Lúnasa – Cas (Lúnasa Records, 2018)

Vent’anni on the road per i Lúnasa, maestria musicale irlandese. Per il loro decimo album hanno scelto un titolo paradigmatico: “Cas” in irlandese significa “cambio di direzione” o “svoltare” e le ragioni di ciò si trovano ascoltando le dodici tracce e scorrendo l’elenco dei musicisti coinvolti. In questo nuovo capitolo discografico, accanto agli storici membri Kevin Crawford (flauto, whistle), Trevor Hutchinson (basso, bouzouki, lap steel), Sean Smyth (violino), Cillian Vallely (uilleann pipes e low whistle), compaiono Ed Boyd (chitarra) e Patrick Dooney (chitarre in tre brani). A segnare, tuttavia, la nuova dimensione nel suono dell’Irish band è la presenza di cinque notevoli voci provenienti dai mondi blues, folk & rock: parliamo di Natalie Merchant, Mary Chapin Carpenter, Tim O’Brien, Eric Bibb and Daoirí Farrell. A dirla tutta, già in passato i Lúnasa si erano avvalsi di vocalist di talento come Karan Casey e avevano collaborato con O’Brien e Merchant, ma qui la scelta dei partner marca più in profondità il sound della band. L’album parte alla grande con un set strumentale composto da un’aria firmata Crawford (“Bob’s Hole in One”), cui seguono due melodie d’autore (Damien Mullane e Colin Farrell), in cui il suono d’insieme sprigionato è davvero efficace, per raggiungere il climax nel reel tradizionale “The Tinker’s Frolics”. Si cambia tempo nel medley di gighe scritte dai fratelli Cillian e Niall Vallely, raggruppate sotto il titolo “Sinead Máire’s”, che pongono in risalto la forza ritmica e swingante del combo, mentre i whistle danno carattere ai motivi danzerecci nella prima parte e il violino e le pipes conducono la melodia nella seconda sequenza. La voce e il mandolino di Tim O’Brien entrano in azione in “The Water is Wise”, imprimendo un’impronta bluegrass al brano in cui brillano anche violino e cornamusa; invece Natalie Merchant dà lustro alla nota ballata tradizionale “The Bonny Light Horseman”, punteggiata dalle corde di Boyd, da violino, flauto e soprattutto dalle pipes di Vallely, che entrano nei break strumentali e fanno da bordone al canto limpido di Natalie: un numero davvero emozionante. Si fa rotta verso la Bretagna con la successiva “Pontivy”, combinazione della versione strumentale di un canto tradizionale (“Peh Trouz Zou Ar En Doar”), di una melodia per cornamusa (“Sant Hern”, di cui è autore il celebre Polig Monjarret), per finire in un crescendo di danza (“An dro for Kevin” di Pol Jezequel). La song “Paddy’s Green Shamrock Shore” trova la voce di Daoirí Farrell, uno dei nomi nuovi della scena irlandese, e un arrangiamento squisito per il classico tema della diaspora irlandese. Si esalta la melodia nello slip jig “The Dregs of Birch” che nei credit porta la firma di Tania Elizabeth, violinista dei nord-americani The Duhks. Altro numero superlativo è il medley “The Cadgers” (“Night in Nanchang”/ “The Cadgers Reel”/ “The Border Reel”). La voce di Mary Chapin Carpenter dona eleganza a “The Irish Girl”, inducendo nuove emozioni. Si passa di nuovo a uno strumentale, “Tribute to Larry” (“Scottish March”/ “A Tribute to Larry Reynolds”/ “The Tattie Ball”), mentre il songster blues Eric Bibb arrangia e nobilita da par suo il classico spiritual “My Lord What a Morning”, accompagnato solo dalla chitarra e dal low whistle. Infine, il trittico finale ci riporta in Irlanda: “Within a Mile” (“The Chestnut Tree”/ “Willie’s Fling No 2”/ “Within a Mile of Dublin”/ “Cnocán An Teampaill”) è il brillante congedo dei Lúnasa. “Cas” è un disco che farà la gioia non solo dei cultori dell’Irish trad. www.lunasa.ie 


Ciro De Rosa  
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