YoSoNu – Happy Loser (CNI, 2017)

A distanza di un anno dalla pubblicazione dell’eclettico GiùBOX, l’architetto e percussionista calabrese Giuseppe Costa alias YoSoNu torna con “Happy Loser”, nuovo disco nel quale ha raccolto nove composizioni autografe che, nel loro insieme, compongono un concept sul tema della sconfitta, passando dalla sua accettazione fino al diventarne consapevoli. Se nel precedente l’utilizzo della junk-music rimandava anche alla necessità di riscoprire valori come il riuso e il riciclo dei materiali, questo nuovo progetto discografico presenta una concezione musicale differente e certamente più sperimentale con le sonorità che si sono fatte più dure, oscure e quasi apocalittiche. In questo senso, significativo è l’utilizzo massiccio dell’elettronica nella ricerca del suono negli oggetti come nel corpo e nella voce, dando vita a composizioni dal tratto ora sintetico, ora psichedelico, ora ancora industrial. Aperto da “Ninnanana”, registrata all’interno di un oleificio suonando dei silos i metallo e sfruttando il riverbero del suono nello spazio, il disco entra nel vivo con “Hans Reason” realizzata utilizzando i pattern sonori della risonanza magnetica, body percussion e voce. Si prosegue prima con le sonorità post industriali di “1988” nella quale l’elettronica della thunderdrum si interseca con le voci e poi con “Spira” in cui spicca la partecipazione di Paolo Tofani degli Area, già al fianco di YoSoNu nel progetto “Battiti Alti”. Overtone singing, un grande bidone di plastica e una barra in metallo sono i pilastri dell’architettura sonora di “Respira”, mentre “Happy” ci regala un gustoso solo di bodypercussion, voce e beatbox. Le sonorità siderali di “Ere Nere” ci conducono verso il finale dove a spiccare sono “Dr. One at 6:30 AM in cui brilla il flauto di John Egan degli Ozric Tentacles e dei Dream Machine, e l’introspettiva “Loser”, che si dipana attraverso sette minuti di suggestioni sonore estreme ed affascinanti allo stesso tempo. Il disco, però, non finisce perché l’autore ci consiglia di ascoltarlo di nuovo partendo dal fondo, per coglierne sfumature differenti nel susseguirsi delle varie tracce. Sempre all’ascoltatore è affidata la scelta dell’artwork del disco con il booklet che propone tre copertine e un miniposter. Insomma, “Happy Loser” è un album sorprendente e siamo certi che non mancherà di colpire gli ascoltatori più attenti. 


Salvatore Esposito
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