Talisk – Abyss (Talisk Records, 2016)

Si è fatto un gran parlare di questo trio strumentale scozzese, vincitore nel 2015 del BBC Young Award, premio che ha visto trionfare quest'anno il leader Mohsen Amini come Miglior Strumentista dell'Anno. Il giovane suonatore di concertina è un fuoriclasse: virtuosismo, inventiva, classe e gusto per l'imprevedibile ne fanno davvero uno dei migliori musicisti che la sempre effervescente scena scozzese abbia fatto emergere negli ultimi anni. Il disco, che segue l' esordio “Pinnacle 67”, è suonato benissimo, ed emana per tutta la sua durata una sensazione di freschezza; niente di particolarmente nuovo, né dal punto di vista della line-up (concertina, violino e chitarra) nè dal punto di vista del repertorio, in buona parte tradizionale, in parte mutuato da composizioni di altri celebri strumentisti come il piper dei Calico Diarmaid Mohynian, il suonatore irlandese di concertina Niall Vallely, il violinista scozzese John Martin e l'organettista Andy Cutting. Eppure la compiutezza del cd e la personalità nell'esecuzione sono decisamente rilevanti, soprattutto in un panorama, quello delle musiche di area “celtica” dove la produzione è annualmente eccellente sia dal punto di vista numerico che qualitativo. Un plauso anche agli altri due membri, la violinista Hailey Keenan e il chitarrista Craig Irving, motore ritmico del gruppo, raggiunti da un manipolo di ospiti fra cui spiccano il piper Ryan Murphy e il percussionista Adam Brown, ambedue membri dell'altra band in cui milita Mohsen Amini, gli Imar, freschi, anche loro, di un bel disco, anch'esso interamente strumentale. Fra le tracce spiccano la suite iniziale “Into the Light”, in cui spicca l'interazione fra la concertina di Amini e le pipes di Murphy, e le tracce centrali “The Hills” e “Echo”, il numero più intrigante dell'intero album, omaggio al violinista Angus Grant degli Shooglenifty, recentemente scomparso: il brano è una bella rielaborazione del suo “Aye Right”, e il cui crescendo ricorda le migliori cose dei Lau. Bellissima “Waterfall”, con un tema di Andy Cutting tratto dal suo disco solista. Chiude il disco una bella versione di “The Millhouse”, un reel che porta la firma di John Martin, violinista di Tannahill Weavers e Ossian, e che mostra mostra anche l'abilità della violinista. Giunge in queste ore la notizia che saranno i Talisk a rappresentare l'universo scoto-irlandese al prossimo Womex di Katowice. Un premio alla freschezza e alla personalità di questo giovane trio. 


Gianluca Dessì
Posta un commento