Michele Jamil Marzella - La via del Possibile (Fonosfere by Dodicilune/I.R.D., 2015)

Trombonista, arrangiatore e direttore d’orchestra dal ricco background formativo, Michele Jamil Marzella vanta articolato percorso artistico che lo ha condotto, negl’anni, ad esplorare diversi ambiti musicali spaziando dalla musica classica al jazz fino a toccare la world music. Affascinato dallo studio antropologico di culture e sonorità differenti, il musicista barese ha compiuto diversi viaggi e soggiorni tra l’Africa, l’India ed il Tibet, traendo ispirazioni profonde per le sue composizioni ed apprendendo l’uso di strumenti tradizionali come il radong, particolare tuba tibetana. A caratterizzare il suo approccio musicale è la grande attenzione all’aspetto spirituale della musica che si sostanzia nella ricerca di suoni ancestrali, in grado di risvegliare l’essenza di chi ascolta. In questo contesto si inserisce il suo nuovo album “La via del Possibile”, nel quale ha raccolto nove brani inediti, ispirati dal desiderio di ricercare l’armonia non solo dentro sé stessi ma anche in ciò che ci circonda, entrando in contatto con le energie presenti in natura. Ad accompagnare Michele Jamil Marzella (trombone, radong, effetti) è un large ensemble di strumentisti composto da Pierangelo Eddy De Marco (programmazione), Limongella Progect (art dj), Valentina Pavone (flauto traverso), Antonio Genchi (sassofoni), Piero De Marco (chitarra), Eddy De Marco (basso elettrico), Maurizio Lampugnani (percussioni, voce) ed Ugo Custodero (percussioni, hang shock), a cui si aggiungono le voci del narratore Vito Lopriore, Rossella Antonacci, e Gabin Dabiré. Il risultato è un lavoro di “Musicosofia”, così come lo ha definito lo stesso Marzella, l’itinerario di un viaggio onirico, evocato dall’intreccio tra fiati, voci, percussioni ed elettronica, e nel quale si incontrano le modalità espressive delle sonorità orientali e quelle del mondo occidentale. Traccia dopo traccia, durante l’ascolto, si attraversano atmosfere sonore differenti create attraverso campionamenti, sperimentazioni sonore ed improvvisazioni, in un fluire di grande suggestione in cui spiccano la poesia dei versi di “Prayer”, scritti da Marzella e recitati da Lopriore, l’incursione nel dub di “Ritorno al Passato” e le esplorazioni nei ritmi africicani di “Etno Loop Station”. “La Via del Possibile” è, dunque, un disco per l’anima, un balsamo che lenisce il frastuono quotidiano, regalandoci poco più di trenta minuti di musica di rara intensità. 


Salvatore Esposito