Eurasia – ilmondoarovescio (Banksville Records, 2017)

In occasione del nuovo numero di Blogfoolk riserviamo la nostra sezione contemporanea a “ilmondoarovescio”, progetto dalle inclinazioni “ Prog rock”, firmato dagli italiani Eurasia. Giunti nel 2017 è sempre più chiaro di quanto questo termine abbia ormai significati e confini sempre più labili e ramificati, tutt’altro che rigidamente connotanti... La curiosa amalgama di istinti rock, inedita forma canzone e sonorità fusion di Eurasia non può che richiamare alla mente la tipica libertà creativa di un tempo. In questo caso, siamo però lontani da nostalgiche clonazioni dagli aromi esterofili, “ilmondoarovescio” è qualcosa di diverso, pur rievocando quello spirito, lo fa con competenza e personalità del tutto Italiane. Eurasia naturalmente non è solo il curioso nome di questo ensemble piemontese, ma anche una zona geografica, un vasto spazio idealmente tra Lisbona e Tokyo, sede di culture tra loro diversissime che divengono qui immenso background dell’intero progetto. “Ilmondoarovescio” è quindi incontro tra mondi e suoni differenti apparentemente inconciliabili che comunicano con singolare continuità. I dieci brani dell’album dominati da interplay tra chitarre, tastiere e vigorose sezioni ritmiche (“Fatti i fatti tuoi”) spaziano dai rimandi canterburyani: vedi l’apertura di“Un mondo a rovescio”, oppure i caratteristici vocalizzi de “Il fantasma del tiranno”, all’omaggio agli amati Area (“Bispensiero”), con la parte spoken di Moreno Delsignore e l’eccellente tromba di Alberto Mandarini, sino alle curiose aperture orchestrali della conclusiva “Sorano Tamoto”. I testi in italiano si allineano alle scelte tematiche tipiche del Prog affrontando temi disparati, si passa dal desiderio di evasione di: “Un mondo a rovescio, all’incomunicabilità de “Il segreto nascosto” sino alle ombre dittatoriali de “Il fantasma del tiranno”. Nel complesso, “ilmondoarovescio” è un lavoro di sicuro interesse, da apprezzare per l’ottimo affiatamento dei musicisti. In particolare risalto le parti vocali in italiano affidate a Moreno Delsignore che rivestono un ruolo piuttosto significativo nell’intero album. 


Marco Calloni
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