Sade Mangiaracina – Le Mie Donne (Tǔk Music, 2018)

Dopo aver preso parte con un cameo alle registrazioni di “aQustico” di Luca Aquino del 2013, la talentuosa pianista siciliana Sade Mangiaracina giunge al suo debutto discografico con “Le Mie Donne”, pubblicato dalla Tǔk Music di Paolo Fresu, e nel quale ha raccolto otto brani autografi, che nel loro insieme compongono un ideale concept album dedicato all’universo delle donne, declinato attraverso una galleria di ritratti di figure femminili che, con la loro forza e il loro coraggio, si sono affermate contro discriminazioni e pregiudizi. La pianista siciliana ha composto ed arrangiato i brani mettendo in luce la sua anima mediterranea nell’incontro con l’improvvisazione jazz ed in questo senso determinate è stato il contributo di Marco Bardoscia al contrabbasso e Gianluca Brugnano alla batteria e quello di alcuni ospiti d’eccezione come Greg Osby (sax) e Ziad Trabelsi (voce e oud). Accolti dalla copertina che riprende una immagine del fotografo spagnolo Daniel Ochoa De Olza della Associated Press, il disco è una piccola grande delizia per l’ascolto, regalandoci le storie in musica di donne come Rosa Parks, Amelia Hearheart,, Coco Chanel, Anna Frank, passando per Malala Yousafzai, Rita Atria, Frida Kahlo e il premio Nobel Aung San Suu Kyi. Di ognuna Sade Mangiaracina riesce ad evocare lo spirito e la passione, tratteggiandone i profili attraverso una scrittura cinematografica che procede tra nuances sonore differenti. Spiccano, così, brani come la splendida “Rosa” che apre il disco quel gioiello che è “Amelia”, dedicato all’eroina americana Amelia Hearhart in cui giganteggia il sax di Osby, e “Coco”, l’elegante omaggio alla stilista francese Coco Chanel nel quale spicca il dialogo tra il pianoforte e il contrabbasso di Bardoscia. Il vertice del disco arriva, però, con la superba “Piccola suite per Malala”, brano che incrocia world music e jazz, nel quale fanno capolino la voce e l’oud di quel talento che è Ziad Trabelsi. Che dire poi della sofferta “Anna” dedicata alla storia di Anna Frank, la suggestiva “Frida” o ancora “Aung San Suu Kyi” ispirata dalla vicenda della leader birmana. Insomma “Le mie donne” è un lavoro intenso e poetico come difficilmente capita di ascoltare che conferma tutto il talento di una delle più apprezzate pianiste e compositrici italiane. 


Salvatore Esposito
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