: persone uniche che ho incontrato, sorrisi, abbracci e progetti…. [...]". I sette brani del disco, composti in anni recenti e disponibili esclusivamente in formato digitale, sono una contemplazione gioiosa, un viaggio nelle emozioni. Tra le serene elevazioni ambient di “Kite” ,“Irish Dove” o “Morning Light” , i pianismi introspettivi delle splendide “Closer” e “Blue Line”, o il tocco “esotico” di “Magic Touch” in chiusura, Masin conferma ancora una volta la sua grande capacità di catturare l’ascoltatore con costruzioni sonore d’indubbio pregio e suggestione dove i timbri del pianoforte incontrano l’elettronica con una delicatezza e un’espressività del tutto personale. 


Marco Calloni
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