Mare e Miniere 2016. Seminari di Musica, Canto e Danza Popolare, Vecchia Tonnara “Su Pranu” Portoscuso (Ci), 27 Giugno – 2 Luglio 2016

Giunta alla sua nona edizione, “Mare e Miniere” si conferma come un unicum nel panorama dei festival nazionali dedicati alla musica popolare in Italia, e questo non solo per il suo ricchissimo cartellone che si snoda lungo tutto l’anno, toccando i principali centri della Sardegna ed in particolare del Sulcis-Iglesiente, ma anche per la per l’alta qualità della sua proposta culturale con concerti, eventi e produzioni originali, tutti a bassissimo impatto ambientale e tenuti in luoghi particolarmente suggestivi. Nell’arco di poco meno di un decennio, grazie all’importante motore propulsivo ed organizzativo dell’Associazione Elenaleddavox, e alla direzione artistica di Mauro Palmas, questo festival ha visto arricchirsi man mano la sua proposta culturale, grazie anche al sostegno della Fondazione di Sardegna, della Regione Autonoma della Sardegna e dei diversi comuni coinvolti. Negli ultimi anni, particolarmente fortunata è stata anche la scelta di inserire nella programmazione la Serie di Seminari di Musica, Canto e Danza Popolare, diventata un appuntamento irrinunciabile per un numero crescente di musicisti, cultori ed appassionati, a cui è offerta l’opportunità di una settimana di vacanza-studio nel fascinoso Sulcis-Iglesiente, per approfondire i vari aspetti che caratterizzano le pratiche attuali degli strumenti, delle tecniche vocali e coreutiche tradizionali, partendo dall’apprendimento di brani e danze legate al repertorio della musica popolare. 
Proprio in questa settimana di stages, tenutasi quest’anno dal 27 giugno al 2 luglio nella splendida cornice della Vecchia Tonnara “Su Pranu” di Portoscuso (CI), si coglie uno degli elementi di unicità di “Mare e Miniere”. Infatti musicisti esperti e semplici appassionati, hanno avuto modo di vivere da protagonisti la straordinaria esperienza di una vera e propria residenza artistica finalizzata alla realizzazione di produzioni originali e di un concerto finale, una sorta di grande laboratorio musicale assolutamente all’avanguardia dal punto di vista didattico e creativo. Rispetto alle edizioni precedenti, al corpo docente formato da Elena Ledda e Simonetta Soro (canto popolare), Pietro Cernuto (flauti di canne e zampogna), Nando Citarella e Nathalie Leclerc (percussioni e danze popolari), Alessandro Foresti (canto corale) e Giuseppe Molinu (ballo sardo), Simone Bottasso (musica d’insieme), e da Luigi Lai (launeddas), leggenda vivente della musica sarda e depositario del repertorio tradizionale del doppio flauto isolano, si è aggiunta quest’anno l’importante ed autorevole presenza del talentuoso percussionista e cantante italo-francese Carlo Rizzo, a cui è stata affidata la conduzione del corso di percussioni. Da segnalare, inoltre, l’introduzione del corso “Una Miniera di Idee” condotto da Agnese Ermacora e Giorgio Maria Condemi, 
i quali hanno dato vita ad un particolare stage di improvvisazione, scrittura creativa e dialogo sonoro, rivolto ai ragazzi dell'ultimo anno della scuola primaria o del primo anno della scuola secondaria di primo grado, anche con bisogni educativi speciali. Nel corso della settimana trascorsa a Portoscuso (CI) abbiamo avuto modo di toccare con mano tutto l’entusiasmo, l’amore e la passione con la quale docenti ed allievi hanno approcciato le attività didattiche che si sono svolte in due sessioni al mattino e nel pomeriggio. E’ stato semplicemente affascinante fermarsi di classe in classe ad osservare lo svolgimento delle varie lezioni frontali dove abbiamo visto pian piano prendere vita lo spettacolo finale, costruito con cura e dedizione, giorno dopo giorno, con gli allievi sempre attenti e pronti a cogliere i suggerimenti dei docenti. Non è mancato qualche momento speciale come l’incontro con la classe di canto con Totore Chessa, il quale ha illustrato con il suo organetto alcuni aspetti musicali legati al ballo sardo, così come preziosa è stata anche la presenza di Riccardo Tesi il quale ha offerto alcune lezioni seminariali di organetto. Non è mancato anche il ricco cartellone di concerti serali, tenuti nell’ampio spazio all’aperto della Vecchia Tonnara “Su Pranu”, situato a pochi passi dal mare, dove è stato espressamente scelto di non allestire un palco, prediligendo un contatto più diretto ed immediato con il pubblico. 
