Fiorenza Calogero - Nun tardare sole (iCompany/Black Tarantella, 2016)

Compostezza e sensualità, pudore e sfrontatezza, intensità e leggerezza, sono le cifre che caratterizzano la vocalità di Fiorenza Calogero, cantante e interprete stabiese. Con “Nun tardare sole”, interamente scritto e arrangiato da Enzo Avitabile, Fiorenza raggiunge la pienezza della sua espressività. Nella sua carriera, ricca di illustri collaborazioni, la cantante ha spaziato in generi musicali diversi, dalla musica napoletana – Roberto De Simone l’ha voluta ne “La gatta Cenerentola” e “Li turchi viaggiano” – alla musica jazz. È stata ambasciatrice della musica napoletana negli Stati Uniti nel 2007 al Columbus Day di New York, ha lavorato con John Turturro nell’entusiasmante “Passione” (nella scena delle Lavandaie del Vomero). Con Enzo Avitabile aveva già collaborato nel film biografico “Enzo Avitabile Music Life” del 2011, diretto dal regista premio Oscar Jonathan Demme. “Nun tardare sole” è il quarto CD della Calogero, dopo “Fioreincanto” del 2007, “Fiorenza” del 2009 e “Sotto il vestito… Napoli”, uscito nel 2011, e realizzato con il pianista jazz Lorenzo Hengeller. Nelle dodici tracce, che compongono una raccolta dalle scelte estetiche coerenti fino in fondo, risaltano elementi di grande bellezza. Impossibile non cogliere la ricchezza di sfumature del canto: voce brillante, intensa, ammaliante, sussurrata, sospirata che Fiorenza usa con sapienza e consapevolezza. Arrangiamenti che si rifanno alla musica antica e allo stesso tempo sono contemporanei, sobri ma non scarni, essenziali ma ricchi di sonorità, che danno profondità alla vocalità della cantante. Marcello Vitale alla chitarra battente scandisce ritmicamente ogni istante dell’album, mentre Rodney Prada alla viola da gamba spazia tra sonorità cangianti, da brillanti a scure. Oltre a tutto ciò, la raffinatezza e la musicalità dei testi napoletani di Avitabile sono un ulteriore elemento che va a comporre la compiutezza del lavoro. In dodici tracce misurate e affascinanti, tra le quali dieci originali, più i due classici della musica napoletana: “Lu cardillo” e “Uocchie c’arraggiunate”, si realizza una riscrittura ‘altra’ della canzone napoletana, scevra da stereotipi e oleografie, che riporta alla mente “Napoletana”, con cui Avitabile si aggiudicò la Targa Tenco nel 2009. Di quell’album ritroviamo due brani, “Sango e grano” e “Canto ‘e primmavera”, che rappresentano i vertici del disco della Calogero. Anche in questo CD Fiorenza realizza collaborazioni: con le voci di Pino de Vittorio in “‘A carità”, di Cristina Branco in “Lu cardillo”, della cinese (della Mongolia interna) Urna Chahar-Tugchi in “Uocchie c’arraggiunate”, dello stesso Avitabile in “Sango e grano” e “Tre fronne e tre ciuri”. Si incontrano anche gli strumentali “Megaris”, featuring il chitarrista flamenco Carlos Piñana, e “Angelo et liuto”, con in primo piano Marcello Vitale. Mettere a nudo l'anima sembra essere l’intento, molto ben riuscito, del connubio Avitabile-Calogero e la malinconia, che ha profondamente contrassegnato il già citato “Napoletana” di Avitabile, accompagna pure questo viaggio, sottolineata anche dalla scelta della scala musicale minore. Lavoro notevole, dal profondo lirismo, che merita un ascolto attento per apprezzarne appieno le tante sfumature, “Nun tardare sole” incarna una proposta musicale e culturale di alto profilo. 


Carla Visca 

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