Na Mooneys – Na Mooneys (Autoprodotto, 2016)

Sono affari di famiglia o piuttosto di una dinastia! Parliamo dei Mooney di Gaoth Dobhair (Gweedore), Donegal nord-occidentale, area Gaeltacht, ossia di lingua irlandese, uno dei luoghi di Irlanda più ricchi di cultura musicale. Non ci si crede, ma questo è il primo disco, eponimo, che riunisce in quartetto le sorelle Mairéad Ní Mhaonaigh, leader degli Altan (voce e violino), e Anna Ní Mhaonaigh, già nel gruppo Macalla (voce e whistle), il fratello Gearóid Ó Maonaigh (chitarra) e suo figlio Ciarán (violino e violino baritono). Con la collaborazione di Nia Byrne, figlia di Mairéad (violino e voce) e Caitlin Nic Gabhan, moglie di Ciarán (concertina, podiritmia e danza). In più, c’è Manus Lunny (bouzouki, tastiere, co-produzione e fonico), l’amico di lunga data, nonché apprezzato artista e titolare di un rinomato studio di registrazione nella stessa area. Per costruire questo lavoro i Mooney sono andati a cercare le più antiche melodie nel repertorio di papà Proinnsias, o Francie in inglese, grande campione e didatta della fiddle music e della cultura orale della contea, scomparso nel 2006, che è ritratto nella copertina del CD in una session familiare con i figli e suona e in più commenta nell’extra track (“Green Grow the Rushes”/ “The Queen of May” / “The Queen’s Wedding”), che chiude questo notevole album. Ancora, ci sono temi composti da Ciarán e Mairéad. Ricordiamo che, con il folk revival degli anni ‘&0 e ’70, questo pezzo di Donegal diventò una Mecca per la musica tradizionale irlandese, con giovani musicisti che arrivano dai centri urbani dell’isola a immergersi in quei luoghi e a frequentare i leggendari depositari come Proinnsias (uno fra tutti il flautista di Belfast Frankie Kennedy, co-fondatore degli Altan con Mairéad, suo sposo, scomparso purtroppo nel 1994: a lui e al papà è dedicato questo disco). “Na Mooneys” mette sotto i riflettori strumentisti d‘immensa levatura, ma il suo valore aggiunto è dato proprio dal fatto di essere parte di un gruppo famigliare di lunga tradizione musicale, per il quale la musica è stata parte integrante della vita quotidiana. L’album racchiude una superlativa session di quindici brani articolata in dieci medley di danze (reel, highland, jig, mazurche, marce), una slow air e quattro canzoni: un distillato di maestria. Si parte alla grande con il set di reel “Johnny Doherty’s /Frankie Kennedy’s/ The Limerick Lasses”, interpretato dal quartetto, per proseguire in modo superbo, toccando vertici con i jig di "Biddy from Sligo / Bean ag Baint Doileasc / Mug of Brown Ale", i due set di highland, il primo, “All the Way to Galway” / “Moneymusk", con il quartetto al completo (due violini, whistle e chitarra ), il secondo intitolato "Coilleach Rua na Mire / Dulamán na Binne Buí", suonato in coppia da Mairéad e Ciarán, rispettivamente al violino e al violino baritono. Tra le canzoni spiccano la corale “Dónal na Gealaì” e l’evocativa “A Óganaigh Óig”, un testo del padre Francie senza musica, musicato da Mairéad, Anna, Ciarán e Lunny. Oltre che nei digital store, il disco si può acquistare tramite https://namooneys.bandcamp.com o la loro pagina facebook. 


Ciro De Rosa
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