Ad aprire la serie di appuntamenti serali è stato il 27 giugno, lo spettacolo “Luxìa Contus de fèminas e maìa” in cui Elena Ledda e Simonetta Soro hanno portato in scena in racconti in lingua sarda di Maria Gabriella Ledda sulle straordinarie donne dell’Isola, intense figure figure femminili ritratte con ironia nella vita quotidiana, nella fatica, negli amori e nei dolori. Ne è emerso un affresco affascinante in cui vicende e luoghi hanno letteralmente catturato gli spettatori avvolgendoli in una dimensione familiare, nella quale sono riconoscibili personaggi del passato e del presente, con la loro unica e universale bellezza. Ad accompagnare ed arricchire la trama narrativa sono state le musiche di Mauro Palmas, Silvano Lobina e Marcello Peghin che hanno costruito la cornice sonora perfetta per esaltare la forza evocativa di questi racconti. La serata di martedì 28 giugno si è aperta con il solo di organetto di Totore Chessa il quale ha proposto al folto pubblico presente un affascinante viaggio sonoro attraverso la musica da ballo della tradizione sarda, proponendo una selezione dei brani del suo repertorio tra cui l’applauditissima “Su Ballu Brincu”. A seguire è stata la volta di Accordion Samurai, in versione quartetto per l’assenza del basco Kepa Junkera, ma con gli organetti di Markku Lepistö (Finlandia), Dave Munnelly (Irlanda), Simone Bottasso (Italia), e Riccardo Tesi (Italia) in grande spolvero. 
Come i leggendari guerrieri giapponesi, i samurai dell’organetto hanno dato vita ad un live act di altissimo livello qualitativo nel quale è emersa con forza tutta la loro audacia nella tecnica e la creatività nell’esaltare le possibilità espressive dell’organetto. Ricerca, sperimentazione, e improvvisazione sono stati gli ingredienti che hanno caratterizzato ogni momento di questi quattro eccezionali strumentisti i quali ci hanno condotto per mano dalle atmosfere rarefatte delle sonorità finlandesi ai trascinanti ballabili irlandesi, passando per le sonorità della tradizione italiana, il tutto impreziosito da riletture dei brani del magnifico disco di debutto, composizioni tratte dai rispettivi repertori e alcuni brani inediti come “L’Omaggio a Fellini” di Simone Bottasso che ha rappresentato uno dei vertici del concerto. Ad aprire la serata di Mercoledì 29 Giugno è stata l’interessante presentazione del libro “Bella Ciao. La Canzone Della Libertà” di Carlo Pestelli, del quale presto ci occuperemo anche sulle nostre pagine, nel corso della quale alcuni allievi dei seminari hanno accompagnato l’autore nell’esecuzione di alcune riletture di brani tra cui “Bevanda sonnifera” e “Fior di Tomba” da cui ha preso vita il famoso canto delle mondine, diventato poi inno della resistenza partigiana in Italia. Di grande intensità è stato poi il recital “Soglie”, rielaborazione per burattini de “La Via Del Pepe” di Massimo Carlotto per la regia di Marco Sanna e la sonorizzazione dal vivo di Mauro Palmas al liuto cantabile.
Protagonista è stato Antonio Murru che ha dato voce e vita ai burattini di Donatella Pau portando in scena due storie parallele, una drammatica ispirata al testo originale e l’altra sulla nostra indifferenza, il tutto magistralmente sottolineato dalle corde di Palmas che hanno costruito l’ambientazione perfetta per l’intreccio narrativo. La quarta serata è stata dedicata, nella prima parte, all’Evento speciale che ha visto protagonisti Luigi Lai alle launeddas, Pietro Cernuto al friscaletto e alla zampogna e Fabio Rinaudo alla cornamusa i quali con formazioni a geometrie variabili hanno portato in scena un inedito dialogo tra i rispettivi strumenti ad ance. Ad aprire il set sono stati Rinaudo e Cernuto che hanno eseguito una pastorale siciliana e poi un medley tra due monferrine a due e a tre tempi, prima di accogliere Luigi Lai per un solo di launeddas. Una serenata con il marranzano ha fatto da preludio ad uno spaccato in trio dei tre musicisti, ai quali si è aggiunto successivamente anche Carlo Rizzo ai tamburi a cornice. Quasi senza soluzione di continuità si è passati alla produzione originale con i docenti dei seminari in cui abbiamo avuto modo di rivedere dal vivo il Tama Trio con alcuni estratti dal loro disco “Voglio un chilo di pane”, il duo inedito composto da Riccardo Tesi e Simone Bottasso, e ancora un applaudissimo Luigi Lai alle launeddas, apparso in gran forma. 
La rassegna si è chiusa venerdì 1 luglio con la produzione originale con i docenti e gli allievi dei seminari i quali hanno portato in scena uno spettacolo inedito e non privo di tante belle sorprese. Dopo l’apertura di Luigi Lai con “Sant’Efisio”, è entrato in scena il coro diretto da Alessandro Foresti che ha proposto una bella versione di “Las Palomitas”, che ha fatto da preludio al duo Tra Scilla e Cariddi, anche in questo caso completamente inedito e composto da Pietro Cernuto e il giovane ma talentuosissimo Davide Ambrogio in quali hanno proposto due brani inediti composti, proprio durante i seminari. Spazio ai suoni del mondo con un medley di canti tradizionali norvegesi eseguito da una allieva scandinava e da Simone Bottasso all’organetto, e poi alle percussioni con Carlo Rizzo in trio con i suoi studenti. Una struggente ninna nanna composta da Alessandro Foresti ed eseguiti dal coro della classe di canto, ci ha condotto verso il gran finale con il Rosario sardo diretto da Simonetta Soro, l’omaggio ad Andrea Parodi con “Ruzaju” e una emozionante “Tempos” con tutto il cast di allievi e musicisti protagonisti in scena. L’edizione 2016 di “Mare e Miniere” proseguirà fino a fine anno con un programma di fitto di appuntamenti da non perdere tra Luglio ed Agosto e nel quale ci sarà spazio per una produzione originale che sarà annunciata a breve. 



Salvatore Esposito
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