Orkesta Mendoza – ¡Vamos A Guarachar! (Glitterbeat Records, 2016)

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Tuxon è la città simbolo della frontiera Tex-Mex e delle sue peculiari contaminazioni culturali. E’ lì che nel 2009, quasi per caso, prende vita l’Orkestra Mendoza, allorché Sergio Mendoza, storico produttore e collaboratore dei Calexico, radunò intorno a sé alcuni dei migliori musicisti della scena cittadina, per realizzare un tributo a Perez Prado. Insomma, quell’esperienza che sarebbe dovuta essere estemporanea è stata invece la base di partenza per un progetto a più ampio respiro che con il recente “¡Vamos A Guarachar!”, giunge al terzo album. A caratterizzare l’approccio musicale dell’Orkestra Mendoza è una travolgente quanto originale commistione sonora tra mambo, cumbia, rumba, merengue e ritmi caraibici, il tutto condito dall’energia del punk e del rock. Tradizione ed innovazione si fondono, così, in un sound frizzante che colora brani tradizionali e composizioni originali componendo un affresco sonoro dell’immaginario della frontiera tra States e Messico. Complici di questa nuova avventura dell’Orkestra sono Joey Burns e John Convertino dei Calexico, ma anche Gabriel Sullivan dei sorprendenti Xixa che quest’anno ci hanno regalato l’ottimo “Bloodline”. Aperto dai ritmi in levare di “Cumbia Volcadora” nella quale colpisce il dialogo tra il synt di Camilo Lara, le trombe e le marimbe, il disco entra nel vivo con “Redoble” e la maliconica “Mysterio” nella quale spicca la voce del grande Salvador Durante, per regalarci momenti di puro godimento con le intersezioni psichedeliche “Mapache” e “Cumbia Amore De Lejos” ancora con protagonista alla voce di Durante. Se la trascinante “Caramelos” strizza l’occhio al surf, le successive “No volvere”, “Contra La Marea” e “Igual Que Ayer” cristallizzano in modo superbo le istanze sonore di Orkestra Mendoza. Completano il disco “Nada te Debo” e “Shadow Of The Mind” con quest’ultima che vede i ritmi mariachi approdare sorprendentemente verso territori hip-hop. Insomma, ““¡Vamos A Guarachar!” è un disco da ascoltare con attenzione, e se avete amato i dischi di Ry Coorder, Calexico e Giant Sand questo vi sorprenderà davvero. 


Salvatore Esposito
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