Susanna Venturi, I cantarê. I Canterini romagnoli di Russi dagli anni Trenta a oggi, Nota 2016, pp.224, Euro 20,00 Libro con Cd

Giornalista e docente di Storia della Musica e Musicologia presso l’Università della Basilicata, Susanna Venturi si occupa da lungo tempo di musica colta e di tradizione orale, ed in particolare le sue ricerche si sono concentrate sull’Emila Romagna con diverse pubblicazioni monografiche, alle quali si è aggiunto di recente il prezioso libro con cd “I cantarê. I Canterini romagnoli di Russi dagli anni Trenta a oggi”, edito da Nota, e dedicato alla storia di questo gruppo composto da cantori e cantrici, fondato nel 1936 da Francesco Balilla Pratella, direttore del Liceo Musicale di Ravenna, esponente del movimento futurista, nonché compositore ed etnografo. Composto da dodici capitoli, il volume offre una dettagliata e minuziosa ricostruzione della storia dei Canterini, offrendoci non solo un prezioso ed originale documento, ma anche l’occasione di scoprire una delle più singolari esperienze artistiche italiane che ha visto protagoniste diverse generazioni, si è confrontata con stili, influenze ed esperienze, diventando depositaria di uno straordinario repertorio di canti. La vicenda artistica del gruppo è, come si legge nella quarta di copertina, “è esemplare territorio di confronto per alcune delle tematiche che hanno attraversato il dibattito intorno alla musica e alla cultura popolare dell’ultimo secolo: dalla tradizione orale alla sua rappresentazione folklorica, dalla cultura urbana a quella contadina, dal “popolare” alla sua rielaborazione colta, dall’istituzionalizzazione fascista del folklore alla sua fruizione dal dopoguerra ad oggi”. Attraverso uno studio rigoroso e una documentazione accuratissima, la Venturi segue la storia dei Canterini dal debutto con il nome di Camerata di Russi negli anni che precedono la Seconda Guerra Mondiale, alle esibizioni durante le fiere e le sagre, fino a giungere ai successi tra il 1938 e 1939 con le esibizioni radiofoniche e l’affermazione nell’ambito dell’Opera Nazionale Dopolavoro. Con dovizia di particolari è analizzato anche il periodo del dopoguerra con l’entrata in gioco del ballo, ad ampliare il loro repertorio e la loro fama che pian piano cresce fino a condurli ad esibirsi all’estero tra Francia, Spagna, Russia e Israele. Nell’arco di una storia così lunga non sono mancati i momenti difficili, tuttavia sempre superati grazie all’opera di direttori come Domenico Babini, Francesco Pezzi, Padre Cini e Domenico Silvestroni. Ad impreziosire il volume sono un ricco apparato iconografico, le trascrizioni dei testi con gli estratti originali delle partiture, e uno splendido disco antologico con ventidue brani. 


Salvatore Esposito
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