Deltas – Ligerian Blues (Buda Musiqe, 2016)

Con il nome che si sono dati, è difficile rinunciare all’immagine fluviale – dalla maestà del Mississippi a quella del Niger, fino alle sponde più intime della Loira evocate dal titolo dell’album – per questo trio di produzione ‘francese’, che mette insieme Richard Bourreau (già Lo’Jo), al violino e alla kora, il chitarrista Vincent Erdeven (già con Zenzile) e il cantante e notevole n’gonista maliano Andra Kouyaté (fratello minore di Bassekou, tanto per capire di che schiatta di musicisti parliamo), spesso al servizio del reggae-man ivoriano Tiken Jah Fakol. Non entreremo nella trama narrativa abusata e riduttiva della discendenza diretta ed esclusiva del blues dalla fascia saheliana centro-occidentale, ma ci lasciamo avvolgere, a partire dall’iniziale fluttuante “Deltas”, dalle undici tracce di “Ligerian Blues”, dal languore e dal gioco danzante d’arpeggi (“Le droit des enfants”), da un suono che conserva una forte impronta sub-sahariana. Sensibilità ed emozione acustica, generate dal fluire limpido dei cordofoni: sono le parole che suscita l’ascolto di questa seconda prova discografica del trio, registrata live in studio. Si impongono la ritmica e la tecnica del liuto basso maliano, il cui suono si colloca a metà strada tra percussione e contrabbasso, gli arabeschi del violino (sia ascoltino “Deltas” e l’altrettanto risplendente “Solou Yaya”), la chitarra che raccorda i diversi mondi sonori (“Dogotou”, “Estuario”, "N'oublie pas”, “Savaaree”), il gran tintinnio della kora (“Salutations”, “Dansez”) e la calda e duttile voce di Andra (“Dogotou” e “Bamako Angers”), supportata in quattro brani dai cori di Djéné Kouyaté. 


Ciro De Rosa
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