Tre Martelli, Teatro Ambra, Alessandria, 04 Novembre 2017


La storica formazione folk piemontese dei Tre Martelli quest’anno compie quarant’anni di carriera, ed ha deciso di festeggiare un anniversario così importante con una grande festa. Una festa che è iniziata in realtà già con l’uscita del nuovo disco, “40 gir”, con cui i Tre Martelli hanno ripercorso i 40 giri intorno al sole compiuti da quel primo concerto del 1977 ad oggi, e si è conclusa con questo concerto evento, che ha visto la band accompagnata sul palco per l’occasione da numerosi ospiti, compresa la riunione di molti ex componenti della formazione alessandrina. Ed è proprio con il brano che intitola il disco che si apre il concerto, con la sala ed il palco al buio, mentre sullo schermo scorrono le immagini dei momenti più belli di questa carriera lunghissima. Lo spettacolo vero e proprio inizia con la rievocazione di un fatto storico: la voce fuori campo di Betti Zambruno ci porta nel 1391, con il racconto di una battaglia (citata anche dall’Ariosto nell’Orlando Furioso) che vide gli
alessandrini sconfiggere i francesi. A fine racconto, a luci ancora spente, tamburi e cornamuse entrano suonando dal fondo della sala passando in mezzo al pubblico e raggiungono il palco, per eseguire il brano che racconta proprio questa epica battaglia, “Ra vitòria d’San Jacu”, musicato dai Tre Martelli riprendendo una businà dell’ottocento. Da qui partono due ora e mezza di concerto, un lungo racconto in musica che non è solo la storia della band alessandrina, ma anche la storia di questa terra, delle radici e della cultura di questo angolo di Piemonte. Guidata da Enzo G. Conti (fisarmonica), che tira le fila dello spettacolo introducendo brani e ospiti, la band (Renzo Ceroni chitarra e bassetto, Paolo Dall'Ara cornamuse e flauti, Matteo Dorigo ghironda, Andrea Sibilio violino, e le tre voci di Elisabetta Gagliardi, Vincenzo "Chacho" Marchelli e Betti Zambruno) propone uno spettacolo equilibrato, alternando tutte le diverse influenze presenti nelle loro radici folk (polca, mazurca, 
monferrina, scottish, valzer, ballate), tra brani strumentali e brani cantati, dando modo a tutti i musicisti di dare prova della loro abilità, ed alle tre voci di mostrare al meglio le loro doti come sia come cantanti solisti che per il perfetto amalgama vocale quando si tratta di cantare insieme. Molto spazio viene anche lasciato agli ospiti, che si susseguono quasi ad ogni canzone: dal sempre bravissimo Fabio Rinaudo, che oltre alla cornamusa si esibisce anche alla uillean pipe in “O mamma maridem”i, ai piacentini Müsetta in “Polca di Ernesto”, da Silvio Peron alla fisarmonica in La polajera a Valla e Scurati nell’”Alessandrina delle quattro province”, all’ex Simone Boglia ai flauti in “Carlin pasà da là”, senza dimenticare gli altri “ex martelli” Fernando Raimondo, Claudio Gigli, e Lorenzo "Lampo" Boioli che intervengono più volte durante la serata. Non mancano un cavallo di battaglia come “Galantone”, un canto raccolto in provincia di Alessandria dal ricercatore Franco Castelli, e il ricordo del poeta dialettale Giovanni 
Rapetti, con “Er paiz dl’emigrant”. Simone Boglia e Matteo Burrone tornano in scena per una bellissima “Il fernet”, e da qui in avanti gli ospiti iniziano ad aumentare, avvicinandosi al gran finale con la strepitosa versione di “Se la vedessi” (con diciotto musicisti sul palco) ed il bis “Guarda la luna”, che chiude la serata con una vera festa di suoni, musiche, sorrisi e allegria. Una storia bellissima, che valeva davvero la pena festeggiare con un concerto come questo, suggellato dai saluti del maestro Gianni Coscia (con cui i Tre Martelli avevano collaborato per un intero disco, “Ansema”), che si dichiara contento per una volta di essere non sul palco ma tra il pubblico, un pubblico che ha dimostrato un affetto ed una stima grandiosa per la band alessandrina. Appuntamento tra dieci anni per il cinquantesimo anniversario, unendoci all’augurio di Gianni Coscia: lunga vita ai Tre Martelli.


Giorgio Zito
Foto e Video di Giorgio Zito
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