Sara Jane Morris/Antonio Forcione – Compared To What (Fallen Angel/Antastic, 2016)

“Eravamo entrambi in anticipo in studio di registrazione e così siamo andati al bar. Cappuccino per me che sono inglese, tè per lui che è italiano. Era il momento in cui io stavo lavorando a “Bloody Rain”, dedicato alla musica africana, e Antonio invece a “Sketches of Africa”. E' stata l'Africa a farci incontrare. Da lì, il passo per capire se riuscivamo a fare qualcosa insieme è stato breve. Metà dell'album lo abbiamo scritto in una giornata. E' stato tutto molto semplice e naturale”, così la cantante inglese Sarah Jane Morris racconta a l’ANSA l’incontro con il chitarrista italiano Antonio Forcione, da oltre trent’anni di base a Londra. Pur avendo spesso incrociato per motivi diversi i loro rispettivi percorsi artistici, non avevano mai avuto modo di collaborare direttamente, ma scoprire nell’Africa un territorio di ricerca comune, ha fatto scattare la scintilla. Pian piano ha preso vita “Compared To What”, disco che sin dal titolo evoca la sua natura sfuggente ed originale, proponendo un intreccio raffinatissimo di pop, rock e jazz, il tutto impreziosito da arrangiamenti in larga parte acustici in cui spicca il dialogo tra la sei corde di Forcione e la voce intensa della Morris. “E' difficile definire questo disco. E' nostro. Rappresenta Sarah e Antonio. Non è solo jazz, non è solo blues, non è solo pop. E' come se fosse la summa di tutte le nostre esperienze musicali”, afferma la cantante inglese e a farle eco è il chitarrista italiano che sottolinea come il titolo sia una sorta di dichiarazione di intenti: “Non è una domanda, non cerchiamo confronti. E' il nostro modo di affermare che noi siamo noi. Sono gli altri che hanno bisogno di incasellarci, anche se è difficile metterci in una categoria”. Composto da dodici brani, otto originali e quattro riletture, il disco vede Saraha Jane Morris e Antonio Forcione affiancati da Henry Thomas (basso acustico) e Martyn Barker (percussioni). Aperto dalla superba versione di “Awestruck” dal songbook di Tom Waits, il disco svela la sua natura riflessiva con l’inedita “Comfort Zone”, dedicata alla violenza sulle donne, per aprirsi alla bella rilettura di “Message in a Bottle” dei Police, qui interpretata magistralmente dalla Morris. Se “The Sea” è dedicata alla tragedia dei migranti che solcano il Mar Mediterraneo alla ricerca di un futuro migliore, la successiva “All I Want Is You” è un brano ironico e leggero che spezza per un attimo la tensione, prima di tornare alle atmosfere introspettive con “I Bare My Soul” nella quale protagonista è il futuro con le sue incertezze. Il violoncello di Jenny Adejayan impreziosisce l’elegante “Northern Light” ma uno dei vertici del disco arriva con “Superstition” di Stevie Wonder che Sarah Jane Morris rende in maniera efficacissima, supportata magistralmente dal groove chitarristico di Forcione. Le gustose “I’ll See You There”, “Moving Forward My Friend” e la title-track ci conducono verso il finale in cui brilla l’intensa resa di “Blowin’ In The Wind” che suggella un lavoro prezioso, frutto dell’incontro tra due artisti straordinari. 


Salvatore Esposito
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