Mario Poletti - Circolo Elettro Mandolinistico (imusiciandigital, 2016)

Specialista degli strumenti a plettro, compositore e didatta, Mario Poletti è noto al grande pubblico per essere da oltre un decennio componente dei piemontesi Lou Dalfin con i quali ha registrato quattro album e un dvd. In parallelo, il polistrumentista aostano non ha mai smesso di coltivare anche il suo percorso come solista, come dimostrano i quattro album pubblicati a proprio nome, e le collaborazioni con il videomaker Paolo Casalis e lo specialista di grafica Vincenzo Gioanola, nonché la sua attività di autore per colonne sonore. Il suo nuovo album “Circolo Elettro Mandolinistico, giunge a sette anni dalla pubblicazione del precedente “Andando” e raccoglie otto brani strumentali che, come ci racconta lo stesso Mario Poletti, nascono “dal tentativo di reinventare e ricontestualizzare il mandolino in una terra come l’Italia che gli ha dato i natali ma che man mano lo ha rilegato in contesti marginali”. Dividendosi tra mandolino elettrico a 4 e 8 corde, mandolino acustico, bouzouki, banjo tenore, chitarra tenore, chitarra acustica e basso, Mario Poletti ha confezionato un album che sposta più avanti il confine della sua ricerca sonora, mescolando folk e rock con suggestioni ed atmosfere che rimandano ora alla Penguin Cafè Orchestra ora ad Ennio Morricone, ma con le radici ben salde nella tradizione dei circoli mandolinistici, e un piede nella contemporaneità elettrica del blues. Parlando della genesi di questo lavoro, il mandolinista aostano ci racconta: “Ho registrato tutto da solo in casa. Sono composizioni che partono da un’idea melodica che, se mi piace, cerco di sviluppare cercando di immaginarne l’atmosfera e la struttura. Riascoltando i brani, di cui avevo già melodia, armonia e struttura, ho poi sviluppato gli arrangiamenti. In queste nuove composizioni c’è tutta la musica e i musicisti che mi hanno emozionato e che ho ascoltato fin dalla gioventù”. Non manca anche un riferimento ai Lou Dalfin: “C’è sicuramente continuità nell’intenzione, con la reinvezione della tradizione, ma c’è anche diversità in quanto nella mia produzione solista sono differenti sia il ruolo del mio strumento sia le scelte musicali che faccio”. L’ascolto svela un lavoro di grande spessore, nel quale la ricerca melodica va di pari passo a quella prettamente compositiva come emerge nell’iniziale “Tracce” che si dipana attraverso un semplice refrain che si fa via via sempre più ricco, o nelle sperimentazioni elettriche della title-track e di “Brughiere” e raggiunge il suo vertice nella cinematografica “Il babi” nella quale brilla tutta la vivacità compositiva di Poletti. Il disco, però, riserva altre sorprese come nel caso della solare “Saltellando” o della intricata “Crociccio” che fanno da preludio alle conclusive “Pascoli” e “Alba nella valle” nelle quali la scrittura si fa ancor più intensa ed evocativa. “Circolo Elettro Mandolinistico” avrà un seguito anche dal vivo come ci riferisce lo stesso Poletti: “In contemporanea all’uscita del disco è nato anche un quartetto con due mandolini elettrici, chitarra e basso con il quale eseguiremo i brani del disco con nuovi arrangiamenti, e cover di brani rock, blues, funky e pop”. Il disco, per ora, è disponibile solo in digitale in streaming e nei principali store online “per consentire una distribuzione più capillare” come ci confida lo stesso musicista aostano, mentre in formato fisico “vedrà la luce in autunno confidando anche nell’attività live del quartetto con cui faremo le presentazioni, il tutto mentre prosegue il tour con il Lou Dalfin, così come la mia attvità per la Jazz School di Torino, dove insegno, e per la quale sto preparando un video promozionale”. “Circolo Elettro Mandolinistico” è un disco gustoso e ricco di belle intuizioni che non mancherà di appassionare gli ascoltatori più attenti, e per quanti avranno la possibilità, consigliamo vivamente i concerti del nuovo quartetto di Mario Poletti che dal vivo promette faville. 


Salvatore Esposito
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