Unavantaluna & Elena Ledda, Teatro Studio Borgna, Auditorium Parco della Musica, Roma, 26 Febbraio 2016

Andato in scena lo scorso 26 febbraio sul palco del Teatro Studio Borgna dell’Auditorium Parco della Musica di Roma,“Sònira e Sonos” è il nuovo progetto artistico che vede interagire Unavantaluna ed Elena Ledda, per un incontro tra le tradizioni di Sicilia e Sardegna, le due grandi isole sonanti italiane. Due terre distanti eppure vicine, bagnate dallo stesso mare, dalle tante divergenze ma anche dalle sorprendenti affinità, le cui radici musicali diventano un punto di contatto attraverso l’integrazione e la contaminazione reciproca. Sul palco gli Unavantaluna, disposti a semicerchio, si presentano al completo con Pietro Cernuto (zampogna a paro, friscaletto, marranzano e voce), Carmelo Cacciola (lauto cretese e voce), Luca Centamore (chitarra), Francesco Salvadore (voce e tamburello), e Arnaldo Vacca (tamburi a cornice), sono affiancati da Marcello Peghin alla chitarra, mentre ad Elena Ledda è riservato il posto d’onore al centro. Ad aprire il concerto è la sola formazione siciliana con una straordinaria versione di “Vitti na crozza”, proposta in un crescendo che da tenue e rarefatto si fa più energico ed intenso con le percussioni, corde e fiati a guidare la linea melodica. 
Si prosegue con il canto propiziatorio delle donne “Signuruzzu miu faciti bon tempu”, dove l’ordito vocale si sposa perfettamente con i fiati di Cernuto. Arriva poi sul palco Elena Ledda, e si entra nel vivo del concerto con due intense versioni di “Pesa” e “Amargura” tratte dal suo repetorio, e qui impreziosite dagli arrangiamenti degli Unavantaluna e dalla elegante chitarra di Peghin. Attraversando le acque del Mediterraneo, ritorniamo in Sicilia, con “Cala U Suli”, brano storico degli Unavantaluna, che dal vivo risplende attraverso l’elegante interplay tra corde, fiati e percussioni. Nel gioco di rimandi tra le due isole, si fa di nuovo rotta verso la Sardegna con Elena Ledda che regala in sequenza “Sienda” e “Pandela”, in cui spicca tutta l’intensità e la potenza evocativa della sua voce. Gli Unavantaluna non mancano di raccontare al pubblico delle loro continue frequentazioni artistiche con la Sardegna, dove si sono recati spesso a suonare, e dove hanno vinto il prestigioso premio Andrea Parodi con “Isuli”, brano che racconta la condizione tipica dei siciliani, sempre sospesi tra partenza e ritorno, riproposto per l’occasione in una versione ancor più coinvolgente e serrata, rispetto a quella ben nota su disco. 
“Torrandi” e “Kiliwani” vedono ancora protagonista la voce di Elena Ledda, prima di giungere alla bella versione de “La pampina di l’alivu”, dedicata ai bambini presenti in sala. L’attenzione si sposta prima verso il repertorio devozionale della tradizione siciliana con “Viva Maria”, e poi verso i canti di lavoro con i melismi de “A la carrittera” proposta in medley con “Aiamola” in cui entra in gioco la voce di Elena Ledda. Il medley tra “Ballittu” con protagonisti i fiati di Pietro Cernuto e “Toina Tanna” ci conduce verso il finale con la ninna nanna sarda “Gioga gioiga”, la trascinanta filastrocca siciliana “U Puddicinu” cantata da Carmelo Cacciola, e la conclusiva “Intresa”. L’auspicio è che il progetto “Sònira e Sonos” possa avere non solo una lunga serie di repliche dal vivo, ma anche uno sbocco discografico che cristallizzi il fascino di questo incontro musicale tra Sicilia e Sardegna, perché il futuro della musica tradizionale italiana passa anche e soprattutto da progetti come questo. 


Salvatore Esposito