Festival Colours of Ostrava, Repubblica Ceca, 19-22 Luglio 2017

Invece, Norah Jones ha messo da parte il suo repertorio jazz pescando dal suo album country e favorendo i gusti di un pubblico eterogeneo in un’ambientazione poco consona ai suoni levigati. Sempre sul fronte del consenso indie, stracolmo il set della timida Birdy, al piano e alla chitarra, che ha ammaliato con la sua voce gentile e sognante. Non ci esprimiamo sul successo del funk-pop dei Jamiroquai (che non abbiamo visto), ma possiamo dire che gli Afro Celts Sound System, sempre il sabato sera, nonostante i problemi dovuti ai ritardi dei voli di alcuni di loro, hanno infuocato il palco con un set trascinante, dal peso più irish che afro, in un’atmosfera da rave – parole di Simon Emmerson – prima che un nubifragio si abbattesse sul festival. Sempre sul fronte celtico, il giorno precedente, gli scozzesi Blazin’ Fiddles hanno mostrato mestiere e tecnica, facendo scintille nel loro incrociare archetti a ritmo di danza. Diversamente, in atmosfere più raccolte, i Bauls of Bengal, in concerto e in un affollato workshop, si sono prodigati nel far conoscere la loro arte poetica di mistici storyteller e i loro attrezzi del suono. Si è detto dei tanti incontri che hanno animato l’area Melting Pot; 
tra questi, quello con il folk singer inglese Sam Lee ha documentato il mondo dei Travellers britannici in un dibattito pomeridiano che ha messo a confronto la loro esperienza con lo status dei rom in Slovacchia. In seguito, Lee è stato protagonista di un magnifico set acustico culminato in un toccante ‘encore’ eseguito in mezzo al pubblico. Tra i gruppi che hanno suonato all’Arcelormittal stage (il colosso industriale mondiale operante nel settore dell’acciaio ha un impianto a Ostrava ed è tra gli sponsor della manifestazione) spiccano i londinesi Melt Yourself Down: solari e potenti, infilano nel loro calderone sonoro sincopi funky-jazz, dosi di afro-beat, schegge punjabi e colpi di elettronica, dando vita a una fisicità musicale alla quale il vostro corpo deve per forza rispondere; uno dei migliori set di Colours 2017. Sempre in tema di commistioni, incita alla danza anche il mélange nomade dei Speed caravan, un misto tra rock hendrixiano, chaâbi ed elettronica, che punta diritto al cuore, mentre la band arabo-ebraica di Dudu Tassa, molto attesa, non delude, ma qualche patimento, in termini di suono d’insieme e di originalità, lo ha pagato; 
non ha la stoffa di un Rachid Taha, cui sembra guardare con il suo stile iraqui’n’roll. Belle le sensazioni lasciate dall’interazione tra fraseggio vigoroso del sax ed elettronica del tenorista Donny McCaslin, che ha prestato la sua voce strumentale nell’ultimo album di David Bowie, con Jason Lindner alle tastiere ed elettronica, Jonathan Maron al basso e Nate Wood alla batteria. Il quartetto ha suonato sul palco allestito sotto l’altoforno noto ormai come “Bolt Tower” (la torre panoramica su cui si sale con un ascensore). Tra le cose più inusitate viste nello stesso luogo, il progetto proposto da William Close and the Earth Harp (un’arpa con corde lunghissime che partendo dal palco si tendevano oltre le teste del pubblico), che ha interagito con il Bohemian Cristal Instrument di Lenka Morávková: suggestioni più per l’idea progettuale che per la musica vera e propria, proposta in compagnia di una vocalist non all’altezza e una band che spesso sfocia nel sound da tappezzeria. Penalizzato dall’impianto fonico, invece, il set molto atteso degli Xixa, spersi tra cumbia e riff desertico-psichedelici, mentre un fascinoso concerto lo ha offerto il duo Xylouris (laouto cretese) e Jim White (batteria). 
Qui i profili melodici sono costruiti dalla voce greca di Xylouris, che si accompagna al liuto isolano, mentre le invenzioni ritmiche del drumming ispirato dell’australiano fanno il resto (da non perdere il loro “Black Peak”, 2016). Da segnalare anche il songwriting eclettico di King Creosote e la voce soulful di Michael Kiwanuka. Ci spostiamo di nuovo nel bell’auditorium denominato Vítkovice Gong Stage, che ha accolto due dei concerti più intensi del festival per combinazione timbrica e sostanza artistica: entrambi hanno sollecitato una forte disposizione all’ascolto da parte del numeroso pubblico convenuto. Il trio di Leyla McCalla (voce, violoncello, banjo) con suo marito Daniel Tremblay (chitarra) e Free Feral (violino) ha proposto il repertorio del suo ultimo lavoro, “A day for the hunter, a day for the prey”, e dal suo disco di debutto, in parte dedicato al poeta afro-americano Langston Hughes. La musica dell’artista di New Orleans intreccia folk del bayou, retaggio haitiano-creolo, blues e classicismo, facendo convergere idiomi musicali antichi su temi sociali della contemporaneità. Certo quando parla di migranti, di frontiere e di muri non trova l’applauso che probabilmente avrebbe avuto dal pubblico italiano (ma qui siamo in un paese della cerchia di Visegrad). “Paseo a dos” è il progetto che mette insieme due musicisti fenomenali quali il pianista sivigliano David Peña Dorantes e il contrabbassista francese Renaud-Garcia Fons: una simbiosi di talento debordante e di passione, una creazione di coppia, che passa senza soluzione di continuità dal flamenco al jazz. Dorantes reinventa le forme del flamenco sui tasti bianchi e neri e agendo direttamente sulle corde, Garcia-Fons, dallo stile inimitabile, si esprime con l’archetto, pizzicando o percuotendo il suo strumento. Una prestazione che non è la summa di virtuosismo e della classe del singolo, ma è sostanza sonora alla quale il pubblico tributa una lunga ovazione (la coppia ha suonato da mezzanotte all’una in conclusione del secondo giorno del festival). Per concludere, la chiave del successo di questo festival è proprio far convenire gli amanti della musica in uno stesso luogo, dove ciascuno troverà il proprio beat o scoprirà nuove vibrazioni. “Colours of Ostrava” si conferma un palcoscenico di primo livello, allestito con intelligenza e dovizia: assolutamente da mettere in agenda per il vostro luglio 2018 musicale. Colours calling! 


Ciro De Rosa 
Con la collaborazione di Thorsten Bednarz

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