Kërkim - Kërkim (Digressione Music, 2015)

Nato nel 2012 da un’idea della percussionista Manuela Salinaro, il progetto Kërkim raccoglie alcuni tra i più apprezzati strumentisti della scena musicale salentina ovvero Vincenzo Grasso (clarinetto e sax soprano), Bruno Galeone (fisarmonica), Morris Pellizzari (chitarra e saz), e Stefano Rielli (contrabbasso e basso elettrico), i quali, portando in dote i rispettivi background musicali, hanno dato vita ad un percorso di ricerca comune volto ad esplorare le connessioni sonore tra la musica dei Balcani e quella del bacino del Mediterraneo. Come lascia intendere il nome Kërkim, che in lingua albanese vuol dire proprio ricercare, questo ensemble ha intrapreso un lungo viaggio che dalla Turchia ha toccato l’Andalusia, dalla Grecia si è spostato in Egitto per approdare infine in Albania, con l’obiettivo dichiarato di costruire un ponte ideale tra i luoghi, i suoni, e le diverse tradizioni musicali del Mare Nostrum, cogliendone le affinità ritmiche e melodiche, per rileggere il tutto attraverso un sound originale che combina world music, jazz e folk contemporaneo. Ascoltando i musicisti incontrati in questo lungo cammino e suonando con loro, sono nate le ispirazioni per il loro disco di debutto omonimo, nel quale hanno raccolto nove brani incisi presso il Sudeststudio di Guagnano (Le) con la partecipazione di alcuni ospiti come Valerio Daniele (chitarra elettrica), Checco Leo (chitarra), Ovidio Venturoso (batteria), Luca Tarantino (oud), Maria Mazzotta (voce) e Redi Hasa (violoncello). Si tratta di un lavoro affascinante che riflette le esperienze di viaggio compiute in questi anni, una sorta di diario fatto di esperienze, suoni, colori ed emozioni tradotto in musica, che si apre con un inno alla non partenza “Il Lago di Como”, nella quale brilla il dialogo tra il clarinetto e la fisarmonica, spinto dalla ritmica scandita dal contrabbasso e contrappuntata dai piatti. La bella versione del tradizionale sefardita “La Rosa Enflorence” ci conduce poi alle evocazioni flamenche di “Sueno Claro”, ispirata ad una composizione del musicista arabo andaluso Ali Khattab, e tutta giocata zarb, corde e fiati, su cui si innesta il contrabbasso suonato con l’archetto. Dall’Andalusia ci spostiamo nei Balcani con il köçek “Clarinettoso” che sfocia prima nella ballata jazz “Dicembre Valzer” e poi nel 7/8 “Ali Pasa”, ispirata alle vicende dell’imperatore ottomano Alì Pashà. La splendida copla spagnola “Mi Nina Lola”, interpretata magistralmente da Maria Mazzotta, ci conduce verso il finale in cui spiccano la rilettura del tradizionale turco “Kasap Havasi” impreziosita dall’oud di Luca Tarantino e “Mba Redi” in cui spicca il violoncello di Redi Hasa, motore ed ispiratore di questo travolgente brano dalla ritmica tipicamente balcanica. 


Salvatore Esposito
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