Richard Thompson – Acoustic Classics II (Beeswing/Proper, 2017)

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Quando nel luglio del 2014, Richard Thompson diede alle stampe “Acoustic Classics” nel quale rileggeva per soli voce e chitarra acustica una selezione di brani del suo immenso songbook, fu chiaro che questo progetto nasceva non solo dall’esigenza di ritornare alle versioni embrionali delle sue composizioni, ma anche per cristallizzare in studio il lavoro di cinquant’anni di esibizioni dal vivo nelle quali erano stati affinati gli arrangiamenti. Il chitarrista di Notting Hill Gate aveva pescato ovviamente nei classici del suo repertorio solista da “I Want To See The Bright Lights” a “Wall The Death”, da “Walking On A Wire” a “Shoot Out The Lights”, e questo aveva rappresentato un po’ il limite di quel disco, in quanto l’atmosfera in generale sembrava essere da “pilota automatico”, per quanto il risultato finale fosse di altissimo livello. A tre anni di distanza, Richard Thompson torna sul luogo del delitto con “Acoustic Classics II”, disco nel quale ha raccolto quattrodici brani che rappresentano un ulteriore viaggio nel tempo attraverso il suo repertorio per giungere ai gloriosi giorni dei Fairport Convention. Aperto da quel gioiello che è “She Twists The Knife Again” tratta da “Across A Crowded Room” del 1985 nelle cui trame si nasconde la fine della sua relazione con Linda, il disco ci regala un’altra perla con “The Ghost Of You Walks” da “You? Me? Us?” doppio album del 1996 ma è con “Genesis Hall” dei Fairport Convention che si tocca il vero vertice interpretativo ed esecutivo. Se “Jet Plane In A Rocking Chair” da “Poor Down Like Silver” del 1975 si lascia apprezzare per il suo fascino immutato, “A Heart Needs A Home” è una delle ballate più intense e struggenti del repertorio con Linda. Sebbene non molto nota “Pharaoh” tratta da “Amnesia” del 1988 acquista ancora più fascino nella versione acustica, così come del trattamento per voce e due chitarre ne giova particolarmente “Gethsemane” da “The Old Kit Bag” del 2003. L’amara riflessione di “Devonside” da “Hand Of Kindness” ci introduce ad un altro classico dei Fairport Convention, ovvero “Meet On The Ledge” che Thompson scrisse a diciannove anni e che in questa versione matura non perde un minimo del suo fascino. “Keep Your Distance” da “Rumor And Sigh” e “Bathsheba Smiles” da “Mock Tudor” ci conducono a “Crazy Man Michael” ancora dal repertorio dei Fairport Convention, per l’occasione impreziosita da un fingerpicking elegantissimo. In chiusura arrivano il brano più recente “Guns Are The Tongues” da “Sweet Warrior” del 2007 e “Why Must I Plead” ancora da “Rumor And Singh” che suggellano un disco di rara bellezza ed intensità che rappresenta il vertice artistico di Richard Thompson come chitarrista. Assolutamente consigliato!


Salvatore Esposito
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