Il Passagallo – Bagagli a mano (Autoprodotto, 2016)

Il CD raccoglie lo spettacolo che il gruppo del teramano, guidato dall’etnomusicologo Carlo Di Silvestre, porta in giro per cantare e narrare storie e canzoni dell’emigrazione abruzzese tra XIX e XX secolo, anche a beneficio degli smemorati italici che blaterano di muri e di rimpatri. «Un CD per dare voce alla memoria e per dare memoria al presente, per un futuro che accolga tutte le rotte», scrivono i musicisti nella presentazione. Nei suoi vent’anni di esperienza artistica, Il Passagallo si è sempre contraddistinto per una riproposta della musica tradizionale accurata quanto eterogena con cui ha valorizzato strumenti e repertori di un territorio cerniera come questo lembo d’Abruzzo, nel quale si ritrovano modi e stili continentali e mediterranei. Ne Il Passagallo c’è l’attenzione per i timbri, per le prassi esecutive, per i materiali, che vanno dalle ballate ai canti religiosi, dalle danze ai canti processionali, dai canti lirico-satirici alle filastrocche, dalle ninna-nanne alle serenate. Alla produzione concertistica, si affiancano il meticoloso e caparbio lavoro di studio di Carlo Di Silvestre (iniziato nel 1984, che ha prodotto un enorme archivio audio-visivo e un numero notevole di pubblicazioni di materiali raccolti sul campo) e la fitta attività seminariale e di laboratori. Il quinto lavoro, “Bagagli a mano”, è un concept album che porta come sottotitolo “canzoni e racconti dell’emigrazione italiana” ed è stato realizzato con il contributo della Regione Abruzzo. Il disco segue il filo rosso della migrazione degli italiani oltre confine, soprattutto oltreoceano. Al suo interno si snodano musiche e canti, frammenti di lettere e diari della speranza, cronache e letteratura. In formazione di settetto(canto, flauto, chitarra, fisarmonica, violino, contrabbasso, tamburi a cornice e percussioni) con in più una voce narrante (Antonella Ciaccia), nei sessantasette minuti del disco, il gruppo con il linguaggio del teatro civile e della musica, propone canti di emigrazione molto noti, riletti con arrangiamenti riusciti (“Trenta giorni di nave a vapore” e “Mamma mia dammi cento lire”, “Maritëmë ha jitë all’America e non mi scrive”) e tradizionali abruzzesi altrettanto celebri (il lamento “Scura majë” e il canto distacco di ’“Addijë addijë amore”), Poi ci sono “Passagalli” e “Tarantella del Cerrano”, danze in stile composte da Di Silvestre, che firma anche “All’America all’America”, tema su testo tradizionale, c’è la storia di cronaca di “Adelina e Alfredo”, il cui tema ammonitore, in contesto migratorio, è il tradimento dell’uomo e la vendetta della donna commessa per conservare l’onore. Si tratta di un altro brano tradizionale, raccolto sul campo in forma monodica e polivocale da Di Silvestre, che qui assuma le fattezze ritmiche di un tango. Menzione d’onore per la splendida serenata “Co’ l’occhi bassi”, in cui si mette in mostra la vocalità limpida di Graziella Guardiani. www.ilpassagallo.com.


Ciro De Rosa
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